Recensione: Spreadin' fear - Mankind (2012)

Sono passati 4 anni dalla prima (ottima) demo Pieces of mankind e ci vorrebbe lo sceneggiatore di Beautiful per raccontare al meglio i successivi cambi di line-up e le varie vicissitudini degli Spreadin' fear. Se guardate il booklet e i vari credits, ne uscirete come minimo con un feroce mal di testa. Io non sono in grado di raccontare il tutto, perché non faccio lo sceneggiatore di soap opera, quindi me ne lavo le mani.
Parlando di musica, evitando le mie fesserie, Mankind rappresenta l'evoluzione della band: forti prerogative thrash con alcune tinte progressive. Descrivere la band a chi non la conosce non é cosa semplice, diciamo che sembra di ascoltare gli Opeth misti ai (nuovi) Machine head misti ai Pain of Salvation, con un pizzico di Pantera, Dream theater e Metallica. 

Mankind é un concept sulla natura e condizione umana, le prime righe del booklet recitano (piú o meno):  "La storia del genere umano denota come l'umanitá si allontana sempre piú dalla sua condizione naturale: é una continua perdita d'innocenza..." il resto lo lascio scoprire a voi.

Le canzoni sono molto varie e curate, complice una gestazione molto lunga, e la prova dei singoli musicisti é ottima: alle chitarre il riffing (spesso incrociato) di Silvio e Fabio é sempre preciso e solido, cosí come il doppio pedale affilato (!?) di Alfio e le diversificazioni sul tema del bassista Andrea. Ottima anche la prova vocale di Fano, che se la cava egregiamente su tutti i fronti: growl, pulito e aggressivo, anche se la sua voce, in piú di un frangente, da la sensazione non andare a pieni giri in quanto le linee vocali erano state scritte per una voce con caratteristiche diverse. Smettendola di cercare il pelo nel pagliaio (cit.), un complimento ad ogni singolo componente della band per il lavoro svolto.
Mankind si apre come vecchi lavori thrash anni 80, ovvero con un tranquillo prologo (Prologue, appunto) che sfocia nella vera opener del disco, John Doe, dove i riff pesanti, i ritmi serrati e il doppio pedale affilato (quello di prima) cominciano a farci compagnia. Il miglior pregio della band, tecnica a parte, é che riesce a creare una buona varietá di atmosfere,  ci ritroviamo spesso a passare da fraseggi tipicamente thrash ad altri piú classic metal, fino a fraseggi puliti (qualcuno direbbe asciutti), con conseguenti cambi di vocals, di atmosfere e di velocitá, con dei passaggi chitarristici e dei soli sempre all'altezza della situazione. Emblematiche in questo senso la lunga (fin troppo, in veritá) Artificial Paradises, poi Solitude e soprattutto Lost in the machine, che risultano, infatti, le piú ispirate del disco. Mankind si chiude magnificamente come era iniziato, con un bellissimo epilogo, con arpeggio, armonici e un solo da tramandare ai posteri (sempre possessori delle ardue sentenze).

Mankind é un disco autoprodotto di una band senza contratto, ma che non ha niente da invidiare a molti dischi che si trovano negli scaffali del settore thrash metal del vostro negozio di fiducia.
Ascoltatelo (non sono sicuro dove vada l'accento, in ogni caso, se vi do del tu, non penso vi offendiate).

Top tracks: Lost in the machine, Solitude.

Tracklist:

1) Prologue
2) John Doe
3) Insomnia
4) Artificial Paradises
5) Burning City
6) The cage
7) Lost in the machine
8) Solitude
9) Asylum
10) Luring
11) Epilogue

https://www.facebook.com/Spreadinfear

Buone feste!!

Stranamente sopravvissuti alla profezia maya, diventa doveroso farvi gli auguri di buone feste!

Le nostre speranze per il 2013? Speriamo che le telenovelas di Mike Portnoy - Dream theater e Geoff Tate - Queensryche non finiscano,  che i Green day la smettano per un po' di sfornare album e che non esca l'ennesimo live degli Iron Maiden.

Al contrario, aspettiamo tante belle nuove uscite, i nuovi album di: Iron maiden (appunto, speriamo non ci facciano la bella sorpresa di farci trovare un live), Pearl Jam, Bon Jovi, Black sabbath, Deep purple, Dream theater, Megadeth, Thin Lizzy e tanti altri.

Se non li aveste letti, e soprattutto sempre che ve ne freghi qualcosa, ecco gli articoli di fine anno:
i Top album 2012 e le previsioni per il 2013.

Chi meglio di quei fusi dei Darkness per augurarvi buone feste? Arrivederci al 2013!!!!!!
Attacca Justin!


2013, cosa succederá?



Il 2012 ha visto i soliti litigi, le solite proposte di reunion e situazioni improbabili. Cosa ci riserverá il 2013?
(La foto sopra non c'entra nulla, era solo per dare un po' di colore all'articolo)

Gennaio: Gli Avantasia di Tobias Sammett annunciano un nuovo ospite per il nuovo album, é Gino Paoli, che duetterá con Michael Kiske. Intanto i Green day annunciano che la trilogia non li ha soddisfatti e che hanno intenzione di pubblicare un box di 12 cd con 15 ore di musica (tutta uguale). Nella copertina del primo volume, il culo di Billie Joe, stampato con la fotocopiatrice della clinica di disintossicazione.

Febbraio: Eddie Vedder, dopo aver duettato con Roger Waters, é demotivato perché ha esaurito i cantanti con cui duettare. Sta pensando di contattare Max Pezzali per fare i cori di Mauro Repetto, nella prossima edizione del festivalbar. Max dice che come voce é ok, ma a ballare non ce lo vede proprio. Mark Tremonti non ne puó piú di essere scambiato per il ministro e di trovare in prima fila ai suoi concerti esponenti della sinistra pronti a contestarlo. Escono due dischi dei Queensyrche con due formazioni diverse, i fan sono confusi. Mike Portnoy, intanto, dichiara di essere pronto a tornare nei Dream Theater, Mike Mangini fa le corna.

Marzo: Axl Rose sta seriamente pensando di pubblicare il successore di Chinese Democracy.  Dice che ha giá 56 canzoni pronte, e che il disco potrebbe vedere la luce addirittura nella primavera del 2020. Noi non ci crediamo. Intanto assolda Chuck Norris che si dovrá prendere cura di tutti gli spettatori che indosseranno una maglietta di Slash, o di qualcuno che ci somigli, anche vagamente. Mike Portnoy dice che non vuole piú tornare nei Dream Theater, sta bene con le altre 128 band.

Aprile: Dave Mustaine caccia tutti i componenti dei Megadeth e, in preda ad un atto di follia, caccia pure se stesso, e fa un progetto solista per vendicarsi del leader dei Megadeth. Dal vivo se la prende ancora una volta con Obama e dice che é colpa sua se gli scade il latte. I Black sabbath preparano una reunion con i loro zii, si attende un tour mondiale. Phil anselmo convoca una conferenza stampa per fare un annuncio, ma poi cambia idea e legna tutti i giornalisti presenti.

Maggio: Gli Iron maiden annunciano il prossimo tour: The Beast reverse, dove eseguiranno tutti i loro classici al contrario. Si allerta la chiesa cattolica.Intanto é pronto il nuovo album, si chiamerá "Son tutte belle le mamme del mondo", in copertina ci sará Eddie con Luca Laurenti. Eddie Van Halen dichiará che puó eseguire perfettamente l'assolo di Jump dentro la vasca da bagno immerso nell'acqua, ma non ricorda piú il giro di DO.

Giugno: Mike Patton dice di nuovo addio ai Faith no more e annuncia il suo nuovo progetto di musica brasiliana, intraprendendo un tour in tutte le carnezzerie del mondo dove paghi un tot all'ingresso e mangi quanto vuoi. Mike Portnoy dichiara che vuole tornare nei Dream Theater ma Petrucci dice che piuttosto assumerebbe il batterista dei Rolling Stones.
Geoff Tate, annuncia la pubblicazione di un disco flamenco a nome Queensryche. Gli altri Queensryche non apprezzano. I Judas priest dicono che il loro ultimo tour in realtá non é l'ultimo, scherzavano.

Luglio- Agosto: Mesi di festival estivi, i Muse decidono di suonare dal vivo con un' orchestra di 100 elementi, Lemmy minaccia tutti i componenti di non presentarsi perché non vuole sentire piú quegli strumenti fighetti. Tornado violentissimo in un festival veneziano: Jared Leto viene spazzato via e viene ritrovato in Croazia a limonare con la barista del bar sulla spiaggia. I Metallica headliners dei principali festival, ma Lars Ulrich assume un sosia perché non cha piú il fisico e il fiato per farlo. I fans in delirio perché pensano sia migliorato. I Kiss intanto si fanno lanciare da una navicella spaziale e suonano in volo, Gene Simmons un po' in difficoltá. Axl rose si presenta sul palco dentro la vasca da bagno.

Settembre: Mike Portnoy dice che i suoi gruppi non lo soddisfano piú e vuole convincere Petrucci a riprenderlo con loro. Petrucci risponde che ha comprato 12 Rottweiler. Steve Vai dice che il suo piú grande sogno é quello di fare un album con Jovanotti, lui accetta. Ligabue si fa la cresta e diventa il sindaco di Milano, Piero Pelú canta nel nuovo singolo dei Pearl Jam. Pino scotto e Richard benson registrano un disco di bestemmie insieme, il vaticano apprezza la forma ma non il contenuto.

Ottobre: Marylin Manson é depresso perché ormai non fa piú paura a nessuno, quindi decide di svoltare e di darsi alla disco music. Il primo singolo vede come ospite Gigi D'agostino. Mike Portnoy apprezza il cambiamento e dice che vuole suonare con lui, ma lui rifiuta. Dave Grohl riunisce i Nirvana con Pino Scotto al posto di Kurt Cobain, perché gli é piaciuto il disco di bestemmie. Intanto escono 4 dischi dei Queensryche, tutti con musicisti diversi.

Novembre: Sebastian Bach telefona a Rachel Bolan per riformare i vecchi Skid Row, lui chiama la polizia. Axl rose intanto dice che le registrazioni vanno a rilento, quindi posticipa di 5 anni la data di rilascio del nuovo album. Slash se la ride e pubblica un disco con 70 cantanti. Bryan May e Roger Taylor vogliono continuare la carriera dei Queen con un altro cantante, pensano a Tom Jones. Mike Portnoy dice che i Dream Theater sono un capitolo chiuso della sua carriera e preferisce fare il pizzaiolo.

Dicembre: Mese di compilation e di Greatest hits: escono quelle dei Green day (in un cofanetto-trilogia), quella dei Black Sabbath (Best of con Tony Martin), quella degli Him (che raccoglie le loro migliori performance nei Bar, quando ancora non erano famosi) e un album live degli Iron Maiden con Hallowed be thy name e The trooper suonate in 15 posti diversi, compreso il bagno di casa di Dave Murray. Mike Portnoy contatta John Petrucci per ritornare nei Dream Theater e lui risponde che prima deve suonare con l'orchestra di Renzo Arbore. Lui dice che per lui va bene, ma Renzo non é d'accordo.

La discografia (semiseria): Guns N' Roses

Ed eccoci alla discografia di quegli affabili e tranquilli ragazzi dei Guns n' roses.
La discografia è, purtroppo, molto breve a causa di quel buontempone di Axl Rose (stando alle parole di Slash) e di quel farabutto di Slash (stando alle parole di Axl). Se volete la mia, credo piú alle parole di Slash. Se dovessi dare un titolo al tutto direi: una fortuna buttata nel cesso. 

Vabbè, cominciamo:

Appetite for destruction (1987)
Il debut! Brutti come la fame, piú poveri di Oliver twist e più rissosi di Chuck Norris, questi ragazzacci si affacciano nel mondo della musica con un dischetto niente male, ovvero con uno dei debut album migliori di sempre. Sul disco: poche storie, chi lo conosce lo ama.
Se lo conoscete e non lo amate è soltanto perché ascoltate Orietta Berti o Marcella Bella. 
Voto 95/100
Top songs: Sweet child o'mine, Paradise city, Rocket queen
Skip song: Anything goes

Lies (1988)
Uscito per cavalcare un po' il successo del primo album, questo disco comprende l'EP Live like a suicide, registrato prima del debut e 4 (ottime) canzoni acustiche, compresa One in a million con cui Axl è riuscito a farsi odiare da mezzo mondo per il suo testo pieno di amore verso gli extracomunitari e i gay. Il disco non ha né capo né coda ma le canzoni sono belle lo stesso.
Il gruppo comincia a strafarsi e a fare a botte in tutti i paesi del mondo.
Voto: boh
Top song: patience


Use your illusion I (1991) 
Questi pazzi scatenati hanno fatto uscire due dischi lunghissimi nello stesso periodo ma è pure vero che di anni dal debut ne sono passati 4, quindi ok (sto facendo tutto io, ne sono consapevole).
In questo disco si trova di tutto: capolavori, pezzi meno riusciti, pezzi col piano, pezzi street rock, cover, esperimenti e sassofoni (elemento che non piace manco per niente a Slash). Quello che non si trova più è il batterista Steven Adler che era strafatto come una scimmia (boh) e che la band ha, più o meno gentilmente, accompagnato alla porta. In realtà credo non molto gentilmente.
Voto 80/100
Top songs: Don't cry, November rain, Coma.

Use your illusion II (1991)
Il secondo capitolo ha un po' piú senno del primo e ha anche molti piú capolavori, non per niente è il mio disco dei Guns preferito: testi schizzati (non che quelli del primo capitolo siano da meno, sia chiaro), tanto talento e buon gusto. In Get in the ring Axl di buon gusto ne ha poco e manda al diavolo tutti i giornalisti che hanno scritto cose che non gli sono piaciute. La band era a corto di idee per la seconda copertina quindi ha usato la stessa del primo, peró di diverso colore.
Voto 95/100
Top songs: Civil war, Estranged, Get in the ring

The spaghetti incident (1993)
I ragazzi della band si pestavano e si sbronzavano dalla mattina alla sera, quindi di canzoni nuove neanche a parlarne, dato che sui due Illusion ne hanno pubblicate circa 190. Ecco quindi questa raccolta di cover pseudo punk che prende il nome da un fatto accaduto a degli spaghetti che stava preparando Steven Adler, se non ricordo male. Certo, potrei anche informarmi meglio, ma non credo sia così interessante. Il disco non é male a dire il vero, ma la copertina grida vendetta tanto é brutta: un piatto di spaghetti, che sembrano pure fare schifo, tra l'altro. La band comincia a fare a botte (più del solito) e si scioglie.
Voto 65/100
Top songs: Attitude, Ain't fun, New rose
Skip song: Human Being

Chinese democracy (2008)
Questi non sono i Guns n' roses, questo é Axl rose da solo (dato che ha cacciato tutti) che gioca con mixer e console e combina un manicomio reclutando i musicisti piú disparati e mettendoci 15 anni per fare un disco, per di più neanche troppo decente: Chinese Democracy é il disco piú costoso e con piú anni di realizzazione alle spalle della storia della musica. Bravo Axl, bravissimo.
Voto 40/100 (in memoria dei vecchi tempi) 
Top e skip song: non lo so perché non ho mai associato i titoli alle canzoni, mi ricordo che la 4 é bella.

Tanto per non lasciarci con il brutto ricordo di Chinese Democracy, vi lascio con una canzone gloriosa dei G N' R, la prima che mi capita sotto tiro, tanto si può pescare quasi a caso dai precedenti lavori.

Recensione: Green day - Tré! (2012)


E questa sarebbe la fine della trilogia? Uno, dos e tre sarebbe una trilogia? Tse. Anche Trè cool in copertina, sembra essere d'accordo con me, guardate che faccia che ha!
La domanda che mi faccio é sempre la solita: che senso ha, artisticamente, pubblicare tre dischi pieni di riempitivi, quando con quel materiale potevi pubblicare tranquillamente un ottimo disco da rimandare ai posteri (giudicatori delle ardue sentenze e dei buoni dischi)?
La domanda assume un altro senso se si guarda il conto in banca, ovviamente.

Critiche alla "trilogia" a parte (trilogia, tse), questo Tre! è nettamente il peggiore dei Tre (scusate il gioco di parole). Uno e Dos si somigliavano molto: molte canzoncine carine, qualche altra da buttare nel dimenticatoio e poche altre non buone neanche per il dimenticatoio (Kill the dj e Nightlife me le sogno la notte!). In Tre! la storia funziona diversamente: il dimenticatoio è li appostato che aspetta quasi tutti i brani. "Ciao, sono il dimenticatoio, felice di conoscerti".

L'apertura del disco è spiazzante, Brutal love, una semiballad, per nulla epocale, ci fa temere che la noia ci accompagnerà per tutta la durata del disco. Sará cosí? Assolutamente sí. Poche idee per le 12 canzoni, spesso ci ritroviamo ad ascoltare le stesse frasi e gli stessi motivetti per tutta la durata di esse: Drama queen é uguale per tutto il primo minuto (ne dura 3),  99 revolutions dove Billie Joe ha registrato una volta la frase "99 revolutions tonight" e con uno splendido copia incolla ha ottenuto 2 minuti di canzone, Walk Away (dove arrivati al terzo minuto preferireste andare a scopare il mare piuttosto che sentire di nuovo l'espressione Walk away) la conclusiva The forgotten (colonna sonora di uno dei 60 film di Twilight) che ha delle orchestrazioni niente male, ma é di una noia mortale (e l'assolo ha la struttura di quello Slash su Knockin on heaven's door) . L'unico pezzo degno di nota di quest'album é Dirty rotten bastard, probabilmente l'unico pezzo scritto in piú di 6 minuti, dove quantomeno ci sono delle idee e della grinta. Per il resto, buio totale.

Green day, smettetela di scrivere le canzoni in 2 minuti e alzate la distorsione alle chitarre. E soprattutto, non vi azzardate a fare piú trilogie come questa.

Se siete curiosi:
Recensione Uno!
Recensione Dos!
Recensione Tre! (è questa!)

Voto 45/100
Top track: Dirty rotten bastard
Skip tracks: 99 Revolutions, Drama queen, The forgotten

Tracklist:
1. Brutal Love
2. Missing You
3. 8th Avenue Serenade
4. Drama Queen
5. X-Kid
6. Sex, Drugs & Violence
7. A Little Boy Named Train
8. Amanda
9. Walk Away
10. Dirty Rotten Bastards
11. 99 Revolutions
12. The Forgotten
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  • Top 10: Top album 2012

    Ed eccoci alla consueta classifica di fine anno! (Consueta? Ma se é la prima volta che la faccio!)

    Ecco la mia personale top 10 dei dischi usciti in questo 2012.
    Pronti? No? Chissenefrega, comincio lo stesso.


    10) Soundgarden - King animal (clicca per la recensione completa)
    Sapete quando pensate che un disco non sia niente di che, ma poi vi ritrovate ad ascoltarlo piú spesso di altri che vi sono realmente piaciuti? Ecco, questo é il caso. Il disco non mi dice niente e non ha particolari spunti che riescono ad emozionarmi realmente, peró continuo ad ascoltarlo. Strani questi esseri umani (!?)


    9) Europe - Bag of bones  (clicca per la recensione completa)
    Si, sono proprio quelli di  The final Countdown, e ci dimostrano che sanno fare ancora buona musica. E questo é probabilmente il loro miglior disco da quelli superfamosissimi (e con le tastiere superpompose) degli anni 80. Pararapaaaapaaaaaaaaa Parapappappaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa (Questo disco é completamente diverso, sia chiaro)


    8) Black country communion- Afterglow (clicca per la recensione completa)
    Quel diavolone spelacchiato di Glen Hughes (con i suoi compagni di sventura) ha fatto centro ancora una volta. Prestazione vocale superba e hard rock di altissima fattura. Garanzia


    7) Aerosmith- Music from another dimension: (clicca per la recensione completa)
    Dopo clamorosi e ingiustificati rinvii gli Aerosmith si fanno perdonare (dal sottoscritto) con un buonissimo disco, magari un po' troppo lungo, ma con tantissimi spunti di classe stile Aerosmith. Steven Tyler canta meglio di tutti anche da vecchio.
     

    6) Tremonti- All I was (clicca per la recensiona completa)
    No, ovviamente non é il ministro dell'economia.
    E chi se lo aspettava da Mark Tremonti? Disco solista cazzuto imperdibile per gli amanti del riffing pesante del ministro, ehm di Mark.


    5) Van Halen - A different kind of truth (clicca per la recensione completa)
    L'ennesimo ritorno. I Van Halen con David Lee Roth ritornano nei nostri stereo (nel mio, perlomeno).
    Probabilmente gli servivano soldi, ma il risultato é dannatamente buono e ci sono un sacco di pezzi che potrebbero stare su album di 20 anni fa. Molti dei quali, infatti, sono stati scritti 20 anni fa.


    4) Rush - Clockwork angels
    In realtá non amo particolarmente i Rush, ma so riconoscere quando un disco é notevole, a prescindere dai gusti e dalle preferenze musicali. I Rush continuano a scrivere album favolosi, questa é la veritá. Bella anche la copertina. Lunga vita a questi vecchietti.


    3) Stone sour - House of gold & bones (clicca per la recensione completa)
    Mea culpa. Ho scoperto questo album in ritardo e per questo ho modificato la classifica. Vado a darmi 100 frustate in salotto.
    La parte I é uscita nel 2012, la parte II nel 2013. Io, per lavarmene le mani (con immensa professionalitá), ho fatto una recensione unica per entrambi i dischi che meritano eccome, soprattutto la parte I, difatti é finita direttamente nella top 3.


    2) Slash - Apocalyptic love (clicca per la recensione completa)
    Disco passeggero un cazzo! Dopo tanti mesi continuo ad ascoltare Apocalyptic Love. E piú lo ascolto e piú mi piace (e piú muovo la testa su Hard and fast). Mi sbilancio ulteriormente dicendo che é il miglior disco solista di Slash, per quanto mi riguarda. Ecco, l'ho detto.

    Flying colors (clicca per la recensione completa)
    Disco che trasuda classe da ogni angolo del cd (che in realtá é rotondo). Pensavo fosse il solito progetto perditempo di Portnoy, invece mi sono ritrovato con un gioellino di Prog rock.
    Ah, ci sono anche Steve morse e Neal Morse, mica due da buttare eh. Disco per tutte le occasioni.
    Ascoltatevi Blue ocean qui sotto vah, perché una canzone vale piú di mille parole (slogan coniato in questo preciso istante)


    Live report: Rolling Stones - 02 Arena, London 25/11/2012

    A cura di Valerio Giannetto.

    Il momento tanto atteso è finalmente giunto: il 25 Novembre i Rolling Stones hanno festeggiato cinquant'anni di onorata carriera alla 02 Arena di Londra, prima di una serie di quattro date tra il Regno Unito e la Grande Mela. Il concerto, i cui biglietti sono andati sold out in sette minuti, non ha deluso le attese, proponendo ai fan un repertorio variegato, con un assortimento di pezzi niente male.

    L’evento si è aperto con una parata di percussionisti travestiti da gorilla (un omaggio all’artwork di Grrr!, raccolta dei maggiori successi della band) sulle note dell’intro di Sympathy for the Devil. Subito dopo entrano i nostri, l’emozione è palpabile.Mick Jagger, magro come non mai, sembra ancora un ragazzino, lo stesso vale per Keith Richards e Ron Wood, nonostante le numerose rughe che segnano i loro volti, Charlie Watts, flemmatico come non mai, non cambierà espressione per tutto il concerto.
    Si comincia con I wanna be your man, scritta dal duo Lennon/McCartney, che le pietre rotolanti non proponevano dal vivo dal 1964, per accarezzare classici come Paint it Black e Gimme Shelter, cantata magistralmente da Mary J. "bootylicious" Blige.
    Jagger scherza con il pubblico, coinvolgendo anche gli spettatori appaiati in piccionaia, posti definiti ironicamente “cheap seats” (i prezzi dei biglietti oscillavano tra i 100 e i 900 pound nda).


    Altre importanti collaborazioni non sono mancate: sul palco hanno accompagnato gli Stones nella loro festa anche Jeff Beck, che ha dato prova della sua immensa classe durante la cover di I'm Going Down e due ex, segnatamente Bill "suono solo con il pollice" Wyman e Mick Taylor, entrambi visibilmente emozionati dopo anni di lontananza dalle scene.

    Momenti epici della serata sono stati i classici You can't always get what you want (lisergico il coro che apre questo pezzo), Tumbling Dice, l’epica ballata Wild Horses e l’encore conclusivo con Jumping Jack Flash.
    Personalmente ho trovato ridondante il secondo pezzo inedito tratto da Grrr, One More Shot, vagamente somigliante a You Shook me All Night Long, al quale avrei preferito qualche classico mancato all’appello come Ruby Tuesday o Can’t Your Hear Me Knockin’.
    Pollice in su per gli effetti scenici(su tutti la boccaccia degli Stones che faceva da sfondo alla scenografia) e il posizionamento dei maxischermi, indispensabili per poter goder appieno lo spettacolo anche dalle posizioni meno privilegiate.
    In conclusione, un concerto che meritava di essere visto, nonostante i prezzi fuori mercato dei biglietti, per una band che sembra non aver perso il mordente e che ha influenzato in maniera irreversibile la musica dei nostri giorni.
    Per chi volesse vedere dal vivo gli Stones, vari rumor li vogliono headliner al festival britannico di Glastonbury, in programma questa estate.


    Setlist:
    I Wanna Be Your Man (The Beatles cover)
    Get Off of My Cloud
    It’s All Over Now (The Valentinos cover)
    Paint It Black
    Gimme Shelter (w Mary J. Blige)
    Wild Horses
    All Down the Line
    I’m Going Down (w Jeff Beck)
    Out of Control
    One More Shot
    Doom and Gloom
    It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It) (w Bill Wyman)
    Honky Tonk Women (w Grrregory)
    Before They Make Me Run (cantata da Keith Richards)
    Happy (cantata da Keith Richards)
    Midnight Rambler (w Mick Taylor)
    Miss You
    Start Me Up
    Tumbling Dice
    Brown Sugar
    Sympathy For The Devil
    You Can’t Always Get What You Want
    Jumpin’ Jack Flash

    Recensione: Soul Asylum - Delayed reaction (2012)


    E adesso chi sono questi?? Come "chi sono questi"? Non conoscete i Soul Asylum?? Certo, mi rendo conto che non viene voglia di approcciarsi a questo gruppo guardando la terribile copertina qui accanto che sembra presa da uno spot di qualche prodotto intimo femminile, ma vabbè...
    I Soul asylum sono un gruppo dalla storia molto travagliata che ascolto da sempre, capitanati dal famoso (negli anni 90, anche per essere stato il compagno di Winona Rider) Dave Pirner.

    Dopo il magnifico The silver lining aspettavo con ansia il successore, ovvero questo Delayed reaction. Se sono deluso? Un pochino, ma non troppo.
    Disco breve (dieci canzoni dalla media di 3 minuti ciascuna) che apre come tutti si aspettano, Gravity infatti è una canzone dal tipico marchio di fabbrica SA, premi play e dici: ah, sono loro, bello riascoltarli. Il disco scorre via che è una bellezza, leggero e spensierato, ottimo come sottofondo, anche se c'è da dire che i momenti di vera ispirazione non sono moltissimi, i momenti degni di nota di questo disco infatti, si riducono ad una ventina di minuti.
    Da ricordare ci sono Cruel Intentions (una rock band che ti fa una canzone da night club in maniera estremamente credibile è sinonimo di classe), la sbarazzina Let's all kill each other e la conclusiva I've should stayed in bed, canzone diversa, molto oscura e malinconica e con un potenziale altissimo, ma che viene penalizzata da un arrangiamento e da una prestazione vocale a tratti non all'altezza della situazione (ma cantalo meglio il ritornello, cazzo!).

    Considerati i 6 anni di attesa era lecito aspettarsi di più, però ci si accontenta. Dave, non farci aspettare altri 6 anni per 6 buone canzoni eh!

    Voto 60/100
    Top tracks: Gravity, Let’s All Kill Each Other, Cruel Intentions
    Skip track: Into the light

    Tracklist:
    01. Gravity
    02. Into The Light
    03. The Streets
    04. By The Way
    05. Pipe Dream
    06. Let’s All Kill Each Other
    07. Cruel Intentions
    08. The Juice
    09. Take Manhattan
    10. I Should’ve Stayed In Bed


    La discografia (semiseria): Pearl Jam

    Eccoci qui per un altro capitolo dedicato alle discografie semiserie, oggi parleró dei Pearl jam, meglio conosciuti come Peggem. Senza menzionare i live perché ne hanno pubblicati circa 800 (sul serio!)

    Annamo!
       
    Ten (1991)
    Sarebbe giusto parlarvi dell'inizio traumatico e complesso della band, ma me ne fotto e non lo faccio. Un giovincello di nome Eddie Vedder si vuole divorare il microfono (é una metafora, eh) e Ten diventa uno dei debut album piú importanti e influenti della storia della musica. Mi volete smentire? Osate se avete il coraggio. Gran disco con una produzione non proprio personalissima, ma con canzoni che dopo 20 anni sono ancora tra le piú cantate ai loro concerti.
    Voto 90/100
    Top songs: Alive, Black, Jeremy.


    Vs (1993)
    Minchia che copertina brutta, sarebbe calzata a pennello nella rubrica "copertine brutte" (appunto). Su quest'album: canzoni spettacolari ma la produzione fa cosí schifo da rendere il disco quasi inascoltabile, come é inascoltabile l'interpretazione in qualche canzone di Abbruzzese (il batterista). La maggior parte di queste canzoni live sono tra le mie preferite, da studio non riesco ad ascoltarle. Probabilmente sto esagerando ma qualcuno di voi mi vorrá morto lo stesso, lo so. Come la mettiamo con il voto? Boh, non lo so. Vabbé sparo a caso. 
    Voto 76/100
    Top songs: Go, Dissident, Blood.
    Skip song: Wma.

    Vitalogy (1994)
    Mamma mia che bello V(a)italogy!
    Il meglio dei Pearl jam: pezzi tirati, punk, ballate, classici rock e pezzi indecifrabili, canzoni per tutti gusti e tutte di qualitá pazzesca. Ha rubato (a Yield, che vedremo dopo), col tempo, la palma di mio album preferito dei Peggem. Da questo album in poi i packaging dei CD diventeranno delle piccole opere d'arte. Vabbé, forse ho esagerato, peró sono belli.
    Voto 90/100
    Top songs: Immortality, Betterman, Corduroy (mi sono autoimposto il limite di 3).
    Skip song: Stupid mop.

    No code (1996)
    Eddie e compagni non ne possono piú del successo, dei giornalisti e dei triccheballacche e decidono di pubblicare un disco abbastanza controverso, che sará il preferito di molti, ma non sará il mio. Il primo singolo Who you are ha fatto controllare le copertine a tutti: "ma che, sono i pearl jam questi? C'é un disco diverso nello stereo, ora torno in negozio e gli apro il culo".
    Le belle canzoni comunque non mancano, nel caso lo compraste non buttereste i soldi, anche perché Off he goes da sola vale molti altri dischi tripli con adesivi, poster e dvd attualmente in commercio. Stone gossard canta una canzone ed era meglio che non lo faceva. 
    Voto 73/100
    Top songs: Off he goes, Present tense, Hail Hail.
    Skip songs: Mankind (quella cantata da Gossard), Who you are.

    Yield (1998)
    Eccolo! Ve l'ho annunciato prima! Ansiosi vero? E invece non ve ne parlo perché ho giá scritto una recensione tanto tempo fa. Tié, vi ho fregati. La potete leggere qui. Se non lo farete, non vi perdete granché,sappiatelo. Parlo della recensione ovviamente, il disco ha 3 minchie, come dicono ad Oxford. 
    Voto 88/100
    Top songs: Given to Fly, Wishlist, Do The evolution.
    Skip song: Pilate.

    Binaural (2000)
    E' da quando é uscito che mi chiedo che razza di cosa sia la registrazione binaurale. Non mi sono ancora dato una risposta, anche se la risposta é appunto binaural dei PJ. Se siete curiosi ascoltatela, a 12 anni di distanza non ho ancora capito se mi fa cagare o la adoro. Questo album é davvero strano, non ha molti pezzi da "greatest hits", ma é uno dei dischi che ho sempre ascoltato con piú piacere e non mi ha mai stancato dopo tanti anni di ascolti. Cameron (con le sembianze di Rocco Siffredi) nel frattempo ha rimpiazzato Irons alla batteria. Scusate, non vi avevo detto che Irons aveva sostituito Abbruzzese da No code. Ora sapete tutto.
    Voto 77/100
    Top songs: Light years, grievance, insignificance.


    Riot act 
    (2003)
    Ma é Eddie Vedder quello con i capelli corti??? I PJ post 11/9 sono incazzati neri con il popolo americano (e con Bush), abbandonano la registrazione bira, bina, vabbé, quella li, e fanno un album molto politico e a tratti molto strano. Grandi canzoni alternate a grandi ciofeche e testi molto intensi e sofferti. Matt cameron compone una canzone (You are) ed era meglio che si stava a casa, quel giorno. 
    Voto 69/100
    Top songs: Save you, Love boat captain, I am mine.
    Skip songs: You are, help help.

    Pearl jam 
    (2006)
    Il perché dell'avocado in copertina non l'ha capito nessuno, ma la copertina e il packaging hanno il loro perché ancora una volta, nonostante tutto. Sul disco: smaltita l'incazzatura e la fase di maturitá di Riot act, il disco ci mostra i PJ di nuovo molto energici. Il singolo WWS fa schifo, ma solo perché é una registrazione in presa diretta di una prova venuta male, quella su disco sará decisamente migliore. Come back (dedicata a Johnny Ramone appena deceduto) é una di quelle canzoni che puoi passare una vita a cercare di scrivere, ma se non hai il talento non ce la farai mai (da leggere tutta di un fiato come i trailer dei film di Maccio Capatonda).
    Voto 70/100
    Top songs: Come back, Severed hands, Inside job.
    Skip song: Army reserve.

    Backspacer 
    (2009)
    Ohhhh, quanto mi piacciono gli album brevi. Non hai molto da dire? Dici poco ma dillo bene. Backspacer in veritá non é un disco particolarmente ispirato, ma quando Eddie Vedder canta pezzi come The end e Just breathe, che puoi fare? Sembra strano, ma anche in un disco di poco piú di mezz'ora di sono dei riempitivi (Johnny guitar), peró dai, chissenefrega, ci sono bei pezzi, Vedder canta da dio e la confezione é fantastica. Tutt'apposto.
    Voto 70/100 (d'ufficio)
    Top songs: The end, Just breathe, Unthought known.
    Skip song: Johnny guitar.

    Lightning bolt 
    (2013)
    Packaging come sempre ampiamente sopra la media, cosí come la varietá dei pezzi proposti. Ci sono pezzi "strani", ballate, mid tempo e pezzi tirati. Ce n'é per tutti i gusti, insomma. Sí, ci sono anche una paio di canzoni che fanno cagare, come da tradizione Pearl Jam, ma penso che ci possiamo accontentare cosí. il "...We go" pronunciato da Eddie Vedder al minuto 1.27 di Yellow moon mi fa rizzare anche i peli del gomito. 
    Voto 70/100
    Top tracks: Getaway, Sirens, Yellow moon.
    Skip track: Sleeping by myself.

    Gigaton (2020)
    La band si prende solo 7 anni di tempo e nonostante tutto ci propina il loro peggior album di sempre, con un sacco di pezzi che skippo senza pietá. Mannaggia a loro. Per il mio pensiero (leggasi "lamentele") piú approfondito puoi cliccare su questo link che porta alla recensione. Non avere paura e clicca. Peró voto, top tracks e skip tracks ve le lascio ugualmente.
    Voto 59/100
    Top tracks: Who Ever Said, Quick Escape, Buckle Up.
    Skip tracks: Dance Of The Clairvoyants, Seven o clock', River Cross.

    Vi lascio con un Eddie Vedder incazzato nero, forse dal passato ha ascoltato Gigaton.



    Recensione: Black Country Communion - Afterglow (2012)


    Ho sempre pensato: i Black country communion non sarebbero un gruppo migliore se tutti i pezzi li scrivesse Glenn Hughes? La risposta l'ho avuta da solo, ascoltando Afterglow, nato inizialmente come disco solista di Hughes, ma che, convinto dal produttore, è diventato la terza fatica in studio della band. Ah, la risposta è no.
    Afterglow è infatti un gran disco, magnificamente cantato e suonato da quel mostro che è Glenn Hughes (accompagnato da musicisti quali Bonamassa, Sherinian e Bonham Jr.), ma che ha il difetto della ripetitività. Grandi canzoni singolamente, ma disco che nel complesso è fin troppo omogeneo, senza cambi di registro. Tuttavia non voglio fare troppo il pignolo, in Afterglow di buona musica ce n'è davvero tanta e il cantante è addirittura divino in alcune canzoni [su tutte The circle, Midnight sun (con il riff iniziale di Gates of tomorrow dei Maiden) e Cry Freedom, dove straccia Bonamassa in un duetto vocale], così come la prova della band. Forse manca di alcuni picchi che il primo e secondo capitolo avevano, ma complessivamente ci sono molte meno cadute di tono (i passaggi strumentali di Bonamassa, assenti in questo disco, molto spesso mi hanno fatto sbadigliare), se è meglio o peggio decidetelo voi. Di sicuro, se volete ascoltare un buon disco, Afterglow è sicuramente consigliato.

    Ps: Si, ho usato sul serio le parentesi quadre e tonde. Nuova grammatica. Se verranno implementate nel tempo, avrete la prova che sono stato io il primo.

    Voto 68/100
    Top songs: Cry freedom, Midnight Sun, The Circle
    Skip song: Dandelion

    Tracklist:
    1. Big Train
    2. This Is Your Time
    3. Midnight Sun
    4. Confessor
    5. Cry Freedom
    6. Afterglow
    7. Dandelion
    8. The Circle
    9. Common Man
    10. The Giver
    11. Crawl

    La discografia (semiseria): Iron Maiden

    Benvenuti alla sezione "Discografie semiserie".
    Se volete conoscere nel dettaglio un dato gruppo, se volete sapere da quale disco partire (o quale evitare come la peste) o semplicemente conoscere la mia autorevolissima (si, come no) opinione sui dischi in questione, siete nel posto giusto.

    Comincio con gruppo che conoscono anche i sassi, ma che a me sta particolarmente a cuore, gli Iron Maiden. Vediamo che hanno fatto di bello sti ragazzuoli (in studio) e la loro mascotte Eddie.

    NB Le raccolte ed i live sono sono esclusi perché mi ci vorrebbero 2 anni per elencarli tutti.

    1980 - Iron Maiden
    E si comincia... Ma che é sto coso spelacchiato in copertina?
    Per fortuna Eddie migliorerá col passare del tempo, per adesso non fa paura manco a topo gigio. Produzione scarna, pure troppo, ma canzoni che spaccano. Il debut Iron maiden é un gioiellino e Phantom of the opera vale da sola tutto il disco. Parapaparaparapapapapapapapa (phantom of the opera). 
    Voto 81/100
    Top songs: Iron Maiden, Phantom of the opera, Running free

    1981 - Killers
    Mi faró molti nemici per questo (!), ma non considero Killers un gran disco.
    A parte la title track, Wrathchild e un altro paio di canzoni, considero questo disco uno scarto del debut. Se mi sente Phil Anselmo (Killers é il suo disco preferito), mi gonfia come un pallone. Eddie si é rifatto il look ed é stato assoldato per atti vandalici/omicidi.
    Voto 67/100
    Top songs: Killers, Wratchild, Genghis khan

    1982 - The Number 
    Of The 
    Beast
    Finalmente Bruce Dickinson!!
    Non me ne voglia Paul Di anno, ma con Bruce i Maiden sono un'altra cosa. The number of the beast é la consacrazione della band. Dickinson litiga con il produttore su come registrare la title track, ma alla fine risulterà uno dei dischi piú importanti dell'heavy metal. A parte Gangland (anche Invaders, onestamente), sono tutti capolavori. Eddie si é (giustamente) montato la testa e pensa di essere piú importante del demonio. 
    Voto 92/100
    Top songs: The number of the beast, Hallowed be thy name, Run to the hills
    Skip song: Gangland 

    1983 - Piece Of Mind
    Clive Burr abbandona la band ed entra Nicko McBrain!
    Il sound cambierá per sempre e il suo titipá tititipá sul ride in ogni singola canzona da li a 30 anni, diventerá un marchio di fabbrica. Sul disco, poche storie. Band in formissima e pezzi all'altezza del precedente capitolo. Qualche passaggio discutibile, ma i capolavori non si fanno desiderare. Eddie nel frattempo é in manicomio. Flight as hiiiigh as theeeee suuuuuuuunnnnnnnnnn AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    Voto 89/10
    Top tracks: Revelations. The trooper, Flight of Icarus
    Skip song: Quest for fire

    1984 - Powerslave
    Il mio preferito!
    Eddié é una sfinge egizia e Aces High, Powerslave e The rime of the ancient mariner possono competere con qualsiasi canzone al mondo. A parte una canzone (e mezza) il disco é da portare in trionfo (!?). Sono venuto a sapere che nelle nuove ristampe hanno tagliato la brevissima introduzione della title track. Roba da metterli in galera. La cito io per rendergli omaggio e non dimenticare: Ohhhhhhhhhhh ihihihihihihihi (l'intro di Powerslave)
    Voto 95/100
    Top songs: indovinate?
    Skip song: The duellist

    1986 - Somewhere 
    In Time
    Dopo il trionfale e massacrante World slavery tour i maiden si fanno un piccolo restyling e inseriscono tastiere e sintetizzatori, molti fan la prendono sul personale e non li ascoltano piú, ma il risultato di quest'album é buono e Dickinson canta divinamente. Eddie é in versione radiografia, ma la copertina é un capolavoro di dettagli delle loro precedenti canzoni. 
    Voto 77/100
    Top songs: Caught somewhere in time, Wasted years, Alexander the great
    Skip song: Sea of madness


    1988 - Seventh Son 
    Of a Seventh Son
    I maiden si affezionano ai tastieroni e non li mollano piú.
    Ne fanno peró un uso piú contenuto e il risultato é uno dei migliori dischi della loro carriera, nonostante l'ammorbidimento del sound. Dopo 4 dischi da paura, Dickinson comincia a non spaccare piú il microfono, purtroppo. Canta lo stesso da dio, eh. Eddie rinasce dall'acqua (o qualcosa di simile), peró con la faccia storta. 
    Voto 84/100
    Top songs: Moonchild, The evil that men do, la title track (troppo lunga da scrivere)
    Skip song: The prophecy 

    1990 - No Prayer For 
    The Dying
    L'inizio della fine. Adrian Smith se ne va e e subentra (ahinoi) Janick Gers, che quantomeno fà casino sul palco. Dickinson é appannato, la band pure, anche se ha abbandonato i tastieroni. Il disco potrebbe finire dopo le prime 3 canzoni alle quali aggiungo il successone Bring your daughter to the slaughter, per il resto ampiamente sotto la media maiden. Pure Eddie é incazzato nero e se la prende col suo vicino di casa che era passato a chiedergli un po' di zucchero.
    Voto 59/100
    Top songs: Tailgunner, Holy smoke, Bring your daughter to the slaughter
    Skip songs:  quasi tutte le altre

    1992 - Fear Of 
    The Dark
    Disco strano, migliore del predecessore (non che ci volesse molto eh), pieno di ottime canzoni ma anche di ciofeche memorabili. Bel disco se durasse mezz'oretta in meno (eh, hai detto niente...). Eddie nel frattempo é diventato un albero perché si annoia. 
    Voto 64/100
    Top songs: Be quick or be dead, Afraid to shoot strangers, Fear of the dark
    Skip songs: The fugitive, the apparition, chains of misery

    1995 - The X 
    Factor
    Dickinson si scoccia della band e viene rimpiazzato dall'ex Wolfsbane Blaze Bayley.
    Il risultato é un disco molto particolare, con delle linee vocali diverse, con una produzione fantastica, con tanti momenti di ispirazione e altri di autoplagi. Eddie é in versione tortura/vivisezione. Forse ha sentito Blaze cantare le canzoni di Dickinson e vuole farla finita per sempre. Ha ragione. 
    Voto 70/100
    Top songs: The sign of the cross, lord of the flies, man on the edge.

    1998 - Virtual 
    XI
    This is the end, cantavano i Doors.
    Questo disco é stata la fine per Bayley con la band che si ritrova stanca al secondo disco con il nuovo cantante. Piuttosto che ascoltare per intero il primo singolo The angel and the gambler me ne andrei a smontare copertoni dai tir. A mente serena il disco non é troppo male (a parte quella canzone), ma i veri Maiden sono un'altra cosa. Bayley (e la produzione) in questo disco ci regala qualche bella risata. Peró nel booklet ci sono le foto di Harris e soci che giocano a calcio. 
    Voto 58/100
    Top songs: Futureal, The clansman, don't look to the eyes of a stranger.
    Skip song: The angel and the gambler 

    2000 - Brave New 
    World
    Ritornano Dickinson e Adrian Smith, ci sono 3 chitarre e il basso non si sente piú come prima.
    Qualche canzone molto ispirata, qualche altra trascurabile, ma lo spirito é buono e i fan affezionati sono di nuovo contenti. Alla fine sono contento anche io, dai. Eddie é una nuvola di neeeerooooo (hey Vito, ma che cazzo dice questo ragazzo straniero? Citazione per i piú colti). 
    Voto 72/100
    Top songs: The wicker man, ghost of the navigator, Blood brothers
    Skip song: the fallen angel

    2003 - Dance Of 
    Death
    Il migliore dopo la reunion.
    La band prende armi e ritagli (armi e bagagli, idiota! riconoscete la citazione?) e torna a regalarci canzoni fantastiche. Persino Nicko scrive una canzone, peró risulterá fra le peggiori dell'album. Ci ha provato. Ah, la copertina é una piú brutte di sempre: Eddie é vestito da morte (e fin qui va bene), ma é circondato da immagini create a caso da qualcuno che non sapeva usare i programmi di grafica e da manichini storpi con delle maschere dallo stile Eyes wide shut.
    Voto 75/100
    Top songs: No more lies, Dance of death, Paschendale
    Skip song: age of innocence

    2006 - A Matter Of 
    Life And 
    Death
    Dopo aver notato che alcune canzoni lunghe e complesse di Dance of death hanno trovato ampio consenso del pubblico, la band decide di registrare un album tutto cosí. Il risultato é un disco che é un mattone devastante, ma che ha molte canzoni valide. La voce di Bruce é prodotta malissimo e Eddie va in guerra per provarsi a liberare delle produzioni di Kevin Shirley. Non ci riuscirà, purtroppo. 
    Voto 65/100
    Top songs: These colours don't run, For the greater good of god.

    2010 - The Final 
    Frontier
    Per me l'album piú brutto della loro carriera, nessun dubbio. Si, anche peggio di Virtual XI.
    Ho scritto una recensione completa, se vi interessa, la trovate cliccando qui. Vi scrivo solo il voto (50/100), che senza quel grandissimo pezzo dal nome di Coming home sarebbe stato ben peggiore.
    Top songs: Coming home
    Skip songs: mmm...

    2015 - The book 
    of souls
    Se ne é giá parlato tanto (troppo?) su queste pagine: questa é la recensione, per esempio.
    Quest'album mi fa storcere il naso per tante cose peró non posso fare a meno di ascoltarlo. Non so perché, non appena lo capiró scriveró una raccomandata con ricevuta di ritorno a tutti i lettori del blog. Aumento leggermente il voto dato in sede di recensione.
    Voto 72/100
    Top songs: The book of souls, Tears of a clown, Death or glory.
    Skip songs: The man of sorrows

    Vi lascio con una canzone a caso dal catalogo Iron maiden, sono sicuro che pesco bene.