31/03/16

Live Report: Avantasia - Alcatraz, Milano, 22 Marzo 2016


Foto e live report a cura di Sonia 

Once upon a time, not so long ago......there was a young and talented musician who, back from a fantastic journey into the land of Avantasia, wrote two wonderful operas, which he named “Metal Opera pt. I & II”.
Those who were lucky enough to listen to his music felt  like they were carried into another dimension; as if they were “Lost in Space”....to roam forever....
Trying to find their way back home, they began an astonishing jouney in a world made of music, feelings and emotions.
They met a lonely “Scarecrow” who taught them a “Wicked Symphony”, while the “Angel of Babylon” unveiled to them the “Mystery of Time”.
Finally, thanks to “Ghostlights” that lantern the trail, they found their way back home...
….but their journey is not over yet.....it will start again, sooner or later......

30/03/16

Il disastro di Wes Scantlin dei Puddle of Mudd

Ormai se ne parla dappertututto in rete: Wes Scantlin, leader (e ultimo membro storico rimasto) dei Puddle of Mudd, sembra avere seri problemi di dipendenza e durante il tour corrente ne sta combinando di tutti i colori: ogni singolo concerto va a finire con fischi, lanci di oggetti o situazioni tragicomiche. Una decina di giorni fa, a Milano (vedi primo video), si accascia addirittura per terra e viene rialzato a forza dagli altri membri del gruppo. Membri del gruppo che lo hanno invece lasciato da solo durante la data di Doncaster (vedi quarto video): Wes seduto sul suo sgabello che non sa cosa fare e concerto interrotto a metà setlist.

Nel secondo video Scantlin inveisce contro un fan accusandolo diverse volte di essersi appropriato della sua casa (boh). Concerto interrotto.

Un uomo con evidenti problemi di salute ed un tour che dovrebbe essere interrotto per permettergli un periodo di riposo/riabilitazione. Non meno importante, per non prendere in giro migliaia di persone che magari fanno tanta strada e pagano per andare a vedere il concerto. Riprenditi Wes!

* A distanza di un anno, inserisco un altro video preso da un recente concerto negli States: Wes dopo 4 pezzi se ne va dal palco (durante una canzone) perchè ha qualcosa da ridire verso il batterista. Cosa, probabilmente, non lo sapremo mai. Metto il video in ultima posizione

    

29/03/16

Recensione: M.A.Y.A. - “A”


Recensione a cura di Stick

Il progetto M.A.Y.A. nasce come esperimento per volonta di Mattia Salvadori alla batteria e Federico Spina al basso, da qui l'etichetta iniziale di power duo. Ma la necessità di crescere e inserire idee per rendere il progetto più completo porta la band ad integrarsi con due nuovi innesti, Francesco Salvadori alla chitarra e Serena Marconi alla voce. Con la line-up ampliata nasce il primo lavoro ufficiale l'Ep dal titolo A (Ghost Label Record).

"A" è la prima lettera dell’alfabeto, "A" è il punto di partenza dei M.A.Y.A.. Questa è una delle ragioni per cui la band ha scelto questo titolo. Le quattro tracce registrate denotano una piena maturazione sia nella scelta dei suoni che nella tecnica dei singoli. "Two You" apre le danze con un velo di leggerezza come a voler entrare in punta di piedi. Ascoltando il lavoro dei M.A.Y.A. andiamo incontro a sonorità morbide, graffiate di tanto in tanto da una chitarra sporca e un basso leggermente caldo che determina la matrice rock del progetto. Decembler e Sven risultano essere le traccie più impegnative e articolate anche se lo schema relativo ai cambi di tempo è una costante fissa ma sempre e comunque efficace.

Un disco nel complesso caldo e leggero non troppo energico, ma neanche troppo "lento", marcato da una linea di batteria corposa e presente quanto basta per rendere fluido l'ascolto, un buon inizio per i Toscani M.A.Y.A. che sono attesi quanto prima al secondo lavoro per un full lenght di tutto rispetto.

Tracklist:
01. Two You
02. Because
03. Decembler
04. Sven

https://www.facebook.com/mayaprojectband/?fref=ts

25/03/16

Recensione: Almanac - Tsar (2016)


Riecco ufficialmente Victor Smolski dopo la separazione con Peavy ed i Rage. Ho già scritto da altre parti quanta sia grande la mia stima per questo musicista e quanto sia, sempre secondo me, uno dei musicisti più sottovalutati di sempre.

Il progetto che porta avanti dopo lo split con la band madre prende il nome di Almanac e l'album in questione si chiama Tsar, una sorta di concept sulla storia di Ivan il terribile, non il cane de "Il secondo tragico Fantozzi", ma il sovrano russo. Musicalmente si riparte da molti elementi presenti dal riuscitissimo disco uscito sotto il monicker di Lingua Mortis Orchestra, c'è persino la stessa orchestra, la Orquestra Barcelona Filharmonia. Stavolta al microfono non c'è (purtroppo) Peavy Wagner ma al suo posto troviamo ben tre voci: Andy B. Franck, David Readman e Jeannette Marchewka, sicuramente tre ottimi cantanti che fanno sicuramente bene il loro dovere.

Ok, ma la musica? Stavolta non faccio un track by track perchè ripeterei quasi la stessa cosa su ogni brano, quindi dico senza troppi giri di parole che le uniche cose che non mi piacciono di questo Tsar sono i ritornelli, troppo orchestrali e pomposi per i miei gusti. Per il resto, non ho nessunissimo appunto da fare. Se conoscete un po' Victor Smolski sapete che è una garanzia assoluta: non cito neanche le parti chitarristiche, sempre eccelse, come tutte quelle presenti in ogni disco che porti il suo nome. In questo Tsar è oltretutto evidente quanto Victor contribuiva anche a livello di composizione negli ultimi Rage. Dicevamo quindi che le canzoni sono ineccepibili sotto qualsiasi punto di vista, poi sta al gusto personale che purtroppo non mi fa apprezzare in toto qualche canzone che con un ritornello diverso avrei invece amato. La title track, Self Blinded Eyes, Children of The Future, per esempio, sono canzoni fantastiche ma la pomposità e la produzione del ritornello (ma quante voci ci sono?) non fanno per me. Mi ricordano gli ultimi Stratovarius, che infatti ho smesso di seguire da tempo proprio per questo.

Non mancano episodi più spiccatamente heavy e meno sinfonici, tipo No More Shadows e Nevermore (quanto sono belle le strofe) e ci sono fraseggi o brani interi che potrebbero perfettamente essere dei Rage, vedi la conclusiva Flames of Hate, solo che Peavy non ci avrebbe messo tutte quelle voci nel ritornello, rendendolo più "leggero" (e vicino ai miei gusti)

Beh, cosa posso dire, ho ascoltato diverse volte e con molto piacere questo Tsar nonostante tutto e sono sicuro che se amate il metal sinfonico, potreste impazzirci. Purtoppo io lo giudico solo un buon lavoro.

Voto 66/100
Top tracks: Tsar, Nevermore, Flames of Hate

Tracklist:
1. Tsar
2. Self-Blinded Eyes
3. Darkness
4. Hands Are Tied
5. Children Of The Future
6. No More Shadows
7. Nevermore
8. Reign Of Madness
9. Flames Of Hate

23/03/16

Recensione: Soul Asylum - Change of Fortune (2016)


A 4 anni dal non certo epocale Delayed reaction e a 10 dal terzultimo riuscitissimo The silver lining, riecco Dave Pirner e compagnia bella alle prese con questo nuovo Change of fortune. Uh, che copertina! Bella non direi, facciamo interessante, moderna o curiosa. In realtá sembra una foto presa da Facebook, ma va bene ugualmente. E' la musica quella che conta, no? Analizziamo questo Change of Fortune.

21/03/16

Recensione: Toseland - Cradle The Rage (2016)


Dopo l'ottimo esordio del 2014 con Renegade (clicca per la relativa recensione), l'ex campione di motociclismo si ripresenta al grande pubblico con una nuova fatica discografica ed una copertina tamarra che piú tamarra non si puó. Personalmente apprezzo le cose tamarre, ma questo é forse troppo persino per me. Veniamo adesso alla musica, sperando che sia all'altezza del debut che ho apprezzato molto per il suo piglio e la sua spensieratezza.

20/03/16

Tremonti - Dust (Official Lyric Video)

Ci siamo quasi per il nuovo disco solista di Mark Tremonti, porterà il suo cognome (nel senso che sarà un omonimo) ed uscirà il 29 aprile. Abbiamo l'opportunità di gustarci in anteprima il singolo Dust, con tanto di parole, nel video sotto. La canzone è una tipica power ballad dalla penna dell'omonimo dell'ex ministro dell'economia e colpisce nel segno come sempre. Mi è piaciuta immediatamente sotto tutti i punti di vista. Fa quindi ben sperare per il nuovo album. La recensione, ovviamente, sulle pagine di Given to rock. Gustatevi questa bellissima Dust e stay tuned!

18/03/16

Top 10: Helloween, Deris era

Ecco la top 10 dei mitici Helloween, Andi Deris era.

Ne seguirá anche una con la Kiske era, state tranquilli. Ah, non eravate agitati?

Cominciamo

16/03/16

Recensione: Iggy Pop - Post Pop Depression (2016)


Iggy Pop é tornato (per l'ultima volta?) e per il suo diciassettesimo album Post pop depression, si é fatto accompagnare nientepopodimeno che da Josh Homme e Dean Fertita dei Queens of the Stone Age (Josh Homme é anche il produttore) e da Matt Helders degli Arctic Monkeys alla batteria. Avevo postato da qualche parte il singolo Gardenia, adesso é l'ora di ascoltare anche tutto il resto. Copertina brutta brutta, secondo me. Hanno preso una foto e ci hanno appiccicato due scritte.

15/03/16

Il Demolitore: Dream Theater - Images and Words

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.

Mi hanno chiesto un'opinione su Images and words, il disco che ha lanciato questi fantomatici fenomeni Dream Theater (cosiddetti paladini del prog metal, quelli che avrebbero riscritto un genere e triccheballacche varie). Mah, a me fanno antipatia solo a guardarli, mamma mia come sono brutti questi qui...


Vogliamo cominciare dalla copertina? E' sicuramente positivo il fatto che non ci siano le loro foto, però...Una bambina incollata col paint davanti ad un letto a baldacchino che manco la principessa sul pisello, un cuore in fiamme sospeso in aria e un vaso stile decò piazzato a caso in primo piano. Mancano solo un asino e un astronauta e il quadro sarebbe stato completo. Manie di strafare già dalla copertina? Ho questa brutta sensazione...

1 - Pull me Under
Cominciamo bene, giá sbadigli vigorosi durante l'intro della prima canzone... Mamma mia come sono prolissi questi qui. Ma lo fanno apposta? Il drumming del famoso prezzemolino Mike Portnoy è elementare e con un suono da tastiera giocattolo degli anni 80. Avete presente quelle economiche in plastica/petrolio che puzzavano a cane morto? Quelle. Dovevate premere i tastini per fare la batteria, ricordate? Ritornando alla canzone, beh, cosí cosí: il ritornello non è malaccio ma è anche di una banalità micidiale, i passaggi con la chitarra sono sempre uguali, le parole non hanno nessun significato, sembrano messe a casaccio. Il finale è stato per forza tagliato da un bambino al di sotto dei 5 anni, da un elefante o da un produttore con non meno di 15 litri di alcool in corpo.

2 - Another Day
Forse questi Dream theater avevano intenzione di partecipare a Sanremo? Questa lagnosa canzone avrebbe tutte le caratteristiche per stare in quel lagnoso festival. L'aggettivo lagnoso è invece troppo poco per definire la prestazione del cantante James LaBrie, cognome che non so se sembra piú simile ad un formaggio francese o ad un deodorante per auto. Scegliete voi. Quel Uhhhhhhh ohhhhhhhhh ohhhhhhhhh all'inizio del brano é virile come una ballerina quindicenne in tutú. Decente l'assolo di chitarra mentre quello di Sax é fastidiosissimo. Sapete che vi dico? Forse non sarebbe neanche stata accettata per il festival (per colpa del sax, principalmente). Ho detto tutto.

3 - Take the Time
Mamma mia che confusione...Ecco di nuovo la tastiera in plastica di fine anni 80, ma stavolta non mi riferisco (solo) al suono finto della batteria ma é proprio il suono della tastiera: pipipipipipipi...  E poi cosa ci azzecca la citazione per il (mediocre) film Nuovo Cinema Paradiso? Boh. All'inizio non si capisce niente, poi qualche parte passabile, devo ammettere che con gli strumenti questi americani non sono male, ma nel complesso davvero troppa confusione, sembra non sappiano dove andare. I cori nel ritornello sono piú fastidiosi di un parabrezza rotto solo dal tuo lato.

4 - Surrounded
Ma che é sta roba? Sembra l'inizio di un pianobar di una terrazza di un villaggio turistico di basso livello. Poi una parte piú brutta che piú brutta non si puó (forse era meglio l'atmosfera da pianobar) con il formaggio francese (o deodorante per auto) che strilla in maniera fastidiosissima. Non ho voglia di spendere altre parole per questa canzone. Preferirei essere circondato da dobermann affamati piuttosto che ascoltarla di nuovo.

5 - Metropolis pt.1: The Miracle and the Sleeper
Ahahah, ho letto che la parte due di questa traccia é uscita sotto forma di concept "solo" 7 anni dopo. Con calma eh...
Anche qui, molta confusione anche se devo ammettere che qualcosa di buono (facciamo discreto, dai) lo si sente. La chitarra alterna parti cervellotiche ad altre di buon gusto, anche la batteria é quasi decente qui (nonostante il suono), mentre il basso é totalmente inutile se non per un assolo centrale (anche se non si capisce cosa suoni, esattamente). Non voglio fare troppo il pignolo, dai, questo pezzo é ok. Migliorabile, certo, ma tutto sommato non è da lamentarsi troppo. Che il disco-sequel uscito 7 anni dopo sia un buon disco? Chissá, io ne dubito.

6 - Under a Glass Moon
Cervellotica, soprattutto all'inizio e un po' scopiazzata da questo e quello durante il ritornello (mi viene in mente la tremenda Back in the village degli Iron maiden). Viene parzialmente risollevata dal chitarrista John Petrucci (sará Gianni Petrucci, presidente del CONI sotto mentite spoglie da metallaro?) con un buon assolo di chitarra. Il ragazzo é un bravo musicista ma un po' confusionario e non assolutamente tra i migliori del suo strumento, al contrario di quello che si legge in giro. Anche se, effettivamente, di chitarristi bravissimi sulla scena ne vedo pochini (forse nessuno). Con uno sforzo in piú poteva essere migliore, ma onestamente devo ammettere che c'é molto di peggio in giro. Il testo sarà stato scritto da Luca Giurato.

 7 - Wait for Sleep
Mai titolo fu più profetico. Dovete aspettare questa traccia per dormire, lo ammettono loro stessi (forse ne sono consapevoli e hanno cambiato il titolo all'ultimo). Posso confermare che, nonostante la brevissima durata del brano, il rischio di cadere in catalessi per un paio d'ore é altissimo. E' talmente noiosa che dopo un minutino mi sono preso a schiaffi per restare sveglio. Se soffrite di insonnia, invece di prendere pastiglie o spendere metà del vostro stipendio in erboristeria, provate questa.

8 - Learning to Live
Ritorna la cofusione di Take the time. Ma perché fanno cosí? Sembra quasi vengano in sala a litigare "mettiamo il mio riff", "no, il mio é piú bello" "No, il tuo fa schifo" "Tua mamma fa schifo" e poi alla fine decidono di incollarli tutti assieme per non litigare più. Ci sono anche delle parti tipo tarantella napoletana, sarà entrato il cugino campano di Kevin Moore in sala: "Oh, mettete pure la tarantella che a mia nonna piace". Toh, si risente il basso verso la fine del brano. Il bassista John Myung potrebbe benissimo suonare solo 5 minuti in totale (del disco intero eh, mica solo di questa canzone) e passare il resto del tempo in spiaggia a sorseggiare Fernet Branca, per quanto mi riguarda. Forse lo tengono nel gruppo perchè è simpatico, ha i soldi o perchè porta le donne. Non lo sapremo mai. Se tagliato di 7-8 minuti, sarebbe potuto essere un buon pezzo. Parte finale brutta come la fame.

Io tutta 'sta magnificenza in questi Dream Theater non ce la vedo...Paladini di che? Innovatori di cosa? Pescano un po' a destra e sinistra dagli anni 70 e i testi sono interessanti quanto partite di biliardo notturne trasmesse dalla Rai. Con gli strumenti devo ammettere che se la cavano (ho sentito decisamente di peggio), ma quando attaccano le distorsioni fanno un sacco di caciara mentre, quando non la fanno, rischiano di fare addormentare l'ascoltatore con pezzi sanremesi o lassativi (ancora sbadiglio per Wait for sleep).
Images & words ha qualche sprazzo di talento e qualche spunto interessante, ma troppo poco per il sottoscritto. Non capisco perché portare in trionfo questi qui. Certo che la gente si accontenta veramente di poco...

14/03/16

Megadeth, il videoclip di Poisonous Shadows

Ecco un video nuovo di zecca per Mustaine e per i Megadeth. Il video di Poisonous Shadows è stato ovviamente preparato per qualcosa di diverso rispetto alla visione tradizionale e secondo me ha decisamente poco senso di esistere senza occhialini 3d o altre diavolerie del genere.
Premesso che la canzone è la mia canzone preferita dell'ultimo album Dystopia (clicca qui per leggere la recensione completa), questo video non mi convince sotto tutti i punti di vista. Ho giá detto del video (ve ne accorgerete pure voi cliccando play), inoltre la canzone è suonata live e, data la forma vocale di Mustaine, non é proprio una bella idea. La canzone ha diversi errori: qualcuno sbaglia il primo attacco strumentale, Mustaine cicca diverse note con la chitarra, il doppio pedale a volte non sembra precisissimo, la voce spesso arranca etc etc etc. Un altro dei punti di forza del brano sarebbero i cori, che ovviamente mancano in sede live. Carina invece l'idea finale della mascotte Vic che suona la tastiera e ottimi i violini che accompagnano il brano. Beh, fatevi la vostra idea cliccando play e se volete dite la vostra nello spazio commenti sotto. Enjoy

13/03/16

David Lee Roth - Ain't No Christmas, nuova canzone sui Van Halen?

David Lee Roth é ritornato con nuova canzone chiamata Ain't no Christmas, pubblicata nel suo canale TheRothShow. Diamond Dave ha aggiunto la seguente frase nella descrizione: "On second thought if all work is autobiographic maybe this song is about Van Halen", quindi forse incosciamente l'ha scritta pensando al suo rapporto con i Van Halen. Mamma mia che storia complicata la loro, roba da soap opera argentina. Meraviglioso quando annunciarono la reunion per poi pentirsene immediatamente dopo (ecco un video sull'accaduto).

Ritornando a noi: Ain't no Christmas mi piace. Niente che passerà alla storia, però è una sorta di blues malinconico che funziona. Enjoy.

11/03/16

Dream Theater - 'Wish You Were Here' - Acoustic

I I Dream Theater mollano per un attimo il concept The astonishing (clicca qui per vedere la mia delusa e confusa videorecensione) e si cimentano in una cover per Classic rock: l'immortale Wish you were here dei Pink Floyd. Riguardo questa esibizione ci tenevo a fare qualche considerazione sparsa:

1) La canzone é un capolavoro, ma forse é una scelta un po' banale, soprattutto per loro.
2) Ma perché James La Brie canta senza microfono? Soprattutto se vuole cantare a quel modo, il microfono é indispensabile.
3) Ho grande stima per Jordan Rudess, ma qualche volta é proprio insopportabile. Questo é uno dei casi.
4) Ma quanto é brutta la barba di Petrucci?? Sembra finta.

09/03/16

Live report: Avantasia - 02 Forum, London 08/03/16

La mia ultima X sui miei miti da vedere (e sentire) dal vivo é stata piazzata! Ho visto Michael Kiske!!!!! Ho visto Michael Kiske!!!!! Ho visto Michael Kiske!!!!!

Ok, la smetto e come al solito andiamo per gradi.

Anzi no, stavolta non voglio andare per gradi e voglio sputare direttamente le sentenze finali di questo concerto, adesso che mi sono appena ritirato dalla ridente Kentish Town (boh). Parentesi, la vita é strana, non ero mai andato in questa location in 5 anni e mi ci ritrovo nuovamente nel giro di un mese, dopo il bel concerto Helloween + Rage. Parentesi chiusa (era solo per mettere il link e fare un po' di sano spam), ecco le impressioni finali: troppo riduttivo definirlo concerto, quello degli degli Avantasia è stato un incrocio tra un concerto (appunto), una festa ed un musical, davvero un pentolone con tanta roba e una gran bella atmosfera ed un senso di gioia che tutt'ora ho addosso.


08/03/16

Videorecensione: Ricky Warwick - When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang The Blues) / Hearts On Trees (2016)

Come chi è Ricky Warwick??
Due chiacchere su un (doppio) disco che aspettavo da parecchio tempo, dal titolo cortissimo e facilissimo da memorizzare. Suppongo non si veda un cacchio, sopra. Devo risolvere sto problema (un giorno). Riscrivo il titolo qui, persino Youtube mi ha chiesto di tagliarlo perchè era troppo lungo: When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang The Blues) / Hearts On Trees.
Perdonate la faccia da "appena alzato dal letto". Lo ero.

07/03/16

Iron Maiden, la nuova batteria di Nicko

Quel burlone di Nicko McBrain ci mostra orgoglioso la sua nuova batteria, quella che porterá durante il tour degli Iron Maiden a supporto del buon The book of souls (clicca qui per leggere la recensione). In realtá qualche tempo fa avevo giá pubblicato qualcosa riguardante la prima data del tour, quindi se volete vedere la batteria in azione (purtroppo solo in video amatoriali), cliccate pure qui.
Ok, é il momento di smetterla di dirvi di cliccare a destra e a sinistra, vi lascio gustare l'affascinante Nicko con la sua nuova (e bella) batteria. Enjoy.

 

06/03/16

Bruce Springsteen: 41 anni di Thunder Road

Molto carina l'idea di Phil Whitehead che ha deciso di fare una sorta di collage delle esibizioni di Thunder road nei suoi 41 anni di vita. Ha pescato da video ufficiali e amatoriali e ha creato una sorta di collage chiamato 41 years on Thunder road.Vabbé, é inutile che continui a scrivere, non appena cliccherete play capirete tutto da soli. Il sassofono peró continuo a non sopportarlo.
Enjoy!

04/03/16

Recensione: Wolfmother - Victorious (2016)

Quarto album per i Wolfmother, sempre capitanati da Andrew Stockdale che dopo New crown (leggi l'incazzata recensione di Antonio Spina) decide di fare quasi tutto di testa propria anche in questo ultimo album Victorious, impegnandosi praticamente in ogni strumento. Andrew ha solamente chiesto un aiuto a Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen) e Joey Waronker (Beck, R.E.M) per le parti di batteria e ad un certo Brendan O’ Brien (Pearl Jam, e milioni di altri) alla produzione. Vediamo come suona.

01. The Love That You Give
Ottimo inizio senza fronzoli, bel riff stoner (chi ha detto Sabbath?), bei suoni. The Love That You Give é un'opener perfetta, ha il giusto piglio e fa capire quale sará l'andazzo del disco. Breve e diretta.

02. Victorious
Nonostante quel "will be victorioooussssss" cantato a quel modo lo avevamo giá sentito dai Muse di Uprising, la title track é davvero ottima, coinvolgente, diretta e immediata. Sicuramente uno dei brani migliori del disco. TOP TRACK #3

03. Baroness
Terza traccia e il livello rimane di tutto rispetto. Percussioni particolari durante le strofe e un ritornello che mi ha conquistato. semplice ma molto efficace. Due passaggi chitarristici dopo i due minuti mi rimandano a qualcosa dei Queen (con il dovuto rispetto a Brian May).

04. Pretty Peggy
Vuole fare il verso alla Pretty Penny degli Stone temple pilots, per caso? Canzone diversa, sembra di ascoltare qualcosa degli U2, sia nelle strofe che nel ritornello, con quegli "Ohooohhhh". Si discosta decisamente da quanto ascoltato fino ad ora. Francamente ne avrei fatto volentieri a meno. SKIP TRACK

05. City Lights
Si ritorna (fortunatamente) sui ritmi precedenti del disco. City light é un pezzo senza pretese che peró funziona. Il suo ritornello ti si stampa in testa. A volta ti bastano due note al posto giusto per far funzionare una canzone.

06. The Simple Life
Stranissima. Parte con l'incedere di una canzone heavy metal nelle strofe, ma rallenta colpevolmente nel ritornello (ci stavo prendendo gusto). Nella seconda parte una brevissima parte con un incedere strano tra Muse, chitarre registrate male, altre armonizzate e persino un marranzano. Boh (ma apprezzo il coraggio).

07. Best of a Bad Situation
Pezzo dall'incedere pop con la voce di Stockdale che secondo me risulta troppo stridula per queste atmosfere. Io avrei abbassato la canzone di almeno un tono (o cantato su un'ottava differente). Anche i cori risultano in difficoltá. Pezzo bruttino, secondo me.

08. Gypsy Caravan
Le chitarre si rifanno robuste (a proposito, che bel suono che ha la chitarra la chitarra che entra nel ritornello) e i toni si rimettono in riga con quelli soliti del disco. Anche qui, chorus che ti si stampa in testa. Riuscitissima la parte verso metá brano, con quel cambio di tempo. Uno dei migliori brani dell'album, anzi la migliore, ho deciso. TOP TRACK #1

09. Happy Face
Ma sono i Black Sabbath? No perché ci somiglia molto. Poi peró subentrano i Beatles e un po' di psichedelia. Boh, il pezzo é musicalmente interessante (a parte il suono di alcune chitarre invadenti), ma forse non trascinante come altri.

10. Eye of the Beholder 
Non é la cover dei Metallica, vero? No, fortunatamente no (chissá come sarebbe stata..). L'incedere di Eye of the Beholder é, al contrario della precedente, molto trascinante, con un bel riff portante e un Andrew Stockdale che canta molto bene nel ritornello. Verso il minuto 2.10 riecco i Black sabbath in versione speed. Ottima conclusione del disco e uno dei migliori brani di questo Victorious. TOP TRACK #2

Victorious é un fondamentalmente un disco semplice, "snello" (35 minuti di durata) e immediato. Qualche ottimo brano e qualche altro un po' cosí cosí, ma nell'insieme Victorious é un disco godibile. Non si ricorderá nel tempo ma l'ho ascoltatato diverse volte molto volentieri.

Voto 67/100


03/03/16

Foo Fighters - Official Band Announcement

Dopo l'esibizione di Dave Grohl da solista (ha eseguito Blackbird dei Beatles durante la cerimonia degli Oscar) , alcuni rumors si sono intensificati. Ma non anticipo niente e gustatevi l'interessantissimo video. Enjoy.

02/03/16

Zakk Wylde, Hello Kitty unplugged: N. I. B. - Autumn changes

Dopo Mike Portnoy alle prese con la batteria di Hello Kitty, é la volta di Zakk Wylde, che in attesa di pubblicare l'attesissimo Book of shadows II, si diverte a suonare uno strumento giocattolo. Dite quello che volete ma a me questi qui piacciono anche cosí, probabilmente pagherei pure per vederli all'opera. Aggiunta anche Autumn changes, traccia del nuovo album (non ricorda un po' troppo Black dei Pearl jam??).


01/03/16

La scheda: Nectarines


Bio:
I Nectarines sono una band che nasce da una storia di passione e di amicizia in una cittadina della provincia abruzzese, i loro brani parlano di viaggi, fisici e mentali e dell’ amore per la natura attraverso un rock schietto e denso di groove, contagiato da stili folk, punk e pop.


 Nel 2012 esce l’album “Backpacker Songs” (Satellite Records), il primo lavoro discografico indipendente della band. Nel 2013 alle selezioni di Arezzo Wave I Nectarines ricevono il riconoscimento come “migliore performance dal vivo”.

Nel 2014 il gruppo si esibisce in vari club rock, centri-culturali del centro Italia. .

Il 2015 è l’anno di “Maledizione” (La Clinica Dischi/Satellite Records), il secondo lavoro in studio nato dopo una costante attività live in giro per l’Italia. 
Quest’album è un dipinto dell'insoddisfazione umana. Dieci tracce dal sapore rock- stavolta tutte in italiano - che parlano di esoterismo, streghe e lune, ma anche con toni folk, di cui l’Abruzzo è intriso.



Genere: 
punk rock con sfumature surf e folk.



Line up attuale:

Fabio Tumini: chitarra/voce

Angel Malak: voce/basso

Davide Marcone: batteria



Album/ep /demo all'attivo:

Backpacker Songs (Satellite Records, 2012)

Maledizione (La Clinica Dischi, 2015)


Spotify

Influenze:

Ci piacciono cose diverse, siamo cresciuti a suon di punk rock anglosassone e metal. Ma non disdegnamo il pop,
 il surf o qualsiasi altro genere suoni bene! La nostra musica preferita è quella ben prodotta, che
quando la spari nell'impianto faccia tremare i vetri.



Di cosa parlano i vostri testi:

I nostri testi auspicano ad essere ironici e taglienti al contempo. In "Maledizione" abbiamo preso in giro la società, i politici, 
alcune tradizioni folkloristiche della nostra terra, e soprattutto alcuni modi di fare degli esseri umani.



Esibizione live che ricorderete per molto tempo:

Sicuramente il concerto al Bobby's Fest di Cb, estate 2014, dove abbiamo diviso il palco con i Kutso e Piotta

.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:

Sicuramente durante uno degli ultimi concerti. Suonavamo in una festa privata, era carnevale e c'erano 150 persone in maschera.
 Situazione molto divertente, ti lascio immaginare. Mentre suonavamo la canzone "Maledizione", nel momento più profetico e catartico del brano,
 quando c'è il cantato che recita "ED E' COSì, CHE SI CONSUMA L'EPOCA UMANA, TUTTI SOLI... ECC ECC" 
arriva una ragazza, che mi dice all'orecchio: "Fabio, Dì AL MICROFONO CHE E' PRONTA LA PASTA. TUTTI A TAVOLA". 
Ti lascio immaginare la mia faccia...



I vostri dischi preferiti in assoluto:

Mondi Lontanissimi di Battiato, Sacrifice dei Black Widow, Oro Incenso e Birra di Zucchero, Adios Amigos dei Ramones, 
Pet Sounds dei Beach Boys, Going Out In Style dei Dropkick Murphys, Talkie Walkie degli Air ecc ecc ... la lista è lunga

.

Citatemi un album che pensate di essere gli unici al mondo ad apprezzare:

Il prossimo album dei Nectarines



Un musicista che vorreste incontrare: 
Katy Perry



Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste la band più importante del pianeta:

una macchina del tempo, un fusto di birra irlandese, Monica Bellucci o Kylie Minogue.