10/12/19


Ed eccoci, come sempre, alla consueta top 10 di fine anno dove vi elenco i dischi che ho più apprezzato durante, appunto, l'ultimo anno.

In realtà mi aspettavo molto di più dal 2019: diversi album mi hanno deluso (Dream Theater, Alter bridge, Bryan Adams tra tutti), altri che dovevano uscire ma anzi no (Pearl jam, Annihilator, Megadeth, Skid row) e altri che dovevano essere i dischi della vita nelle dichiarazioni ma che in realtà sono stati solo dischi "onesti" (vedi settima posizione in classifica). In compenso, qualche bella sorpresa. Ah, prima di cominciare sappiate che potete cliccare sul titolo del disco per la relativa recensione.

Adesso cominciamo per davvero.


10) Stereophonics - Kind 
Gran bel ritorno per gli Stereophonics (dopo qualche disco un po' così così e addirittura dopo pensieri di scioglimento) con questo Kind dai toni rilassati e realizzato con grande qualità e maturitá. Non pensavo l'avrei ascoltato così tanto, invece beccatevelo in questa classifica.



9) The Darkness - Easter is cancelled
Tutta la follia dei fratelli Hawkins (ma soprattutto del mitico bassista Frankie) in questo Easter is cancelled, che possiede tracce davvero ispiratissime che rappresentano al meglio la band. Peccato per qualche "riempitivo" di troppo, altrimenti lo avremmo sicuramente trovato in una posizione molto più in alta in classifica, ma ci accontentiamo.


8) Beth Hart - War In My Mind
Boh, ho letto nelle discussioni dei fan di Beth Hart che questo disco non è stato particolarmente apprezzato, ma io ho finito con l'ascoltarlo moltissime volte. Alcune tracce (vedi title track) sono stupende e ascoltate in cuffia ad alto volume sono una goduria.


7) Avantasia - Moonglow
Ecco la settima posizione di cui accennavo in apertura. La solita qualità Avantasia, quella é assicurata, basta guardare la line up, ma dalle dichiarazioni del mastermind Tobias Sammet, sembrava dovesse essere l'album della vita. Invece, onestamente, gli preferisco i due precedenti. Rimane un gran bel disco, sia ben chiaro, avercene album cosí...


6) Helloween - United alive in Madrid
Se nel tour del gruppo sopra non ho potuto vedere all'opera Michael Kiske è perchè era impegnato al tour di reunion con la sua band madre, gli Helloween. Sono andato al concerto di Londra (molto simile a questo di Madrid in quanto scaletta, cliccate per la recensione) e mi sono divertito un sacco. Questo è un live che i fan delle zucche aspettavano da una ventina d'anni. Speriamo nel disco nuovo, adesso.



5) Skunk Anansie - 25LIVE@25
Ecco un altro live che aspettavo da tempo, quello degli Skunk Anansie. C'era già un live in acustico presente nella loro discografia, ma una sorta di live "celebrativo" a tutti gli effetti mancava, eccome. Realizzato per il venticinquesimo compleanno della band, dà perfettamente l'idea di come sia straordinaria questa band in sede live. Ascolto obbligato per tutti i fan.



4) D-A-D – A Prayer For The Loud
La band danese non è mai arrivata al grandissimo successo ma continua a sfornare dischi più che dignitosi. Anzi, sapete che vi dico? Questo è uno dei dischi più riusciti della loro discografia. Ecco, l'ho detto. Sono andato alla relativa data del tour (clicca per la recensione) e le canzoni di A prayer for the loud suonano fantastiche in sede live.


3) The Neal Morse Band - The Great Adventure
Il successore di The similitude of a dream ha la stessa qualità del suo predecessore, ma alla lunga distanza ho finito con l'ascoltarlo meno del precedente, probabilmente per l'effetto sorpresa svanito e per una ripetitività (se così possiamo definirla) di fondo. Rimane un album realizzato e suonato immensamente. Realizzare due dischi doppi in cosí poco tempo é una follia che solo Neal Morse poteva fare. Sì, c'è Mike Portnoy alla batteria, un altro instancabile.



2) Flying Colors – Third Degree
Anche qui c'è Mike Portnoy alla batteria. Aspettavo al varco questo terzo disco dei Flying colors, dopo la parziale delusione del secondo capitolo (a parte qualche canzone stupenda). Anche Third degree non ha la magia del debut (per me forse irriproducibile), ma questo è un album con i fiocchi e l'ho ascoltato davvero un sacco. Anche la copertina é parecchio bella, forse sono solo attratto dal blu, mio colore preferito, non saprei.



1) Sascha Paeth`s Masters Of Ceremony - Signs of Wings (2019)
Un album che non mi aspettavo mi avrebbe colpito così tanto e che invece ho finito per ascoltare ininterrottamente, grazie ad una eccezionale Adrienne Cowan che ci fa vedere con che piglio si dovrebbe cantare. Niente male per un album che é stato commissionato dall'etichetta e che non é nato spontaneamente. Ci sono delle canzoni clamorosamente belle (Sascha Paeth é uno che sa come si scrive un bel pezzo, vedere Avantasia) e il disco scorre che è un piacere. Mi piacciono persino le parti in "Growl", non devo aggiungere altro. Vi lascio anche il video con il "growl" in questione.