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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Recensione: Wolfmother - New crown (2014)

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A cura di Antonio Spina.

Li avevo conosciuti con un pezzo tanto energico quanto sprizzante erotismo: Woman. Rimasi folgorato ricordo….(ma questi chi cazzo sono?!!). Questa fu la mia esclamazione. Ai tempi…Sono passati ben 9 anni dall’album d’esordio di questi ex-rampanti rockers australiani capeggiati dallo spompato Andrew Stockdale. Sicuramente l’album con Slash e la conseguente frequentazione con il chitarrista riccioluto hanno fatto male al giovane Andrew. C’è da capire se ad averlo spompato cosi’ tanto siano state le sessions di registrazione, i live o le quattro pollastrelle che sicuramente avranno dimorato nei camerini dell’ex Guns N Roses, esplicando pratiche alquanto “red light”. 

Live report: Monster truck - Underworld, London 26/03/2014

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Mi contatta un amico e mi dice: "oh, guarda che saró a Londra tra pochi giorni, non é che ci andiamo a vedere un bel concerto?" "Certo, aspetta che vedo cosa c'é..." CACCHIO MA STASERA CI SONO I MONSTER TRUCK!
Mi era completamente sfuggito! Controllo...biglietti disponibili sul sito....comprato!

Le interviste terribbbili: Horizon

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Rieccoci con... le Interviste terribbbili!
Stavolta abbiamo incontrato gli Horizon, una band alternative rock proveniente da Rimini. Vediamo un po' se sono sopravvissuti alle domande.


Videorecensione: R.E.M. - Accelerate

E' tempo di una videorecensione. Mi andava di parlare un pochino di Accelerate degli R.E.M (o dei Rem, se vi piace di più) e l'ho fatto.

Se conoscete il disco e avete un parere diverso dal mio, sentitevi liberi di insultarmi.
Ecco qua:

Chiedilo a Given to rock

Eccoci come sempre pronti a rispondere alle vostre curiositá.
Non fate i timidi e chiedete pure tutto quello che volete. Nei limiti previsti dalla legge, ovviamente.

Recensione: Matt Sorum's Fierce joy - Stratosphere (2014)

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Uh? Un disco solista di Matt Sorum? Mmm... Sapete chi é Matt Sorum, vero? Quello sotto il casco da astronauta nella copertina qui sopra, per intenderci. Ok ve lo dico io. E' l'ex batterista dei The cult, dei Guns n' roses (da Use your illusions in poi) e dei Velvet revolver. Francamente non mi sarei mai aspettato un suo disco solista, invece scopro che sa cantare e sa suonare discretamente un sacco di strumenti, tra i quali piano e chitarra. Scopro, inoltre, che questo non é neanche il suo primo album. Sono perdonato perché anche lui lo definisce tale, in quanto ha dichiarato che messo molto di se in questo Stratosphere piú che nel suo primo disco, comprese le sue doti di produttore. Bravo Matt!

Recensione: Paolo Carraro band - You'd better run (EP)

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Chi sarebbe questo qui sopra? Lo vedremo dopo. Intanto una bella (!) introduzione alla Paolo Carraro band: la band viene fondata nel 2012 da (appunto) Paolo Carraro, chitarrista ed autore dei brani. Alcuni concorsi nel 2012 e nel 2013 come il "Vicenza Net Music" dove le esibizioni live riscuotono un ottimo successo di pubblico e critica. Il gruppo in questione, copio spudoratamente dalla bio arrivataci, ci propone brani di genere progressive rock, per lo più strumentali dalle influenze più svariate, tra cui hard rock, grunge, blues, fusion, il tutto inserito in una cornice progressive fatta di cambi di tempo, riff incalzanti, armonie ricercate e virtuosismi.

Recensione: Rush - Power windows (1985)

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ALBUM: Power Windows
ARTISTA: RUSH ANNO: 1985 GENERE: Progressive synth rock TRACCE: 8 DURATA: 44'44'' ETICHETTA: Mercury PRODUTTORI: RUSH e Peter Collins

Top 10: Canzoni inquietanti

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E' la volta di una top 10 inquietante. Tutte le canzoni che ci spaventano un po' quando le ascoltiamo, per un motivo o per un altro. Stavolta il "raggio" é piú largo, ho incluso anche canzoni non prettamente rock. Anzi, qualcuna con il rock non c'entra proprio un fico secco, per dirla tutta. Grazie come al solito per le vostre segnalazioni, ma mi sono reso conto che questa era piú una classifica personale che altro. Quello che é inquietante per una persona potrebbe non esserlo per un'altra.

Videorecensione: Pearl jam - Yield

Salve a tutti.... dopo la sofferta videorecensione di Scenes from a memory eccoci pronti per un'altra avventura (?!)
Stavolta é il turno dei Pearl Jam con Yield, album del 1998.

Come al solito, un vostro commento é piú che benvenuto, anche se si tratta di insulti. Beh, almeno fate in modo non siano troppo pesanti.


Recensione: Clairvoyants - The shape of things to come

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A cura di Olaf
Dimenticatevi i vecchi Clairvoyants; quelli famosi per essere una (ottima) cover band degli Iron Maiden. Il combo lombardo, giunto al secondo lavoro dopo l'esordio con Word to the wise, si conferma come una delle più interessanti realtà musicali della penisola.

L'entusiasta: Iron maiden - Virtual XI

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L'entusiasta è colui che si accontenta di poco. E' un visionario e un sognatore che vede sempre il lato positivo delle cose e che ama praticamente qualsiasi cosa ascolti.


Leggo da molte parti che Virtual XI é il disco piú brutto degli Iron maiden.
Ma quando e dove? Lo avete ascoltato bene? E' il Virtual XI che conosco io?
Per me questo disco non ha nulla da invidiare a The number of the beast, li metto almeno sullo stesso piano. Almeno! E il tanto criticato Blaze Bayley? Quanti cantanti hanno una voce potente e personale come la sua?
Il disco in questione fu criticato per essere stato realizzato in maniera frettolosa e per un uso eccessivo di tastiere. Esattamente la stessa critica che fu mossa a Somewhere in time, tanti anni prima. Poi sappiamo come é andata a finire. Chissá se il disco verrá giustamente rivalutato in futuro.

Recensione: Scorpions - Unbreakable (2004)

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A cura di Olaf

Questo album uscito nel 2004 fu una piacevole sorpresa per il sottoscritto.
Niente di clamoroso sia chiaro ma dopo l'orrendo "Eye II Eye", rilasciato cinque anni prima, mi ero ripromesso di non ascoltare nient'altro di quanto gli Scorpions avrebbero proposto in futuro per non cancellare in modo definitivo le emozioni che il glorioso gruppo tedesco mi aveva regalato nei primi anni della mia vita da "metallaro".

Recensione: Reese - Under the carpet (EP - 2013)

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Uh, che strana questa copertina. Sapete che vi dico? Non ne capisco molto il senso ma mi piace moltissimo la grafica e l'abbinamento di colori, con questo occhio azzurro che spunta attraverso un tappeto che potreste trovare a casa di una vostra vecchia zia. Si, pero' adesso smettiamola di parlare di colori e di immagini e dedichiamoci a questo (ottimo) gruppo musicale.

Videorecensione: Dream theater - Scenes from a memory (1999)

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Salve, come disse il condannato a morte al comandante che gli aveva concesso la scelta delle armi (cit. Groucho marx), é il momento delle videorecensioni! Siete contenti? Sí, mancavano praticamente solo queste...

Si comincia subito con un compito mooooolto arduo, ovvero con la recensione del mio album preferito in assoluto che risponde al nome di Metropolis Pt2: Scenes from a memory.
Scrivete nello spazio commenti tutto quello che avete da dire, anche eventuali insulti, proposte, suggerimenti e chi piú ne ha piú ne metta. Ah, non chiedete soldi.

E' il 1999 e....



Tracklist:
1. Scene One: Regression (Petrucci) 2:06
2. Scene Two: Overture 1928 (instrumental) 3:37
3. Strange Déjà Vu (Portnoy) 5:12
4. Scene Three: Through My Words (Petrucci) 1:02
5. Fatal Tragedy (Myung) 6:49
6. Scene Four: Beyond This Life (Petrucci) 11:22
7. Scene Five: Through Her Eyes (Petrucci) 5:29
8. Scene Six: Home (Portnoy) 12:53
9. Scene Seven: The Dance of Eternity (instrumental) 6:13
10. One Last …

Recensione: Bigelf - Into the maelstrom (2014)

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Ancora un disco con Mike Portnoy???!??!?!??!?!?? Ancora un altro?????? Ma questo dorme la notte? Quanti Portnoy ci sono in giro? Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di verificare. Penso che anche Wikipedia faccia fatica a seguire il numero dei gruppi con cui collabora e penso che anche lui possa avere dei dubbi, ogni tanto: "ciao, sono xxxx degli xxxxx, ti ricordo che domani alle 4 cominciamo le registrazioni del disco" "aspetta, chi sei??"

Recensione: Ozzy Osbourne - Blizzard of Ozz (1980)

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A cura di Olaf

Nel 1979 il "Principe delle tenebre" John Michael Osbourne (per tutti OZZY)  viene licenziato dai Black Sabbath. Per il suo esordio da solista, l'anno successivo, il Madman recluta un giovane virtuoso della sei corde, il californiano Rhandy Rhoads, autore fino a quel momento di due albums con i Quiet Riot passati pressochè inosservati. Per la sezione ritmica la scelta cade sul bassista Bob Daisley (ex-Rainbow) e sul batterista Lee Kerslake (ex-Uriah Heep).Con l'ausilio del tastierista Don Airey la formazione è completa.