30/05/14

La discografia (semiseria): Helloween

Parliamo un po' di Power metal? Parliamo della storia, ma anche del presente...gli Helloween.
Vediamo cosa hanno combinato in questi anni...
Come al solito non staró dietro a tutte le raccolte, i live ed i cambi di line up, sennó ci metto un anno per completarla.

WALLS OF JERICHO (1985)
I giovanotti (non Jovanotti, eh) partono con Kay Hansen alla voce e con un Heavy metal abbastanza tradizionale, con un pizzico di pepe, ehm power. Kay ha una ottima estensione e una buona attitudine, ma non é proprio il miglior cantante del mondo e si sente. Walls of Jericho é un po' acerbo e non troppo personale ma sicuramente molto buono e fresco. Fresco? Dove siamo, in pescheria?

Voto 72/100
Top tracks: Ride the sky, Victim of fate, Judas

28/05/14

Videointervista: Caelestis

E' la volta dei ragazzi dei Caelestis. La band si sottopone simpaticamente alle domande di Given to rock.. vediamo che succede.



Contatti:
caelestismusic.org
https://www.facebook.com/caelestisofficial?fref=ts
https://twitter.com/CaelestisMusic

26/05/14

Lemmy appare in un pancake

Apparizioni, sparizioni, statue che piangono sangue, moltiplicazione di pane e pesci, presunti miracoli, triccheballacche...

Da oggi, a tutte queste meraviglie, possiamo aggiungere anche l'immagine del mitico Lemmy dei Motorhead, apparsa magicamente in un pancake.

Nuova religione in vista?



25/05/14

Recensione: Unisonic - For the kingdom (EP - 2014)

Manca poco al prossimo album degli Unisonic di Michael Kiske e di Kay Hansen ma nel frattempo possiamo gustarci questo EP nuovo di zecca, dal titolo For the kingdom. Perché gli Unisonic hanno fatto un EP prima di un album? Non lo so, ma é comunque buona musica, quindi va bene, non stiamo sempre li a sentenziare (parlo con me stesso).

24/05/14

I 5 momenti di...Pearl jam - Lightning bolt

La rubrica "I 5 momenti di..." si spiega molto semplicemente: sono i 5 momenti che preferisco di un disco. Possono essere degli assoli, dei suoni, delle frasi o dei particolari apparentemente insignificanti.
Come sempre scusate per l'italiano approssimativo (improvviso, non scrivo né preparo nulla) e la faccia da culo durante l'ascolto delle canzoni.

23/05/14

Sottovalutate e sopravvalutate: Dream Theater

E' il momento di parlare un po' di canzoni sopravvalutate e sottovalutate.
Le sopravvalutate sono quelle canzoni che ci hanno rotto le cosidette o che magari hanno avuto, secondo il mio punto di vista, piú successo di quello che meritavano. Allo stesso tempo, é giusto dare un po' di risalto alle canzoni sottovalutate, quelle che nessuno si fila, quelle che l'ascoltatore casuale non conosce o quelle che spesso non vengono "cagate" neanche dalla band in questione.

21/05/14

Videointervista: Ylium

Intervistiamo oggi i ragazzi degli Ylium, vediamo cosa ci raccontano...
Chiedo scusa per le domande girate con aria e ambientazione da serial killer. Le scene sono state girate, appunto, non lontane dalle zone frequentate da Jack lo squartatore. Se può farvi stare meglio vi dico con più precisione che la location era l'esterno dell'università Queen Mary, la stessa dove si è laureato Bruce Dickinson. Va meglio?
Ok, ora bando alle ciance e veniamo alla band.


20/05/14

Recensione: The black keys - Turn blue (2014)


Recensione a cura di Eli Brant.

Moscio. Moscissimo. E pure un (bel) po’ ripetitivo.
Avvertimento per i fanatici di “El Camino” o “Brothers” (i due fiori all’occhiello della discografia del duo dell’Ohio): restate a debita distanza. Bene. Ora dopo essermi sfogato ed aver smontato “Turn blue” prima ancora di cominciare, posso tentare di analizzare con serenità quest’album.

“Turn blue” è una pugnalata alle spalle per chi, come me, confidava nei The Black Keys per tenere alta l’attenzione sul rock (nella sua variante più blues ok, ma sempre rock) in quest’epoca musicalmente scialba.

In realtà già in “El Camino” si annusava qualche deriva “pop”, ma il livello era talmente alto che si perdonava tutto ai due di Akron. Questa volta invece l’hanno fatta abbastanza grossa.

Forse Dan Auerbach, leader indiscusso del duo, è rimasto molto scosso dalla recente separazione dalla moglie e quindi il timone del sound della band è passato eccessivamente nelle mani del produttore - Brian Joseph Burton aka Danger Mouse.
Fatto sta che quest’album è assolutamente pop-mainstream senza alcuna velleità Rock.
In alcuni tratti si tocca anche l’RnB odierno (vedi i fiati in “in Time” o i doppi cori nella titletrack “Turn blue”) e spesso ci sono sprazzi di disco anni ’90 (vedi la tastierina nel singolone “Fever” o dell’intro di “10 lovers”) che fanno rabbrividire anche i più integerrimi fan.

E’ un disco pesante da riuscire a mantenere fino alla fine. Il duo sembra poco ispirato, spento e spesso i brani sono semplici rivisitazioni dello stesso motivo (vedi “Weight of love” e “Bullet in the brain”). Dalla metà in poi, infine, non fa altro che trascinarsi stancamente senza lasciare il segno.

Ed ora veniamo alle note positive.
I Black keys nonostante tutto hanno un sound eccezionale persino nei peggiori momenti (come questo). La chitarra satura di Auerbach riempie il cuore anche nei pochi sprazzi di lucidità presenti in questo giro (vedi “Fever” o “Weight of love”). Inutile nasconderselo, sono dei grandi artisti che hanno momentaneamente perso la bussola. E’ già successo nel passato forse per la lotta interna tra le loro doppie anime, quella pop-blues e quella tremendamente rock. O forse a causa del loro continuo desiderio di sperimentarsi e cercare qualcosa di nuovo nel loro sound. Non ci sono dubbi: la prossima volta andrà meglio. Devono fare meglio.

Voglio lasciarvi con due precisazioni.
“Bullet in the brain” è un pezzo tanto semplice quanto meraviglioso. E nonostante sia eccessivamente pop anni ‘80, ammmetto di non riuscire a togliermi dalla testa il ritornello di “Waiting on words”... qualcosa vorrà pur dire.

VOTO: 50/100

Track list:

1. "Weight of Love"
2. "In Time"
3. "Turn Blue"
4. "Fever"
5. "Year in Review"
6. "Bullet in the Brain"
7. "It's Up to You Now"
8. "Waiting on Words"
9. "10 Lovers"
10. "In Our Prime"
11. "Gotta Get Away"

Totale: 45:09

17/05/14

Chiedilo a Given to rock (live dalla statua di Freddie Mercury)

Invece di rispondere alle domande dalla solita discutibile location casalinga, ho deciso di cogliere l'attimo ed improvvisare in una location molto rock. Il capello era imbarazzante, ma vabbe'...

16/05/14

Recensione: Timo Tolkki's Avalon - Angels of the Apocalypse (2014)

Riecco Timo Tolkki, più bello che mai.
Ci eravamo lasciati con il primo scopiaz.. ehm capitolo The land of the new hope, avrà fatto meglio stavolta? Intanto cominciamo col dire che il paffuto chitarrista ha sostituito qualche ospite per rendere il progetto un po' meno simile ad Avantasia. Beh non proprio tutti, ma quantomeno ha avuto il buon gusto di non chiamare Michael Kiske. Parlavamo degli ospiti, eccoli qui: Floor Jansen (Nightwish) Simone Simons (Epica), Fabio Lione (Angra, Rhapsody of Fire), David DeFeis (Virgin Steele), Zachary Stevens (ex Savatage, Circle II Circle), Elize Ryd (Amaranth). Niente male, aggiungerei.

15/05/14

Recensione: Dio - Live in London, Hammersmith Apollo 1993 (2014)

Se il buon Ronnie non fosse morto questo live avrebbe mai visto la luce?
Probabilmente no, peró quando la proposta musicale é di cosí alta qualitá, si perdona tutto, no? Se conoscete la carriera del "folletto", in realtá c'é ben poco da dire e da spiegare riguardo questo live del 1993, registrato presso la bellissima Hammersmith apollo di Londra. Parlando di performance vocali? Beh, stiamo parlando di una delle piú belle voci di sempre e, come detto prima, c'é poco da dire: praticamente perfetto. Penso di poter affermare con tranquillitá che Ronnie non é(ra) uno che usava "sortilegi" in studio, quando ascolti un live di RJD, sai che quello che senti é quello che ha realmente cantato.

14/05/14

Recensione: Down - IV part 2 (2014)

Io i Down non li capisco piú.
Perlomeno, non capisco dove vogliano andare a parare e che progetti abbiano.
Pubblicati i 3 full lenght (con qualitá discendente, il primo di quasi 20 anni fa é un capolavoro), si sono recentemente tuffati nel mondo degli EP, praticamente dei mini album in 4 parti.
Il primo, con 6 tracce, é del 2012, il secondo, con altrettante tracce, é appena uscito.
Qui scatterebbe la prima domanda: perché fare degli EP che durano cosí tanto? Questo part 2 dura 36 minuti. La seconda sarebbe: perché tutto questo tempo tra un EP e un altro, quando nei piani iniziali si parlava di 4 EP ravvicinati? La terza domanda sarebbe: perché ogni singolo EP non si concentra su ogni particolare aspetto della band, come dichiarato? Ah, l'ultima: perché non fare due LP corti invece di 4 EP lunghi?

So benissimo che non avró mai le risposte a queste domande, quindi vado ad analizzare questo The purple EP part 2: sicuramente migliore del precedente Part 1 ma assolutamente non comparabile alle grandiositá degli esordi. Phil Anselmo é ormai palesemente senza voce e suona quasi come un altro cantante. Ormai gli anni di distanza con Nola sono quasi 20... Ce la mette tutta, certo, ma é un altro cantante. La musica, in generale, é molto piú monolitica e con meno aperture rispetto al passato, i riff sono spesso molto cupi e i ritmi sono piú bassi, ma forse il vero elemento che manca ai Down dei giorni nostri é proprio l'esplosivitá vocale di Phil Anselmo e le sue linee taglienti ma accattivanti allo stesso tempo.

Gli attimi di classe, peró, ci sono ancora. l'openere Steeple con un riff che ricorda molto quello de "Il padrino", il discreto singolo We knew him well, Il riff sabbathiano di Conjure (se mi dicessero che la chitarra fosse suonata da Toni Iommi ci cascherei subito) e la ottima, conclusiva, Bacchanalia (Baccache? Non suona come una parola siciliana?) che chiude l'EP nel migliore dei modi, nonostante i suoi 9 minuti (compresa un'inspiegabile coda acustica).

Semplicemente il disco non scorre benissimo, anzi, come EP scorre proprio maluccio, a dire il vero. Gli EP sono spesso brevi e ti lasciano l'acquolina in bocca al termine dell'ascolto, come se ne volessi di piú. Questo volume II invece mi stanca, per la ripetitivitá delle composizioni e per la durata, nonostante molte buone idee e diversi riff taglienti e ispirati.

Ripeto la domanda dell'inizio. Se avessere fatto un disco con i migliori pezzi del primo e del secondo EP, non sarebbe stato meglio?

Voto 58/100

01.Steeple
02.We Knew Him Well
03.Hogshead/Dogshead
04.Conjure
05.Sufferer’s Years
06.Bacchanalia

12/05/14

Top 10: Canzoni rilassanti


Oggi non parliamo di ballad o di canzoni piú belle di altre, bensí di canzoni che mi rallentano il battito cardiaco, quasi come se ci fosse qualcosa di scientifico dietro. E sono sicuro che c'é.

Cominciamo con la top 10.
10) Bruce Springsteen - I'm on fire
Probabilmente come caratteristiche é quella meno rilassante della classifica, ma non so perché mi rilassa molto lo stesso. Volevo pubblicare quella dal canale ufficiale di Springsteen, che ha anche uno splendido video con un Bruce versione meccanico/arrapato ma l'audio sembra registrato da una musicassetta rotta, quindi accontentatevi della versione solo audio.


9) Tom waits - I Hope That I Don't Fall in Love with You
Uso spesso il CD Closing time di Tom Waits quando faccio il bagno e siccome metto l'acqua a circa 1500 gradi fahrenheit, arrivati a questa canzone puntualmente mi appisolo. Ogni volta che mi capita di ascoltare questa canzone in contesti normali, quindi, la mia mente comincia a spegnersi e a pensare alla vasca da bagno. Più scientifico di così...


8) Ben Harper - Lifeline
Ricordo come se fosse ieri quando il grande Ben andó come ospite a Sanremo ed eseguí questa Lifeline con due strumenti in croce, ridicolizzando praticamente tutti i concorrenti che potevano avvalersi di un'orchestra di 7500 elementi.. Jovanotti provava a fargli la seconda voce, ma non ci riusciva, quindi saggiamente decise di cantare piano.


7) Queensryche - Silent lucidity
La ninnananna dei Queensryche (prima che cominciassero a sputarsi addosso). L'arpeggio iniziale e le orchestrazioni durante la canzone sono cosí di ampio respiro che sono un piacere per i padiglioni auricolari. Le orecchie, insomma.


6) Muse - Unintended
Non ho nessuno stronzata da dire su questa canzone. Godetevi la splendida e rilassante Unintended e basta.


5) Norah Jones - Sunrise
Fuori genere? Probabilmente, ma la grande Norah ha collaborato con Mike Patton e da ragazzina cantava le canzoni dei Guns n' roses con la sua prima band (così ho letto, perlomeno) quindi... Grande Norah, protagonista di tantissime domeniche di sonnellini davanti al suo dvd Live in New Orleans. Soldi ben spesi!


4) Jack Johnson - Better together
La versione femminile di Norah. La mattina, o quando ho bisogno di un po' di pace, metto spesso e volentieri Jack Johnson. Uno dei miei album preferiti é In between dreams e Better together é la prima traccia. E fa sempre subito effetto. Grazie Jack!


3) Otis Redding - Sitting on the dock of the bay
Lo scenario del video qui sotto é perfetto: immaginate di essere seduti su un molo a godervi l'alba o il tramonto. Sitting on the dock of the bay, appunto. Divina.


2) Cat Stevens - Father & son
A parte la bellezza della canzone, la voce calda e suadente di Cat (miao!) sembra davvero una ninna nanna a suo figlio. In questa Father & son gli spiega come va la vita in pochi minuti e con parole semplici. 92 minuti di applausi.


1) Pearl jam - Off he goes
La dolcezza della voce di Eddie Vedder e la morbidezza delle chitarre di questa canzone sono micidiali. Vi sfido a non essere d'accordo con me. Per quanto mi riguarda, mi rilassa di piú della new age, dei suoni dei gabbiani, dell'acqua che si infrange negli scogli e tutta questa roba qui. Godetevela.

11/05/14

Videorecensione: Iron maiden - Dance of death (2003)

Beccatevi la videorecensione di Dance of death degli Iron maiden, album del 2003 con una copertina oscena (ne parlerò ampiamente) ma con tanti buonissimi contenuti (e persino con una canzone scritta da Nicko McBrain!).

A mio modo di vedere é nettamente il miglior album dopo la reunion con Bruce Dickinson e Adrian Smith. Che ne pensate, siete d'accordo?



Tracklist: 
1. Wildest Dreams
2. Rainmaker
3. No More Lies
4. Montségur
5. Dance Of Death
6. Gates Of Tomorrow
7. New Frontier
8. Paschendale
9. Face In The Sand
10. Age Of Innocence
11. Journeyman

09/05/14

L'entusiasta: Megadeth - Risk

L'entusiasta è colui che si accontenta di poco. E' un visionario e un sognatore che vede sempre il lato positivo delle cose e che ama praticamente qualsiasi cosa ascolti.

Non so perché Dave Mustaine ha apostrofato questo disco come un "Risk" (termine preso da una dichiarazione dell'amico di sempre Lars Ulrich), quando non c'é assolutamente nulla di insolito. Il disco, infatti, é grandioso come tutti gli album dei Megadeth. Nessun rischio, solo canzoni fantastiche. Ma andiamo per gradi e pensiamo prima alla copertina.
Una trappola per topi...(si vede meglio nel retro o nella copertina alternativa della ristampa, ma é una trappola per topi, tranquilli.) chissá cosa avrá voluto dire MegaDave con questa trappola...cosa vuole simboleggiare... La mia interpretazione é la seguente: venite, venite, avvicinatevi, annusate il mio prodotto...una volta li, verrete schiacciati e sopraffatti dalla potenza e dalla qualitá di Risk!

07/05/14

Intervista: Red sky



1) Ciao e benvenuti a questa intervista. Direi di cominciare spiegandoci brevemente le vostre radici e come vi siete conosciuti.

Ciao, grazie mille per lo spazio!
Red Sky è una one man band, io sono quindi l’unico componente e l’unico musicista del progetto. Nel 2010 sentii il bisogno di creare un progetto solista per potermi esprimere in totale libertà, senza le limitazioni che una band tradizionale pone. Col passare del tempo il progetto è diventato sempre più sperimentale e serio e dopo 3 anni e svariate uscite discografiche mi ritrovo qui a portare il messaggio del superamento dei generi musicali e dell’abbattimento di ogni limite e definizione in campo artistico/musicale.

2) Perché “Red sky”? Da dove nasce questo monicker?

Ho scelto Red Sky perché il Cielo Rosso a mio parere rappresenta al meglio il concetto di rinascita dopo la morte. Il Sole per poter sorgere deve prima tramontare, cosi come l’artista, per poter fare arte, deve prima soffrire e morire parecchie volte. Red Sky è la parte di me che splende, risorge e migliora quando la parte sotto la maschera invece soffre e cade.

3) Qual è la tua di musica?

La mia idea di Musica è espressione totalmente libera di se, senza definizioni o limitazioni dovute al “genere”. Abbiamo svariate armi a nostra disposizione per esprimerci e diversi sentimenti da esprimere: questo vuol dire che all’interno di una canzone o di un album devono poter coesistere la doppia cassa e la cassa dritta, la chitarra reggae con la chitarra death metal, ecc senza contraddizioni di alcun tipo, escluse quelle intrinseche dell’essere umano che le manifesta in musica. Il mio messaggio è uno solo: la Musica è una.

4) Hai un modello musicale?

Non mi ispiro a nessuno in particolare, anche perché sto cercando di creare un mio stile personale e di non pormi limitazioni. Apprezzo però moltissimo la grande capacità di alcuni artisti di emozionare con la loro musica o con i loro testi e ad essi mi ispiro, ma come capacità non come stile…in particolare apprezzo Satriani, Buckethead e Einaudi per il mondo strumentale, De Andrè, Dargen D’amico e tanti altri per i testi.

5) Quali sono i tuoi album preferiti? Sbizzarrisciti.

Difficilmente riesco ad apprezzare un album per intero…i pochi album che mi piacciono dall’inizio alla fine sono “Slaughter of the soul” degli At The Gates, “Non al denaro, non all’amore ne al cielo” di De Andrè, i dischi di Einaudi e moltissimi dischi di Rap italiano.

6) Sempre riguardo ai tuoi gusti, dimmi un album che pensi sia l'unico al mondo ad apprezzare.

Non credo esista un album che possa essere apprezzato da una sola persona al mondo, ma forse sono l’unico ad apprezzare contemporaneamente De Andrè, Manson e Fabri Fibra.

7) Di cosa parlano i tuoi testi? C’è qualche messaggio in particolare che vorresti lanciare?

Il miei (pochi) testi ruotano intorno ad alcuni concetti principali: l’Amore, in una visione quasi orientale direi, la relazione tra vita - morte e creazione effimera, la musica stessa e come dicevo prima la necessità di abbattere qualsiasi cosa possa limitare l’autoespressione.


8) Se dovesse scegliere una sola canzone del tuo repertorio, quale sceglieresti?

Questa è una domanda molto difficile perché le canzoni affrontano tematiche diverse, quindi potrei sceglierne una per quanto riguarda il tema dell’Amore e un’altra per quanto riguarda la morte ad esempio, però se proprio devo sceglierne una credo che sceglierei “Il Flauto”, perché è una sorta di auto biografia per me ancora molto attuale, che descrive bene cosa provo e come vivo l’Arte.

9) E adesso? Cosa bolle in pentola nel tuo futuro?

Al momento sto continuando la promozione di questo mio ultimo lavoro e sto finendo di comporre il prossimo. Tra qualche settimana comincerò a cercare un’etichetta e poi entrerò in studio per registrare. Nel frattempo proseguiranno le date, le collaborazioni ecc.

10) Questa era l’ultima domanda. Chiudi l’intervista come preferisci.

Vi ringrazio per lo spazio e invito chiunque sia stanco di ascoltare sempre le stesse proposte a farsi un giro sul mio sito www.redsky.it e ad ascoltare/vedere ciò che sto portando avanti e/o a venire a vedermi dal vivo. Alla prossima!


05/05/14

Top 10: Red Hot Chili Peppers

Parliamo oggi dei Red Hot Chili Peppers, band per me immensa fino al 1999.

10) Me & my friends (da the upflift mofo party plan)
Rinominata successivamente con "and" al posto della "&" (informazione gratuita e insignificante), questa canzone é del primissimo periodo ma i RHCP l'hanno ripescata molto spesso durante la seconda parte di carriera. Divertentissima. Flea é il solito trattore. Consiglio di guardare il video (cliccando sul titolo della canzone) a 0.53, un bel vedere.


9) Road trippin (da Californication)
I RHCP in versione bravi ragazzi/casa in campagna/faló. Si fa fatica a riconoscerli...anche le atmosfere sono diverse dal solito, la canzone é riuscitissima e la canticchio spesso a distanza di tanti anni.


8) By the way (da By the way)
Secondo il sottoscritto l'unica canzone degna del nome RHCP da quest'album in poi. L'album comincia benissimo con questa By the way (la title track), poi l'oblio. Per quel disco e per i successivi.

  
7) Breaking the girl (from Blood sugar sex magik)
I suoni di questa ballad mi fanno impazzire. Troppo particolari e "puri". Sezione ritmica come al solito incredibile, sentite cosa é riuscito a piazzare Chad smith in questa canzone.


6) My friends (da One hot minute)
Una delle poche canzoni che salvo dall'album con Dave Navarro. Grande chitarrista (tecnicamente meglio di Frusciante), peró non quello giusto per i Red hot, perlomeno secondo me. Sta canzone peró mi è sempre piaciuta un casino. Ho notato che il video (che passava costantemente su MTV) adesso é diventato "rare"su youtube. Boh, io ero a conoscenza solo di questo. Kiedis é di una bruttezza rara in questo video.


5) Soul to squeeze (singolo)
Canzone ufficialmente non uscita in nessun album (uscirá nel greatest hits), ma che fu registrata nel periodo di Blood sugar sex magik. E si sente. Grande ballad, una delle migliori della carriera. Nel video non si vede John Frusciante perché aveva appena lasciato, ma la chitarra é la sua.


4) Give it away (from Blood sugar sex magik)
Giviruei giviruei givirueinau!


3) Around the world (da Californication)
Opener del magnifico album del 99. Flea ci fa vedere come si suona il basso, i Red hot ci fanno vedere che sono tornati dopo il mezzo passo falso (per me) di One hot minute e Anthony Kiedis ci fa vedere come non dovrebbero mai essere pettinati i capelli. La linea di basso di sta canzone é una delle mie preferite di sempre.


2) Scar tissue (da Californication)
Canzone particolare dalle atmosfere magiche, merito anche del bellissimo videoclip. Il terzo solo dimostra che anche con due note due puoi emozionare,e tanto. Due note che comunque non sentiremo mai dal vivo, perché Frusciante incasina sempre gli assoli.


1) Under the bridge (da Blood sugar sex magik)
Direi che questa é la canzone di punta dei RHCP, quella per cui verranno ricordati anche tra ..ento anni. Kiedis non é un cantante eccezionale, ma in questa canzone la sua voce é perfetta, come tutto il resto. Purtroppo nell'anteprima del video spunta una foto nuovo con la nuova formazione, con Flea figlio dei fiori, il nuovo chitarrista che sembra loro figlio e Kiedis che sfoggia degli improponibili baffoni Sadomaso anni 80. Lascio perdere i commenti sulla versione che proporranno le All saints tanti anni dopo. Enjoy!

02/05/14

Top 10: canzoni brutte (di band famose)

E' facile trovare canzoni brutte, il mondo ne é pieno. Meno facile trovare quelle cantate da nomi che, in qualche modo, hanno fatto la storia della musica o che godono di milioni di fan in tutto il mondo.
Vediamo cosa é saltato fuori da questa ricerca. Come al solito, i vostri commenti/insulti sono graditi. Oppure, ancora meglio, fate voi la vostra classifica. Intanto godetevi 'ste meraviglie.

Se non vedete il video, sotto la canzone, cliccate sul titolo e la canzone vi apparirá in tutta la sua bruttezza.

10) Judas priest - Turbo lover
Tralasciamo la parte gay della vicenda. Cosa intendeva esattamente Rob Halford con Turbo lover? Eiaculazione precoce? Me lo chiedo da vent'anni. E da vent'anni mi chiedo a chi possa piacere questa canzone, dato che é nei greatest hits e viene riproposta molto spesso dal vivo. Boh, quantomeno mi fa ridere.



9)  Manowar - Blow your speaker 
Di pacchianate e cose ridicole i Manowar ne hanno fatte tante, questa forse é in cima a tutte... sembra una b-side di una band glam discutibile. Ma meglio non contraddirli.

8) Queen - Cool cat
Ebbene sí, anche i Queen in classifica. Certo, é una canzone di Hot space e in quell'album fanno cagare un po' tutte, ma questa per me le batte tutte perché riesce ad essere fuori genere in un disco fuori genere. Insomma, un capolavoro, da questo punto di vista.



7) Iron Maiden - The angel and the gambler
Secondo me il punto piú basso della carriera degli Iron Maiden. Non é solo una canzone brutta, ma é una canzone che non sa dove vuole andare a parare. Una tastierina anni 70 (nelle intenzioni) e quei ritornelli ripetuti fino a che i nostri neuroni non ci salutano. Non so quante volte sono riuscito a finirla. 10 minuti di agonia. Don't you think I am the saviour... AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

6) Red hot chili peppers - Cabron
Penso si commenti da sola... mamma mia che calo compositivo improvviso che ha avuto questa band. Il video qui sotto dice che é la canzone piú sottovalutata dei RHCP, io non la farei ascoltare neanche al mio vicino di casa.

5) Chris Cornell - Part of me
Le cose sono due: o il buon Chris Cornell ha perso una scommessa o aveva bisogno di fare taaanti soldi e ci ha provato con l'Hip-hop (o come diavolo si chiama) e con il produttore Timbaland (quello che lavora con il suo quasi omomino Justin Timberlake). Io una roba del genere da uno che ha dato la voce a canzoni come Jesus Christ pose o Black hole sun, non la posso ascoltare, non ce la faccio.



4) Metallica - Invisible kid
Da quella meraviglia che porta il nome di St.anger.
Non so cosa salvare: lunga, noiosa, prolissa, inconcludente, con un suono brutto e con una brutta esecuzione. Il lato positivo c'é: quando registri una cosa del genere, sai che non puoi fare peggio di cosí.

3) Bryan adams - Don't give up
Vedi Chris Cornell alla posizione numero 4.
Bryan, ma che é sta robaccia? Ma soprattutto, perché la porti pure dal vivo? Io non lo farei neanche per tutto l'oro del mondo, ma magari non sono di larghe vedute io. Se non mi sbaglio c'é pure nel greatest hits. Bah... Daiii, tutti in pista con Bryan...

2) Machine head - Bastards
Una canzone che mette a dura prova i nervi di tutti. Comincia male, ma l'ascoltatore ignaro non sa che quella, in realtá, sará la parte migliore della canzone e, alla fine, ringrazierá il cielo per risentirla di nuovo, in mezzo a tutto lo schifo senza senso della parte centrale. Se volete vedere il mio video di reazione, beccatevelo, cliccando qui. Quella é stata la prima e l'ultima volta che ho ascoltato il pezzo.

1) Green day - Nightlife
Anche i Green day provano a cambiare genere, anche solo per un attimo. Il livello della canzone.... beh, non dico niente, giudicatelo voi. Potete anche staccarla dopo 30-40 secondi, non sono cosí crudele da chiedervi di ascoltarla tutta. L'anterprima é gustosa, per caritá, ma probabilmente é per contrastare la bruttezza del resto

01/05/14

Videorecensione: Alter bridge - Blackbird (2007)

Spero per voi che invece di guardare questa delirante video recensione siate a festeggiare il primo di maggio in maniera appropriata. Nel caso siate a casa, godetevela (!).

Il disco in questione (come spiegato già nel titolo) è Blackbird degli Alter bridge, un disco da fare vostro ad ogni costo perchè oltre ad essere un gran disco (probabilmente rimarrà per sempre il miglior album degli AB) contiene un pezzo epocale: la title track è roba da spellarsi le mani. Ma c'è anche dell'altro. Insomma, fatelo vostro e basta, fidatevi.


Riguardandola mi sono accorto che ho dimenticato di dare il voto e di nominare le mie tre canzoni preferite. Potevate forse farne a meno? Ecco che rimedio subito. Vi lascio anche la tracklist per avere qualche info in più.

Voto 80/100

Top tracks: Brand New Start, Coming Home e un'altra che non ho bisogno di nominare perchè l'ho fatto pure troppo.

Tracklist:
1. Ties That Bind
2. Come To Life
3. Brand New Start
4. Buried Alive
5. Coming Home
6. Before Tomorrow Comes
7. Rise Today
8. Blackbird
9. One By One
10. Watch Over You
11. Break Me Down
12. White Knuckles
13. Wayward One