I migliori album del decennio (2010 - 2019)

Ed eccoci ad una di quelle classifiche che potrebbero essere denominate come "la classifica delle classifiche" (ovviamente amplificando ancora di piú la successiva affermazione "le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano"). Insomma, come da titolo, eccoci qui a parlare di quelli che reputo i migliori album del decennio 2010-2019. Ne ho presi in esame 20 perché qualcuno mi ha fatto notare che 10 erano decisamente troppo pochi.

Una classifica che non metterà d'accordo nessuno, ne sono perfettamente consapevole.

Ah, vige la solita regola di un disco per artista, così tutto è più bello e variegato. Cliccando sul titolo del disco accederete alla mia recensione (se presente sul sito).

Cominciamo!

20) Black country communion - Black country communion (2010)
Il primo album del supergruppo composto da Glenn Hughes, Joe Bonamassa, Derek Sherinian e Jason Bonham é tanta roba e contiene pezzi clamorosi. Spesso questi tipi di progetti lasciano un po' interdetti, ma non é il caso di questo qui, che ho avuto anche la fortuna di ammirare dal vivo con Glenn Hughes una forza della natura. Se vuoi sapere come cantare come si deve, ascolta The great divide e capisci tutto. Se non fosse stato per qualche pezzo un po' trascurabile nella seconda metà, sarebbe stato nella primissima parte della classifica.



19) Europe - Walk the earth (2017)
Gli Europe sono uno di quei gruppi che invecchiano così bene che il loro ultimo album da studio é uno dei miei preferiti in assoluto della loro discografia: breve, diretto, vario, a tratti incazzato e suonato con tanta classe.

18) Stone sour - The house of gold and bones Pt 1 (2012)
Qualcuno mi augurerà cose bruttissime se affermo che nella sua interezza é il miglior album realizzato da Corey Taylor? Questo disco ha tutto quello che cerco e scorre che é un piacere, elemento che apprezzo sempre tantissimo (se seguite il blog lo saprete di certo). Meglio il primo capitolo del secondo, ma anche il secondo non se la cava male.

17) Sascha Paeth`s Masters Of Ceremony - Signs of Wings (2019)
Un album che non mi aspettavo mi avrebbe colpito così tanto e che invece ho finito per ascoltare ininterrottamente, grazie ad una eccezionale Adrienne Cowan che ci fa vedere con che piglio si dovrebbe cantare. Sascha Paeth é uno che sa come si scrive un bel pezzo, onore a lui.

16) The darkness - Last of our kind (2015)
Dopo un po' di passi falsi di troppo i The darkness si riscattano con questo ispiratissimo Last of our kind, che li fa rinascere. Ho ascoltato questo disco tanto, tantissimo, forse pure troppo. Dopo il debut, il mio preferito della band, senza alcun dubbio. Follia, ma fatta bene.




15) Rage - The Devil Strikes Again
Ecco un altro album della rinascita. L'instancabile mastermind Peavy Wagner caccia tutti e ricostruisce da 0, per l'ennesima volta, i suoi Rage. E fa ancora una volta centro, ritornando su binari a lui più semplici e congeniali. Alcune tracce rappresentano quelli che sono i Rage al 100%. Uno che raramente sbaglia un colpo, nonostante la prolificitá. Si puo dire prolificitá, vero?

14) Accept - Blind rage (2014)
Disco ignorantissimo e diretto come un treno, grazie ad una produzione granitica e a delle canzoni vincenti. Il toro in copertina (e la opener Stampede) rappresentano in pieno lo spirito di questo Blind rage (beh, anche il titolo é abbastanza esplicativo). Niente male per un gruppo in giro dal 1979.

13) Monster truck - Furiosity (2013)
Raramente sono stato colpito in questo modo da un gruppo sconosciuto. Il bello é che non sono neanche un nostalgico degli anni 70 o delle sonorità Stoner, ma sto disco ha fatto breccia nel mio cuore fin dal primissimo ascolto. Grande band anche dal vivo, l'ho potuta ammirare durante quel tour. Se non sapete chi siano, dovete dargli una chance a tutti i costi.

12) The gentle storm - The diary (2015)
Un disco che non mi sarebbe dovuto piacere (anche qui, non amo troppo il genere) ma che ho finito con l'ascoltare ininterrottamente. Le menti sono quelli  di Arjen Lucassen e di Anneke Van Giersbergen che ci propongono un concept etnico e rilassato in due dischi in versione "con le distorsioni" e "senza distorsioni". Lo sto banalizzando un sacco, ci sono un milione di strumenti interessanti e di atmosfere. Gran disco, gran bella idea (quella dello stesso disco in due versioni) e grandissima classe compositiva.



11) Eddie Vedder - Ukulele songs (2011)
Ecco uno di quei dischi che dopo qualche ascolto non mi ha emozionato o ispirato manco un po,' ma che alla fine ha vinto e si é fatto ascoltare ogni singola mattina per un tempo indefinito. Eddie Vedder ha spesso questo effetto su di me, vince lui (quasi) sempre.

10) Avantasia - Ghostlights (2016)
Non si può rimanere indifferenti di fronte alla varietà e alla qualità del progetto Avantasia del mastermind Tobias Sammet. Se devo scegliere un loro disco di questo decennio (includendo anche gli Edguy, stesso compositore), propendo per questo Ghostlights che vince, anche se non di molto, rispetto agli altri dischi.

9) Mr.Big - What if (2011)
I Mr Big si riuniscono nella loro formazione originale (leggasi: Paul Gilbert é rientrato nella band) e il risultato é uno dei loro migliori dischi della loro carriera e un album che scorre che é una meraviglia fra ballad di alto livello, mid tempos e canzoni che spingono sull'acceleratore (quanto é bella Around the world, a proposito). Uno dei migliori dischi della loro carriera, per quanto mi riguarda. Ok, lo avevo già detto.

8) Sound city - Real to reel (2013)
Quando ci si mette Dave Grohl ne esce sempre qualcosa di interessante. E questo progetto riguarda una registrazione "tra amici" in uno studio analogico, come ai bei vecchi tempi, prima che si finisse a  registrare ognuno da casa propria. Il risultato é un suono straordinario e con qualche canzone/collaborazione da ricordare, tipo quelle con Paul McCartney, Lee Ving e Josh Homme. Ma ci sono davvero un sacco di grandi nomi. Cliccate sul titolo per aprire la recensione e conoscere meglio i dettagli, se siete interessati. Gran progetto.



7) Slash - Apocalyptic Love (2012)
Il primo disco della nuova carriera solista di Slash (con Myles Kennedy a tempo pieno) é una bomba con un sacco di canzoni fantastiche che lo rappresentano in pieno. Se volete il mio parere, il miglior disco, per distacco, della sua carriera solista, anche se non credo sia stato particolarmente apprezzato.

Il vecchio Vincent, in arte Alice, con questo Paranormal da un calcio in culo a tutti e dimostra che la sua classe e la sua ispirazione sono ancora li, a dispetto dell'età. Il disco mi é piaciuto un sacco per suono, varietà e freschezza. Il tutto a quasi 70 anni. Respect.

5) Pain of salvation - In the passing light of day (2017)
Disco che é cresciuto esponenzialmente con gli ascolti e che mi ha ricordato sempre più le atmosfere del mio preferito e amatissimo Remedy Lane. La premiata coppia Daniel Gildenlöw / Ragnar Zolberg é decisamente durata troppo poco (si scioglierà dopo il tour del disco) e rimarrà probabilmente uno dei miei rimpianti. Il mio secondo album preferito degli svedesi.

4) Judas Priest - Firepower (2018)
Una barilata di classe e ignoranza. Come il già citato Alice, ecco altri fuoriclasse che prendono a calci in culo i giovanotti che cercano di imitarli. Firepower, secondo me, nella sua interezza é uno degli album migliori della band. Pezzi magnifici come la title track o altri che vincono solamente leggendo il titolo (vedi Flame thrower, titolo più forse "ignorante" della storia del metal). Giù il cappello. Ah, produzione stellare, che contribuisce all'altissima posizione in questa classica.



3) The Neal Morse band - The similitude of a dream (2016)
Ci sono artisti che ci mettono dieci anni per fare un disco (manco troppo bello) e fanno barche di soldi e altri che sfornano lavori del genere come se niente fosse e non sono manco troppo considerati. Neal Morse (con l'aiuto del sempre fidato Mike Portnoy) sforna un doppio polpettone religioso che dovrei odiare a prescindere ma che invece giudico di una bellezza straordinaria, nonostante la durata. Uscirà anche un seguito, come se niente fosse, molto bello anch'esso. Lunga vita a Neal Morse e a tutti i musicisti come lui, basta a chi va in tour infiniti campando solamente su materiale di 30 anni prima.

2) Flying colors - Flying colors (2012)
Uno straordinario mix di Pop, Prog e Metal in questo esordio del supergruppo di Neal Morse, Mike Portnoy, Dave La Rue, Steve Morse e Casey McPherson. La band ci ha regalato, fino a questo momento 3 ottimi album (é il mio gruppo preferito di Portnoy), ma il debut é di gran lunga il mio preferito perché riesce a rimanere a metà tra tutti i generi e lo trovo di una straordinaria unicità.

1) Foo Fighters - Wasting light (2011)
Giù il cappello per questo lavoro registrato nel garage di Dave Grohl (a proposito, guardate il relativo documentario che é fantastico): Wasting light, un lavoro semplice ma intensissimo, con un Pat Smear di nuovo nella band e con un suono ancora una volta straordinario (Dave evidentemente ci tiene). La cosa strana del disco è che parte un po' in sordina e cresce fantasticamente con il suo scorrere, le migliori canzoni sono tutte nella seconda metà (elemento non troppo frequente nei dischi). I Should have known é una canzone di un'intensità rarissima.  

Given To Rock é un blog dedicato al Rock e alla musica Hard N'Heavy. Ideatore e principale scrittore (ma senza mai prendersi troppo sul serio) é Giovanni Gagliano, musicista residente a Londra.