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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

Le interviste terribbbili: Vicolo inferno

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Bentornati alle interviste terribbbili. Stavolta tocca agli imolesi Vicolo inferno, freschi di pubblicazione del loro album Hourglass. Vediamo come se la cavano...



Recensione: Flying colors - Live in Europe (2013)

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Calma Flying colors... perchè sta fretta? Pubblicare un live album dopo un solo disco da studio non è eccessivo? Forse si, lo dirà in qualche modo anche il chiaccherone Mike Portnoy durante la performance, ma aspettate, ci arrivo dopo.

Top 10: Megadeth

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Eccovi una top 10 dedicata a quella personcina a modo che risponde al nome di Dave Mustaine e alla sua band, Megadeth.

Cominciamo

10) 1000 times goodbye (da The world needs a hero)
No, pur non essendo male, la canzone non meriterebbe di stare in questa playlist, ma neanche per sogno. Peró non volevo privarvi di farvi fare 4 risate con Mustaine che fa il neomelodico e che inserisce delle telefonate con la ragazza che lo lascia.
Ho trovato anche il lyric video, cosí i non anglofoni non si perderanno neanche una parola delle telefonate. Cliccate sotto e godetevela!



9) The scorpion (da The system has failed)
Chi é lo scorpione? La donna di Mustaine? Il governo? La droga? La suocera di Ellefson? Comunque, la canzone stavolta merita in toto, bella doppia voce costante e grandissimo chorus. Cliccate sul titolo e potrete ascoltarla. Olé

8) Angry again (Last action hero OST)
Pure le colonne sonore vi trovo!
Si, perché Angry again non si trova in nessun album ufficiale, ed é un peccato perché sare…

Recensione: Never trust - Morning light (2013)

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Centro! Si, questi ragazzi hanno fatto centro.
I lombardi Never Trust, in attivitá dal 2007 e con significative esperienze live alle spalle, avendo fatto da spalla a band del calibro di Hormonauts ed Extrema, ci propongono il loro primo disco, Morning light, totalmente autoprodotto e registrato negli USA. Scelta azzeccatissima, per quanto si puó ascoltare: il suono dell'album é pressoché perfetto ed incontra i miei gusti al 100%.
Normalmente non amo i cantati femminili, ma la voce di Elisa mi convince a pieno, é melodica ma non fa mai mancare la giusta agressivitá che i pezzi necessitano. Ottimo lavoro anche per il resto della band. Se posso aggiungere un'altra cosa (sí che posso, il blog é mio...), il suono della batteria mi piace un casino.Ecco, l'ho detto.

Recensione: Motorhead - Aftershock (2013)

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Ancora un altro disco dei Motorhead?? Ma Lemmy non era malato?
Niente, questo non lo ferma nessuno, dopo aver cancellato praticamente un tour mondiale per le sue condizioni di salute (e se sta male lui, vuol dire che sta veramente male), rieccolo. Devono abbatterlo con i carri armati se vogliono fermarlo, sempre lo stesso, sempre avanti per la sua strada e sempre avanti con la sua musica, che come da scontatissima previsione, é sempre uguale. Non é proprio per questo che Lemmy piace e viene considerato un semi-dio? Chi potrebbe fare 21 album tutti uguali ed essere sempre li, con il suo basso, i suoi nei e il suo microfono, messo in una posizione scomodissima per qualsiasi altro essere umano?

Scrivere una recensione su un disco dei Motorhead é una passeggiata, chiunque potrebbe recensirli quasi senza ascoltarli, peró faccio il formale e il professionale (cosa che non sono mai stato, comunque) e scrivo due paroline su questo Aftershock, dai:
(mmmhhh mmmhh, mi schiarisco la voce e mi d…

Le interviste terribbbili: Superhorrorfuck

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Basta con le intervista tradizionali, é ora di voltare pagina!  Cominciamo le interviste terribbbili con i Superhorrorfuck, band di schiz, ehm, di bravissimi ragazzi (morti).
Questi qui sotto, insomma.


1) Togliamoci subito il dente: sfogatevi e dite tutto quello che volete sulla vostra band, sul vostro album e su tutto quello che volete, potreste non averne piú opportunitá (parlo per questa intervista, sia chiaro) Avete presente cosa potrebbe uscire da un devastante incidente stradale tra il tourbus dei KISS e quello dei Twisted sister? Intendiamo, se prendessimo i brandelli dell'una e dell'altra band e li cucissimo insieme per poi rianimarne il risultato? Ecco, questo andrebbe molto vicino ai SUPERHORRORFUCK, e non solo per il look, anche per…

Recensione: Running wild - Resilient (2103)

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Sciolti, riuniti, brutti ritorni, trallallero trallallá, rieccoli!
Ritornati con questo Resilient e con una formazione ridotta ai soli Rolf "Rock n' Rolf" Kasparek e Peter Jordan (con una drum machine al posto di un batterista ufficiale? Il suono spesso dice di si), i Running wild ci riprovano. Risultato? Mmmmmm. Suoni e canzoni rassicuranti, buoni riff, un suono generale niente male, molto mestiere ed ispirazione che viene e che va.
Se ci si puó emozionare e si puó agitare la testa ascoltando l'opener Soldiers of fortune, Desert rose e soprattutto la conclusiva Bloody island (dove si respira la, a loro molto cara, atmosfera piratesca) ci si puó anche stancare di ascoltare delle composizioni che sembrano, a volte, scritte con il pilota automatico. Nessuna traccia é malvagia, ma molte non gridano "dai, riascoltami!", che é il vero problema del disco.

Recensione: Funk Jam Project - Motherfunkers (2013)

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Arriva una email da parte di uno dei ragazzi dei Motherfunkers con il "classico" testo: "ci piacerebbe avere una recensione su Given to rock, bla bla bla, siamo un gruppo Jazz/funky..."
Preparo la risposta, qualcosa del tipo "grazie mille per averci contattati, peró non so un cacchio sul jazz/funky ed é un po' fuori genere rispetto al blog, quindi mi dispiace, ma non posso farvi la recensione" (scritto in maniera un po' piú professionale, ovviamente).
Mentre scrivevo la mail di risposta mi sono detto "ma vabbé, ascoltiamolo lo stesso, nel frattempo"... La mia testa ha cominciato a muoversi compulsivamente e il piede ha cominciato a battere sotto la scrivania.

Intervista: Seta

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E' la volta dei Seta, giovane rock band italiana, fresca di debutto con il loro album "Interferenze".
Scambiamo quattro chiacchere!


1) Salve ragazzi. Innanzitutto vi faccio i complimenti per il vostro album, che ho apprezzato parecchio. Direi di  cominciare spiegandoci brevemente le vostre radici e come vi siete conosciuti.
Grazie, ci fa piacere che il nostro disco ti abbia colpito. Noi siamo una band veronese nata non tanto tempo fa a dire il vero, nel 2009, quando io (Luca), Rudy (basso) e Alberto (tastiere/synth) abbiamo deciso di iniziare a fare brani originali. Per un periodo di tempo abbiamo collaborato con alcuni turnisti che ci hanno aiutato a sviluppare alcune canzoni, fino all’arrivo di Lorenzo (chitarra) e Matteo (batteria) che si sono subito dimostrati interessati al progetto e hanno dato il loro significativo contributo al disco. Io, Rudy e Alberto ci conosciamo e suoniamo insieme oramai da oltre un decennio, mentre Lorenzo l’ho conosciuto qualche mese prima…

Recensione: Pearl Jam - Lightning bolt (2013)

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Sin dal titolo di questo blog, potete capire tutto il mio attaccamento per la band di Seattle e potete intuire quanto sia impegnativo scrivere una recensione, non di parte, su di loro. Ci provo? Si, dai:

Prima, peró, uno sguardo al packaging: I Pearl jam ci hanno sempre abituato a confezioni gustose e ricercate, in digipack e con forme particolari, lontane anni luce da quelle canoniche in plastica, che occupano il 95% (cifra assolutamente casuale) degli scaffali. Anche stavolta é cosí: un bellissimo digipack con una splendida sensazione al tatto e un folto booklet, compreso di testi e disegni. Spicca la dedica: "Dedicated to Uncle Neil", banale pensare si tratti di Neil Young.

Veniamo al contenuto del disco. Beh, la cosa che salta subito all'orecchio é la voglia di sperimentare e di non cullarsi sugli allori. I PJ di strada ne hanno fatta tanta e di canzoni ne hanno scritte tante, ma se c'é una cosa che li rende una delle migliori band del panorama odierno, é propri…

Musicisti che vanno fuori di melone

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Durante i tour, ogni tanto qualcosa va storto e alcuni artisti non hanno proprio la calma tra le loro virtú.

Questo é un piccolo elenco di alcuni momenti che vedono alcune star del panorama rock/metal che vanno fuori di melone e se la prendono con qualche malcapitato di turno (a torto o a ragione, non lo sapremo mai).


Dave Mustaine (Megadeth)
Il filmato é molto breve e non é molto chiaro, ma sembra che MegaDave lanci la sua chitarra contro il chitarrista (che non sembra intonatissimo nei cori, sará per questo?). In realtá, molto piú probabilmente, non é contento del suono dei suoi monitor in ear e lo fa gentilmente notare a chi di dovere. Lo avrá licenziato dopo lo show?


Dave Grohl (Foo Fighters)
Il buon Dave vede qualcuno che fa a pugni durante una gig dei Foo Fighters e non la prende proprio benissimo, guardate la sua reazione. Magari avrá avuto ragione, peró forse é un po' troppo facile parlare cosí dal palco...


Angus Young (AC/DC)
Piena solidarietá al grande Angus. Un fan, o pres…

Il demolitore: Led Zeppelin IV

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Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Led Zeppelin IV: un capolavoro a detta di tutti, un disco passabile, a mio avviso.
Partiamo dalla copertina, che fa volutamente schifo per la scelta anti-commerciale della band di eliminare il nome dalla cover, piazzando un disegno insignificante al centro.
L'artwork ha peró un senso, nel vinile, aprendosi nella sua interezza. Alla fine, ma ce l'ha.

Venendo alla musica, il disco parte bene, devo dire: Black dog e Rock n' roll sono due belle canzoni, con bei rif…

Recensione: Nirvana - In utero - 20th anniversary edition (2013)

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Saró sincero, non me ne frega nulla dell'edizione del 20esimo anniversario, dalla quale, anzi, sono rimasto un po' deluso per via di alcune scelte. Queste le opzioni di acquisto:

Recensione: La Fury (EP-2013)

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La furia dei La fury! (ecco, comincio la recensione con questa stronzata) Con un genere che è a metà tra lo stoner, l'hardcore e l'alternative, i ragazzi fanno capire che hanno le idee ben chiare e ci martellano con i loro riff pesanti come macigni e gustosi, una base ritmica piena di forza e di estro e con un cantato, a volte urlato, a volte più melodico e pulito. Non sono un fan delle "urla" e di tutti i prodotti che le contengono, ma non si può rimanere non colpiti da questo prodotto dei ragazzi dei La fury, pieno di personalità. 
Le vocals andrebbero, a mio parere, un po' sistemate. Se le intenzioni sono ottime, l'intonazione, qui e li, si perde, ed alcune parti potrebbero essere migliori, vedi, soprattutto, la conclusiva Coma, più atmosferica e incentrata sul cantato rispetto alle altre tracce.  In ogni caso, la personalità è una cosa importante e questa band ne ha da vendere.  Prodotto e idee validissime, dategli un ascolto. 
TRACKLIST: 01. Ardiles 02.…

Recensione: Alter Bridge - Fortress (2013)

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Onestamente, senza un motivo plausibile, non avevo molte aspettative per questo Fortress (anche se l'artwork mi piace moltissimo, la copertina fa adesso parte dello sfondo del blog, tra le altre copertine. Cercala!).
Sará che l'ultimo capitolo ABIII, pur essendo un disco di tutto rispetto, non mi aveva soddisfatto al 100%, sará che non vedevo ancora molte cartucce rimaste dal punto di vista compositivo...non so... Invece, giá con l'ingresso di Cry of Achilles ho strabuzzato gli occhi e le orecchie. Oh cacchio. Costruito su un giro di chitarra classico, il pezzo è maestoso e Tremonti è al suo meglio. Ascoltare per credere. Il singolo Addicted to pain gli fa compagnia, veloce, orecchiabili, cattivo. Davvero una partenza col botto. Con la terza traccia Bleed it dry, capiamo che qualcosa è cambiato negli Alter bridge rispetto al recente passato: intanto sono tornati gli assoli veri e propri (su ABIII di soli lunghi e gustosi neanche l'ombra, primo motivo per il quale non …