29/09/12

Recensione: Steve Harris - British lion (2012)


Mah, ho ascoltato quest'album tante volte e rimango perplesso. Volete sapere come suona questo British lion?   E' un disco AOR con sfumature Maiden e prog-rock anni 70 con un cantante pop (tale Richard Taylor). Ci avete capito niente voi? Neanche io.

27/09/12

Somiglianze estreme - Part 2

Ed eccoci di nuovo qui, ad occuparci degli artisti buontemponi che vogliono omaggiare altri artisti (senza peró farglielo sapere).

Quando ascoltai per la prima volta Are you gonna be my girl dei Jet pensai fosse un tributo all' Iggy pop di Lust for life. Un tributo effettivamente non era, e la canzone é subito diventata un Hit mondiale. Casualitá.

24/09/12

Recensione: Green Day - Uno! (2012)


Dopo aver visto un poco lucido Billie Joe (da poco ricoverato per disintossicarsi) andare fuori di testa e distruggere tutto perché la regia gli aveva appena comunicato on stage che gli restava un solo minuto a disposizione, snoccioliamo (eh?) il nuovo album dei Green day. No, niente stravolgimenti, state tranquilli (o mi dispiace, a seconda dei punti di vista).

Il nuovo album Uno! é il primo di una trilogia che si completerá nei prossimi mesi con Dos! e Tré! e puó essere riassunto cosí: un album punk con suoni pop, canzoni molto brevi con suoni molto moderni: se il suono della base ritmica é praticamente sempre uguale (difficile trovare un suono migliore di batteria, per i miei gusti), le chitarre risulteranno troppo ammorbidite e soffocate. Il suono non é brutto, sia chiaro, ma é molto "lavorato" e "ripulito", diciamo cosí.
Avete presente quando ascoltate le canzoni rock su Mtv e poi riascoltate la canzone in questione sul disco dell'artista? La prima che mi viene in mente é How do you remind me dei Nickelback, le chitarre sul video di Mtv erano diversissime rispetto a quelle dell'album. Si, peggiori, se ve lo state chiedendo.

Premiamo play e scopriamo che Nuclear family stá a Uno! come American Idiot stá ad American Idiot (appunto), canzone molto simile, scritta un po' con lo stampino, ma abbastanza efficace. Per il resto, diciamo che la parte piú ispirata del disco é quella dove i Green day spingono a "tavoletta" sull'acceleratore, Let yourself go e Loss of control in particolare, o quando vanno sul sicuro con i plotter collaudati di Stay the night, Fell for you o Troublemaker. Mentre é discutibile  il risultato quando provano a fare qualcosa di diverso con brani come Carpe Diem e soprattutto con l'insopportabile Kill the DJ, dove Billie Joe passa un terzo della canzone a dire di uccidere il DJ, di uccidere il fottuto DJ! Ma che ti ha fatto 'sto povero Dj?? Calmati, e soprattutto bastaaaaaaaaaa. Ok, non ho apprezzato la canzone, si vede? Ma ci hanno fatto pure il videoclip? Mah.
Il singolo conclusivo Oh love mi ricorda molto lo stile dell'ultimo (pretenzioso ma non malvagio) 21st century breakdown, canzone con uno stile "Greendaysecondapartedicarriera".

Uno! non mi ha deluso: veloce, schietto, diretto. Ma, a mio avviso, senza un paio di canzoni (Chi ha detto Kill the Dj?) e soprattutto con un suono di chitarre piú diretto, il risultato sarebbe stato ben diverso. Ma aspettiamo Dos!

Voto 65/100

Best tracks: Let yourself go, Loss of control
Skip song: Kill the DJ

Tracklist:

01. Nuclear Family
02. Stay The Night
03. Carpe Diem
04. Let Yourself Go
05. Kill The DJ
06. Fell For You
07. Loss Of Control
08. Troublemaker
09. Angel Blue
10. Sweet 16
11. Rusty James
12. Oh Love

22/09/12

Recensione: Skunk anansie - Black traffic (2012)


Gli Skunk anansie sono tornati!
Aspettate, non stiamo parlando di un disco epocale, questo Black traffic é "solamente" un lavoro onesto ma fortunatamente lontano anni luce dal terrif.. ehm discutibile Wonderlustre, anche se non accostabile ai primi 3 dischi della band, nonostante ne mantenga le caratteristiche.

Si parte in quarta con I will break you, e giá da questo pezzo si capisce come l'album sará (fortunatamente) orientato sulle sonoritá rock e non sulle sonoritá da ninna-nanna del precedente.
I primi tre pezzi hanno un bel tiro, soprattutto Spit you out, che é una delle mie preferite di Black traffic.
I Hope You Get To Meet Your Hero ci riporta alle belle atmosfere che esaltano la voce di Skin e gli arrangiamenti (orchestrali) della band. I Believed in you é il primo singolo dell'album, diretto, orecchiabile, rock. Mi piace. Ve la posto al termine della recensione, dove noterete che Skin adesso ha un ciuffo niente male (!). Anche la seguente Satisfied mi piace (che bella recesione, eh ?), aggressiva e potente. Seguono 3 pezzi abbastanza discutibili, 3 semi ballad che abbassano la media dell'album, che fino a qui procedeva a ritmi molto, ma molto buoni. Soprattutto Drowning potrebbe causarvi degli attacchi di panico o di sconforto, ma non perché la canzone vi prenderá in maniera tale da immedesimarvici, ma perché vorreste distruggere lo stereo o mangiare gli auricolari per smettere di ascoltarla. Sará stata scritta nel periodo Wonderlustre, chissá... Fortunatamente arriva Sticky Fingers In Your Honey a risollevarci, che mi ricorda molto le atmosfere sbarazzine del loro album migliore Stoosh. Davvero un bel pezzo. Una ballad finalmente all'altezza é la conclusiva Driving down che ci ricorda che gli Skunk anansie sono molto bravi (quando vogliono) con le atmosfere rilassate.

Le canzoni di Black traffic sono abbastanza semplici: struttura lineare e breve durata, e questo non é per forza un male.
Gli arrangiamenti sono sempre molto curati, cosí come la magnifica sezione ritmica (quanto spinge il bassista) e quella  (finta?) orchestrale.
A me il disco é piaciuto, buona energia, buona prova dei singoli, peccato solo per il calo di tensione con quelle tre ballad centrali. Ah, se non l'aveste ancora fatto, andate a vederli dal vivo perché sono una bomba.

Voto 65/100

Best songs: Spit you out, I Believed in you, Sticky fingers in your honey
Skip song: Drowning 

Tracklist:
01. I Will Break You
02. Sad Sad Sad
03. Spit You Out
04. I Hope You Get To Meet Your Hero
05. I Believed In You
06. Satisfied
07. Our Summer Kills The Sun
08. Drowning
09. This Is Not A Game
10. Sticky Fingers In Your Honey
11. Driving Down

17/09/12

Live report: The Sunflower Jam live at Royal Halbert Hall, 2012

(Dal sito Royal Halbert Hall)
Minchia che jam, avrebbe detto Giorgio Faletti! Ma andiamo per gradi:

10/09/12

Somiglianze estreme - Part 1


Ascoltando Be aggressive dei Faith no more e mi é venuta l'idea di pubblicare un articolo sui plagi. Prendo spunto da questa canzone, perché mi sono ricordato di un anneddoto: accendendo la Tv ho trovato il videoclip di Mobscene di Marylin Manson. Oh, che bello, ha fatto una cover dei Faith no more. E invece no, era Mobscene, che, piú che plagio, é una cover bella e buona, tanto é spudorata.

09/09/12

Recensione: Down - Nola (1995)


Quando si parla di gruppi improvvisati (o supergruppi che dir si voglia), difficilmente il risultato di un disco é cosí buono da essere ricordato nel tempo. Questa é la regola generale, ma c'é un'eccezione, ed é proprio questa qui. Andiamo per gradi: Phil Anselmo (il cantante dei Pantera, per i pochi che non lo sapessero) comincia ad avere delle jam session con membri dei Crowbar e dei Corrosion of conformity, al termine delle quali decidono di fare un disco insieme.. e che disco: Nola, siore e siori, un ottimo mix tra le band citate, riff sabbathiani, sonorità sudiste e stoner. Tre le cose meravigliose di questo disco: il suono generale, le linee vocali, i riff.

05/09/12

Recensione: Metallica - St.anger (2003)


L'album della batteria di pentole!
Si, perché tutti potranno provare l'emozione di emulare a casa il suono della batteria di Lars Ulrich presente in questo disco. Potrete provare col pentolame, con materiale scolastico, oppure, se in periodo estivo, potete provare a prendere un tamburello facendoci rimbalzare una palla da tennis sopra. Il suono sará groso modo quello del rullante di Lars Ulrich in St.anger! Sí, proprio quello.

01/09/12

Recensione (live report): Alter bridge - Live at Wembley (2012)


Beh, avendo avuto la fortuna di partecipare a questo concerto, questa é una sorta di recensione - live report.