30/12/18

Ascolti di dicembre 2018

Ed eccoci al consueto appuntamento mensire che riguarda quello che ho ascoltato piú o meno intensamente durante il mese, l'ultimo del 2018.

Quest'anno come uscite da studio non é stato eccezzionale, ma devo ammettere che sono usciti un sacco di bellissimi live album: qui sotto, fra i miei ascolti assidui, trovate quello degli Accept con tanto di orchestra al seguito, quello alla Royal Albert Hall di Beth Hart cosí come quello degli Steelheart registrato in quel di Milano (anche se quest'ultimo non passerá certo alla storia, onestamente). Ah, parlando sempre di live, se apprezzate Steven Wilson tuffatevi tranquillamente nel suo nuovo live (sempre alla Royal Albert Hall).

A parte i live ho ascoltato molto la bella raccolta dei Def Leppard, The story so far, il nuovo album creato da Jason Becker (se conoscete la sua storia sapete perché ho usato la parola "creato"), su consiglio trovate fra i miei ascolti anche l'ultimo dei Seventh Wonder, poi un vecchio album dei grandissimi Rush e ancora l'album di Anneke copia-incolla, che in realtá é un disco quasi pop, ma di gran gusto, secondo me.

E voi? Cosa avete ascoltato?


29/12/18

L'angolo brutale: Dismember

A cura di Simone Riccobono

Oggi voglio parlarvi dei Dismember, un gruppo svedese estremo che si ė formato a fine anni ottanta, anni in cui il Death Metal e sottogeneri estremi vari cominciavano a prendere forma alla grande.

Questi ragazzacci hanno capito tutto dalla vita: nel 1991 debuttano con un album storico, pazzesco, uno dei migliori del genere, riconoscendo però che le registrazioni del suddetto album non erano di qualitá eccelsa. Il disco é composto da melodie cattive che peró riescono anche a dare respiro all'ascoltatore, condito anche con assoli anch'essi melodici, con delle sonoritá che ci fanno intuire che si sta ascoltando un gruppo proveniente dalle regioni balcaniche, tutto questo tenendo a mendo che il metal estremo melodico é stato inventato una band inglese che porta il nome "Carcass" nel 1993, nello specifico con il disco Heartwork.

Ritornando ai Dismember... Il gruppo sfortunamente non ha avuto il successo che avrebbe forse meritato, a differenza di alcuni gruppi estremi come ad esempio i Death, i Morbid Angel o Obituary.  Sono conosciuti da una nicchia di persone, quindi solo per intenditori. Purtroppo il gruppo si ė sciolto, probabilmente anche per questo motivo.

Questo discorso mi fa venire in mente un'altra band "estrema" ovvero i Possessed (loro peró sono ancora in attività) importantissimi per il Death Metal: nella seconda metà degli anni ottanta era difficile trovare un gruppo cosí, artefice di solamente due dischi, rispettivamente usciti nel 1985 e nel 1986. Anche loro senza il successo che probabilmente avrebbero meritato, proprio come i Dismember.

Volevo chiudere facendo un appunto: ormai in questi anni il metal ė ridotto male e una delle cause, secondo me, sta nel fatto che adesso si fa a gara chi fa musica più brutale. E' quasi una gara a chi ė più veloce o tecnico a suonare la chitarra rovinando così il tutto. Ma, per fortuna, non sono tutti così, c'ė chi ancora ci mette passione in quello che fa. Preciso che in questa musica ci vuole testa e soprattutto una vagonata di idee, ad esempio in questa traccia DVD di un live nel 2009 la canzone non ė per niente semplice, ci sono numerosi cambi di tempo e da studio la canzone ha una registrazione decisamente scarna, che rende ancora piú difficile la sua memorizzazione.

Beati gli anni passati e la musica vecchia scuola.

 

27/12/18

Le mie canzoni: Desert train

Oggi vi do qualche informazione random su quella che é la title track del mio ultimo album, Desert train. Ormai comincio a farmi vecchio e le mie insofferenze (spesso solo parzialmente giustificate) aumentano di anno in anno ed escono fuori in quasi ogni mio testo.

Se volete sapere di cosa mi lamento in questa canzone, dovete cliccare play per scoprirlo.
Vi dico solo che ultimamente sono andato ad un open mic e dopo aver cantato questa canzone il presentatore ha detto che di testi ne ha sentiti, ma mai che parlassero di questo. Insomma, i miei lamenti sono unici.

21/12/18

Le delusioni del 2018

Dopo aver stilato la classifica delle 10 migliori canzoni e dei 10 migliori album (cliccate sui rispettivi link, se ve le siete perse e ci tenete) dell'anno in corso, beccatevi anche qualche parola su qualche album che non mi ha lasciato, diciamo cosí, molto contento.

Non mancate di farmi sapere i vostri pareri e quali sono stati gli album che vi hanno deluso di piú durante questo 2018.vDi seguito trovate i miei:

Muse- Simulation Theory
Il gruppo di Matt Bellamy esce parecchio dal seminato e ci propone una musica per palati (molto) differenti. Sicuramente un palato che non é il mio, dato che non voglio riascoltare l'album in questione manco per sbaglio. Ho fatto una recensione decisamente negativa e pensavo di prendermi solo insulti, invece la maggior parte dei commenti supportava le mie opinioni, segno che la svolta non é stata molto apprezzata dal grande pubblico (a parte i sostenitori accaniti della band).
Matt, tornate a fare rock che é la cosa che vi riesce meglio, ascoltami.



Metal allegiance -Vol II
Strano che metta ina sorta di classifica flop un album/progetto del mio amato Mike Portnoy, ma giudico questo volume II dei Metal Allegiance abbastanza anonimo e vuoto, soprattutto per la portata degli ospiti presenti. Tutto suona bene e potente, per caritá, ma non molto ispirato alle mie orecchie, al contrario del primo volume dove c'erano pezzi veramente degni di nota. Mi aspettavo decisamente di piú, mettiamola cosí.

Stone temple pilots - Stone temple pilots
Lo sapete, non c'é niente che odio di piú del copiare spudoratamente qualcun altro.
Gli Stone temple pilots si prendono anni e anni per la ricerca di un cantante (pure io ho mandato la mia demo, fra le altre cose, sappiatelo) e per la realizzazione di un nuovo disco, per spuntare alla fine con un clone di Scott Weiland e con canzoni che non sono manco tutto sto granché. Forse sono solamente incazzato perché non mi hanno scelto?

Greta Van Fleet - Anthem of the Peaceful Army
Vedi sopra. Chi sono questi ragazzini di cui si sta parlando un gran bene? Premo play e... aspetta ma ho messo per sbaglio un disco dei Led Zeppelin? No, sono i Greta Van Fleet, una band di ragazzini molto dotati ma che per adesso suona come una cosa che non voglio ascoltare, ovvero dei cloni. Se voglio ascoltare questo tipo di musica, vado ad ascoltare gli originali, mica questi qui. Con la speranza che in futuro possano trovare la loro strada e proporci della musica "originale", perché le potenzialitá ci sono eccome.

Machine head - Catharsis
In realtá doveva essere un album tremendo, perlomeno dopo l'ascolto del singolo Bastards (cliccate sul titolo se volete vedere la mia reazione in tempo reale), in realtá é "solamente" un disco brutto e un disco che ha segnato la fine di un'epoca, in quanto tutti i componenti sono fuggiti via a gambe levate dopo il risultato di una gestione discutibile della band da parte del padre-padrone Rob Flynn. Tranquilli, il nostro Rob ha annunciato che i Machine head non si scioglieranno ma continueranno con altri componenti. Siete contenti? Io non lo so, in realtá.

Toh, vi lascio una delle canzoni piú brutte mai realizzate al mondo,

19/12/18

Top 10: Album 2018

Ed eccoci arrivati alla consueta classifica di fine anno, con le mie preferenze del 2018. 
Vi ho chiesto se preferivate il formato video a quello scritto e avete scelto questo, quindi beccatevi il video. In compenso, per chi ha votato il formato scritto potete dare un'occhiata alla top 10 sulle singole canzoni dell'anno in corso. (se ve la siete persa potete recuperare cliccando qui senza paura

Tornando a noi, onestamente il 2018, a parte un paio di cose, non é stato un grandissimo anno ma il prossimo anno promette piú che bene. 

Chi ci sará al numero 1? Avete dubbi? Non mancate di farmi sapere le vostre opinioni e qual é stato il vostro album preferito dell'anno in corso. Ora potete cliccare sul video con la mia classica espressione sveglia e intelligente.


18/12/18

La scheda - Lights out



- GENERE
Punk Rock

- LINE UP ATTUALE
Walter Bosetti – Voce e Chitarra
Riccardo Franzini – Basso
Francesco Trebbi – Chitarra
Stefano Caniati - Batteria

- ALBUM/ EP/ DEMO ALL'ATTIVO
Older and Louder – Full lenght album – 2014
AA/VV Italian Punk Goes Acoustic vol. 2 (Train – Cover LagWagon)
AA/VV Italian Punk Goes Acoustic vol. 3 (I Know Huh? - Cover Vandals)
Rotten Stramorten – Full lenght album - 2018

- INFLUENZE
NOFX, LagWagon, Millencolin, Vandals, Ataris, Rancid, Alkaline Trio

- DI COSA PARLANO I TESTI
I testi parlano di esperienze personali sia banalmente quotidiane che liricamente poetiche, come la signora alla cassa del supermercato o un astronave di aliene che ci viene a conoscere o amarcord degli anni 80…

- ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Di solito ci ricordiamo poco delle serate ma crediamo che siano tutte indimenticabili.

- UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
I nostri concerti sono pieni di bizzarrie, anche a causa dell’alcool che scorre tra noi e gli spettatori, ma uno dei più divertenti è stato quando suonando in una piazza ci siamo trovati un gruppo di bambini scatenati che hanno invaso il palco cercando di rubarci la scena.

- I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
No Substance dei Bad Religion, Fever To Tell degli Yeah Yeah Yeahs, Hysteria dei Def Leppard, Ass Cobra dei Turbonegro e una miliardata di altri

- CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Non crediamo di essere gli unici ma al momento abbiamo incontrato solo tre persone che dicono di averlo apprezzato ed è Cellscape dei Melt Banana, band giapponese pazzissima, che ad ogni ascolto ci prende sempre di più.

- UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Angus Young, sembra proprio un simpaticone.

- COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIU' IMPORTANTE DEL PIANETA
Tutta la birra che ci può stare stipata nel camerino e un bel cesto di frutta fresca...Quella cosa che le band chiedono, il cesto di frutta nel backstage, l'abbiamo sempre trovata un'ottima idea...
 

17/12/18

Top 10: Duetti

Oggi sono qui per proporvi una top 10 con qualche duetto interessante del mondo rock/metal, qualcuno me l'ha richiesta ed eccomi qui a proporvela. Credo che qualche canzone presente in questa "classifica" potreste anche non conoscerla, questo potrebbe essere un buon motivo per guardare il video.

Come al solito, non mancate di farmi sapere le vostre opinioni aggiungendo anche quale duetto avrei dovuto inserire e che ho clamorosamente mancato.

Ok, beccatevi il video, adesso

16/12/18

Le migliori canzoni del 2018

Ed eccoci alla consueta classifica di fine anno riguardante quelle che sono state le canzoni migliori di questo 2018, perlomeno secondo il sottoscritto. Prendetela con le pinze, come sempre.

Come nelle altre classifiche, se volete ascoltare la canzone in questione ma non vedete il video, potete cliccare sul titolo e vi si aprirá (spero) in un'altra finestra. Se non sará cosí scrivetemi che mi vado a lamentare con Google. Non mancate neanche di farmi sapere le vostre opinioni e le vostre preferite.

Cominciamo.

10) Rats - Ghost 
Non sará musica per duri e puri, ma questa combo audio - video l'ho apprezzata parecchio. Ci sono un bel po' di soldi spesi dietro (sia nel video che nell'audio) ed il risultato é veramente ottimo. Ci avevo fatto anche un "primo ascolto" ma YouTube mi ha sapientemente censurato il video.



9) This time - The night flight orchestra
In realtá il nuovo album dei The night flight orchestra non mi ha soddisfatto come il precedente, ma qualche canzone che mi trascina l'ho trovata. Beccatevi questa This time, ancora una volta piena di energia e di atmosfere retró.

8) Solara - The smashing pumpkins
Il 2018 ha visto il discreto ritorno sulle scene di Billy Corgan e dei suoi Smashing Pumpkins. Il disco (volevo scrivere il titolo, ma se lo conoscete capite perché non lo faccio) non passerá alla storia come il miglior ritorno del mondo ma qualche cosa di interessante c'é, come questa Solara. Ho trovato una versione live e vi propongo questa.



7) We are nothing - Witherfall 
Ho letto recensioni mirabolanti di questo disco dappertutto. In realtá il disco, nella sua interezza, non é riuscito ad appassionarmi (nonostante tantissimi ascolti), ma giudico qualche canzone davvero notevole, vedi questa lunghissima, incazzata e intricatissima We are nothing.

6) Magic mirror - Angra
Causa cambi di formazione e un progetto attualmente un po' confuso, gli Angra sono in parabola discendente. Non me ne vogliano, eh. Detto questo, sono ancora capaci di regalarci grandi canzoni come questa Magic Mirror. Gli affezionati della band (come il sottoscritto) non potranno che apprezzare.

5) The one you loved is gone - Slash
Ballatona vecchia maniera (ma con grafica modernissima, forse pure troppo) per il riccioluto chitarrista Slash, ancora molto amato dal grande pubblico. Secondo me una delle migliori canzoni in assoluto e forse la migliore ballad della sua carriera da solista: praticamente perfetta in tutti i suoi aspetti, grazie anche a Myles Kennedy, che gioca un ruolo fondamentale.



4) A dying machine - Tremonti
L'ex ministro dell'economia (la battuta comincia a farsi davvero vecchia, sono il primo a riconoscerlo) é un compositore instancabile, un chitarrista formidabile e adesso é diventato anche un bravissimo cantante. Questa canzone secondo me é quanto di meglio puó proporci, sia dal punto di vista compositivo che dell'esecuzione.

3) Myles Kennedy - The Great Beyond
Mi sto accorgendo che questa classifica si sta componendo di personaggi che hanno a che fare l'uno con l'altro. Vabbé... Riguardo questa canzone: non ho adorato il disco solista di Myles, ma ho trovato qualche canzone veramente notevole. Questa The great beyond, per esempio, é interessantissima per scrittura, suoni e composizione. Gran canzone, insomma. Bello anche il video con riprese random, gustatevelo.



2) Lady Gaga - I'll never love again
Ok, so che perderó diversi lettori per questa...
Volete sapere perché questa canzone sta in questa classifica? Tre motivi:
1) Penso sia una canzone straordinaria, ma proprio straordinaria straordinaria.
2) Piace un sacco anche a Mike Portnoy.
3) Non penso sia cosí sbagliato catalogarla come una rock ballad: la batteria, nel suo operato minimale, ha un suono molto deciso e nella seconda parte ci sono delle (timide) chitarre distorte. Inoltre, la colonna sonora dalla quale é presa, ha un sacco di Rock, blues, country. Insomma, secondo me é a tema. Non odiatemi troppo. (Sono riuscito a giustificarmi?)

1) Firepower - Judas priest
Questi hanno superato l'etá dalla pensione da un pezzo e guardate che razza di canzoni riescono a tirare fuori. Pare siano riusciti ad usare la macchina del tempo per la realizzazione di Firepower (inteso come canzone e come album).
Hey, Rob (Halford), se hai trovato la macchina del tempo, per favore fammi sapere che torno indietro per cambiare un po' di cose. Vaccate a parte, gustatevi questo concentrato di Heavy metal.

13/12/18

Primo ascolto: Avantasia - The raven child

Primo ascolto lunghissimo per questo nuovo singolo degli Avantasia di Tobias Sammet.

Per l'album purtroppo dovremmo aspettare ancora un paio di mesi, ma possiamo gustarci in anticipo questa The raven child che... Anzi no, non farò commenti sulla canzone, dovrete guardarvi il lunghissimo video per sapere come la penso. La mia faccia però difficilmente mente.

Vi lascio la tracklist a fondo pagina (a proposito, mi ero sbagliato sul fatto che questa fosse l'opener del disco).


Tracklist:
01. Ghost In The Moon
02. Book Of Shallows 
03. Moonglow 
04. The Raven Child 
05. Starlight 
06. Invincible 
07. Alchemy 
08. The Piper At The Gates Of Dawn 
09. Lavender 
10. Requiem For A Dream 
11. Maniac

11/12/18

Cosa uscirá nel 2019

Dato che ho accennato in tantissime occasioni delle mie aspettative riguardo l'anno che verrá, ho pensato che a questo punto era meglio scriverci proprio qualcosa ad hoc perché, almeno sulla carta, il 2019 sará un anno col botto, ovviamente per quelli che sono i miei gusti.

Quali dischi che non vedo l'ora di ascoltare, quindi?

Il primo, in ordine di uscita, é quello della The Neal Morse band (25 gennaio) che ci propongono il seguito del magnifico The similitude of a dream. Il primo singolo Welcome to the world (clicca per il primo ascolto), promette piú che bene ed era quello che speravo di ascoltare dalla band.

Due altri dischi di cui giá sappiamo la data di uscita sono quelli dei Dream Theater (il 22 di febbraio, clicca qui per il primo ascolto del primo singolo), e degli Avantasia di Tobias Sammet (15 febbraio).
Tobias difficilmente sbaglia dischi (per questo ho giá comprato il biglietto per il tour), soprattutto se consideriamo che ha a disposizione quella qualitá di ospiti, mentre per i Dream Theater la situazione, sempre per quanto mi riguarda, non puó che migliorare dopo quella ciofeca di The Astonishing. Massacratemi pure ma non ritratto "ciofeca".
Il primo singolo Untethered angel non mi é dispiaciuto, potete ascoltarlo nel player sotto, nel caso ve lo siate perso.



Altri due dischi che aspetto con un'impazienza clamorosa ma che non hanno date certe, sono quelli dei Pearl jam (sicuramente la mia band rock preferita in assoluto) e dei Flying colors, che sono a mio parere il miglior progetto di Mike Portnoy dopo i DT. Altre uscite che aspetto con molta curiositá sono i nuovi di Annihilator e Megadeth, dato che credo che i rispettivi ultimi album rappresentino quanto di meglio possano fare attualmente e sono curioso di vedere se possono ripetersi. Spero vivamente di si.

Aggiungo alla lista il non troppo atteso dalle masse nuovo album degli Skid row col nuovo cantante ZP Theart. Non ve ne frega niente, ne sono sicuro, io sono curioso, peró. Non attenderei con troppa impazienza nemmeno l'ultimo Queensryche ma il primo singolo non mi é dispiaciuto e fa ben sperare. Non si sa mai...

Ultimi, non per l'importanza, un album solista di Duff McKagan (bassista dei Guns n' roses) e un live acustico dei Metallica. Occhio anche al nuovo degli Slipknot che pare sia un concept album.

Ah, edit dell'ultim'ora: mi ero dimenticato anche i nuovi The Darkness e Bryan Adams.

Voi quale disco aspettate con impazienza?

10/12/18

L'angolo brutale: Children of Bodom - Under Grass And Clover

A cura di Simone Riccobono

Nuovo singolo dei Finlandesi Children Of Bodom tratto dal decimo album Hedex, in uscita per la label Nuclear Blast l'8 Marzo 2019.

Partiamo dal principio, il leader cantante - chitarrista Alexi Laiho ha dichiarato che questo lavoro sarà un ritorno dei COB più portentosi e, mentre "Under Grass And Clover" era in fase di scrittura, ė subito diventata una delle sue canzoni preferite: veloce, melodica, oscura, pesante e a tratti breve e dolce. Suddetta dichiarazione ha smosso un po' gli animi dei fan, che si si sono indignati pensando che il pezzo sia assolutamente da cancellare nella storia del gruppo, che si aspettavano un ritorno con chitarre più pesanti come avevano fatto con Are You Dead Yet? o che volevano i Children Of Bodom dei primi album.

Qui metto subito le mani avanti dicendo: "de gustibus"... Ma ora vi dirò la mia personale opinione.

Sappiamo bene che quando una band o artista ha avuto successo, la maggior parte delle volte si dicono cose non vere sulla nuova musica che andremo ad ascoltare, questo ė nella maggior parte dei casi solamente un gesto per attirare più l'attenzione sui fan per invogliarli all'ascolto o all'eventuale acquisto. Allo stato attuale delle cose non si sa ancora bene se Alexi Laiho abbia mentito, si dovrá verificare con certezza quando uscirà il nuovo album.

Descrivendo il nuovo singolo, mi ricorda le atmosfere di "Needled 24/7" soprattutto nelle strofe un po' filtrate insieme a quel pizzico di tastiere in sottofondo. Pensando a tutto ciò, non ho potuto fare altro che apprezzare questo nuovo singolo anche, nonostante le perplessitá iniziali e il fatto che non arrivi ai livelli di quella canzone del 2008, neanche lontanamente.

Vi spiego il perché: in Needled 24/7 c'era maggiore tecnica e maggiore varietá di composizione, con con delle melodie fantastiche sia negli assoli di chitarra che nelle tastiere. In questa Under Grass And Clover sembra essersi dimezzato il songwriting, francamente mi aspettavo di più. Il pezzo scorre bene, certo, la voce di Alexi ė sempre affilata e non perde mai colpi, i riff taglienti di stampo melodico ci sono sempre, ma meno rispetto al passato, e il ritornello é bello che nascosto, ma ottimo.

Nulla da dire anche sulle tastiere, sempre ottime, al punto giusto e secondo me mai troppo invasive. Qualche coro messo qua e la, per rendere il tutto più epico e per poterci scatenare al concerto, gli assoli di chitarra che non lasciano, come sempre, nulla da dire e con l'aggiunta di un tapping non fa altro che renderci felici. Da quel punto di vista non sbagliano davvero mai.

Voi adesso, anche giustamente, vi state domandando "dove sta il problema?" Il problema sta nel fatto che mi ho la sensazione che potevano aggiungere qualcosa in più al brano. Non sto affatto sminuendo Alexi Laiho, ma é proprio perché conosco il musicista in questione che mi aspettavo maggior fantasia, ma, pensandoci bene, magari hanno solamente voluto tirarci in pasto un assaggio del nuovo album, dandoci qualcosa di easy- listening.

Alla fine ė solo un singolo non c'ė da allarmarsi troppo, soprattutto se conoscete almeno un pochino la band in questione. Speriamo bene.


07/12/18

Primo ascolto: Dream theater - Untethered Angel

Ed eccoci qua, con un primo ascolto di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto, i Dream Theater.
Come (forse) saprete, ho odiato profondamente l'ultimo The Astonishing (clicca qui se vuoi ascoltare una lunga e tediosa recensione) quindi sono molto positivo riguardo questo nuovo album che si chiamerá Distance over time e uscirá il 22 febbraio.

Perché sono positivo? Perché penso che sará difficile fare peggio dell'ultimo, solo per questo.

Sará cosí? Scopritelo cliccando play sul video sotto, nel frattempo vi lascio anche la tracklist che, se notate, é estremamente snella rispetto agli standard della band. Pensate che la canzone piú lunga dura 9 minuti. Vabbé, vi lascio al video e aspetto i vostri commenti. 


Tracklist:
1. Untethered Angel (6:14)
2. Paralyzed (4:17) 
3. Fall Into The Light (7:04) 
4. Barstool Warrior (6:43) 
5. Room 137 (4:23) 
6. S2N (6:21) 
7. At Wit’s End (9:20) 
8. Out Of Reach (4:04) 
9. Pale Blue Dot (8:25) 
10. Viper King (4:00) (Bonus)

06/12/18

Primo ascolto: The Neal Morse band - Welcome to the world

Ecco uno dei tantissimi dischi che usciranno nel 2019 e che sto aspettando con estrema impazienza.

Come saprete se seguite il blog, ho apprezzato moltissimo il concept album The similitude of a dream della The Neal Morse band che mi ha portato ad intervistare il mitico Mike Portnoy e ad assistere al bellissimo concerto alla 02 di Islington, ovviamente a Londra (se cliccate sui link colorati vi si apriranno le pagine come per magia)

Tornando a noi, ecco il primo ascolto del nuovo singolo che porta il titolo di Welcome to the world. Nel video sottostante vi le mie impressioni in tempo reale.

Di seguito vi lascio anche la lunga tracklist di quello che sará ancora una volta un doppio CD, in uscita il 25 di gennaio.


Act I:

Chapter 1 (12:50)
1. Overture
2. The Dream Isn’t Over

Chapter 2 (23:48)
3. Welcome To The World
4. A Momentary Change
5. Dark Melody
6. I Got To Run
7. To The River

Chapter 3 (17:59)
8. The Great Adventure
9. Venture In Black
10. Hey Ho Let’s Go
11. Beyond The Borders

Act II:

Chapter 4 (18:13)
1. Overture 2
2. Long Ago
3. The Dream Continues
4. Fighting With Destiny
5. Vanity Fair

Chapter 5 (30:57)
6. Welcome To The World 2
7. The Element Of Fear
8. Child Of Wonder
9. The Great Despair
10. Freedom Calling
11. A Love That Never Dies

05/12/18

Recensione: The Story So Far: The Best Of Def Leppard (2018)


Non sono un grande fan dei Def Leppard (a causa del loro sound secondo me troppo patinato) ma questa é davvero una bella raccolta, a partire dalla bella ed essenziale copertina che vedete qui sopra.

The story so far rappresenta, da profano, il meglio della band inglese con qualche bella sorpresa (perlomeno per me, che non conosco l'intera discografia della band) nel secondo CD. A scanso di equivoci sappiate che non mi riferisco alla trascurabile We all need Christmas che abbiamo ascoltato insieme di recente, quella la troverete (fortunatamente, per quanto mi riguarda) solo nell'edizione in vinile. 

L'edizione che si trova sulle piattaforme digitali é quella a 2-CD, ma se volete, trovate pure l'edizione CD singolo, con quella che é la selezione essenziale della band: le varie Animal, Pour Some sugar on me, Let's get rocked, Love bites, Hysteria, Rock of ages e compagnia bella ci sono tutte, completate da una cover secondo me molto riuscita di un pezzo dei Depeche Mode, Personal Jesus. Tutte le canzoni del primo disco non hanno bisogno di presentazioni in quanto veri e propri capisaldi della band britannica. C'é anche una canzone che ho sempre apprezzato un sacco e originariamente presente nella colonna sonora del film Last action hero, ovvero l'interamente acustica Two steps behind. Tra l'altro vi consiglio di procurarvi l'itera colonna sonora, dato che ci sono.

Torniamo a noi: nel secondo disco troviamo materiale prevalentemente della seconda parte di carriera e proveniente da pubblicazioni come Mirror ball e Slang e, lo ripeto per l'ennesima volta in poche righe, non essendo un fan della band ci sono tanti titoli che mi risultavano sconosciuti.
Mi sono quindi goduto per la prima volta pezzi che mi hanno catturato subito come Now e Undefeated, solo per citarne due, mentre conoscevo bene quelle presenti nell'album omonimo del 2015, Let's go e Man enough.

In conclusione non posso fare altro che consigliare a tutti questo The Story So Far: The Best Of Def Leppard in quanto rappresenta al meglio quella che é stata la carriera della band fino a questo momento (come recita il titolo).

Vi lascio con il video della canzone che ho scoperto grazie a questa raccolta (con Joe Elliot vestito alla Kurt Cobain) e la lunghissima tracklist, a fondo pagina.



Disc: 1
1. Animal
2. Photograph
3. Pour Some Sugar On Me
4. Love Bites
5. Let’s Get Rocked
6. Armageddon It
7. Foolin’
8. Two Steps Behind
9. Heaven Is
10. Rocket
11. Hysteria
12. Have You Ever Needed Someone So Bad
13. Make Love Like a Man
14. Action
15. When Love & Hate Collide
16. Rock of Ages
17. Personal Jesus

Disc: 2
1. Let’s Go
2. Promises
3. Slang
4. Bringin’ On the Heartbreak
5. Rock On (Radio Remix)
6. Nine Lives (Feat. Tim McGraw) – Def Leppard, Tim McGraw
7. Work It Out
8. Stand Up
9. Dangerous
10. Now
11. Undefeated
12. Tonight
13. C’mon C’mon
14. Man Enough
15. No Matter What
16. All I Want Is Everything
17. It’s All About Believing
18. Kings of the World

04/12/18

L'angolo brutale: Kreator

A cura di Simone Riccobono

I Kreator tornano alla ribalta nel 2001 con il decimo album in studio intitolato "Violent Revolution", primo lavoro post 2000 della band Tedesca che segna il ritorno al sound Thrash Metal incazzato, che accontentó molti fan dopo due album sperimentali di industrial/gothic di metà anni novanta (e che ne aveva delusi altrettanti).

Mille Petrozza, pensate, di origini di Catanzaro, ritornò al sound che gli ha resi storici nel metal e soprattutto in Germania, come da quelle parti sanno ben fare: Thrash molto più cattivo rispetto agli Americani, suonato con furia e velocità. Se devo trovare degli elementi di novità, la voce di Mille non ė più come una volta, non sputa veleno e rabbia come quando era sulla fascia dei vent'anni e nello specifico con "Pleasure To Kill" del 1986, bensí la troviamo molto rauca e acida, ma gioco forza l'etá si fa sentire anche per il nostro zietto Petrozza.

Un'altra novità sta proprio nella musica: la band ci propone molte melodie, non aspettatevi più riff cattivi e misantropi come quelli dei vecchi tempi, senza melodia e dritti al sodo senza un briciolo di pietà. I riff sono sempre cattivi, certo, ma con una vena molto melodica che crea un'atmosfera battagliera ma che concede anche dei momenti di respiro. Il motivo di questo "cambiamento" sta nel nuovo entrato, il chitarrista Finlandese "Sami Yili-Sirniö" che donó ai Kreator l'epicitá tipica delle terre Scandinave. Se devo recensire la canzone in sė, voglio subito dirvi che a primo impatto non mi aveva catturato per niente, questa voglia stanca di ritornare al vecchio Thrash all'inizio mi sembrava piú un ritorno tanto per accontentare i fan e per allungare la loro discografia, ma dopo vari ascolti e tentativi mi ha catturato.

Questa introduzione di batteria e questa melodia mi prendono fin da subito, molto piacevole é l'assolino di Mille con tanto di tapping, con un ritornello da cantare a squarciagola al concerto, come se fossimo in un film del "Principe di Persia". Parliamoci chiaro, il riff non ė niente di esaltante, mi sa un pó di scolastico, ma funziona alla grande.

Buon ascolto.

30/11/18

Top 10: Metallica

Eccovi, anche in versione video, anche la top 10 dedicata ai Metallica. La scelta é rimasta la stessa rispetto a quella che avevo fatto in versione "scritta" qualche anno fa.

Insomma, beccatevi quelle che sono le mie dieci canzoni preferite dei 4 horsemen e scusate per il solito errore di dimenticanza (questa volta é alla numero 9).

Non mancate di farmi sapere le vostre opinioni, anche se credo che grosso modo (dico grosso modo) le top 10 sui Metallica abbiano scelte abbastanza condivise e obbligate. Mi sbaglio?

29/11/18

Ascolti di novembre

Novembre ricco di uscite e ricco di nuovi ascolti.

Nella lista qui sotto troverete un sacco di roba che ho recensito recentemente, tipo l'ultimo bellissimo live con l'orchestra degli Accept, la mega antologia di Chris Cornell, il discreto ritorno degli Smashing pumpkins, il nuovo disco acustico di Blaze Bayley e anche l'ultima ciof, ehm... fatica dei Muse.

Ho letto recensioni entusiaste del nuovo disco dei Witherfall, a prelude to sorrow e l'ho ascoltato un sacco di volte, ma veramente tante. L'ho trovato veramente interessante sotto un sacco di punti di vista, ma alla fine non mi ha preso. Ma posso capire perché molti pensano sia il disco dell'anno. Gusti, come sempre e come dico sempre.

Poi ho ascoltato molto anche l'ultimo, piú bizzarro del solito, album dei Tenacious D, Post - Apocalypto, e album a caso dal passato di Anneke Van Giersbergen e di John Norum. Non me ne vogliate, ma continuo ad ascoltare A star is born di Lady Gaga e Bradley Cooper.

Voi cosa avete ascoltato?

28/11/18

Le mie cantanti Rock preferite

Oggi volevo parlarvi brevemente di voci femminili nel rock e di quelle che sono le mie preferenze.

Pur apprezzando tantissime cose qui e li, non posso certo dire di essere un fan accanito di come la voce femminile si sposi con le sonoritá Rock. Ci sono delle eccezioni peró, cioè esponenti del gentil sesso (si fa per dire) che mi emozionano un sacco.

Anzi, aspettate. Invece di partire in quarta, faccio prima qualche citazione d'obbligo per voci che apprezzo molto come Janis Joplin, Alanis Morissette, Tina turner, Anastacia, la nostrana Elisa (degli esordi) alle quali aggiungo una Lady Gaga che sto molto rivalutando (quando non canta quelle canzoncine del cavolo, sia chiaro). Ah, tra le altre cose, proprio nel momento in cui scrivo, sto ascoltando un bell'album di Anneke Van giersbergen. Spero la conosciate.

A parte questi nomi ci saranno sicuramente un sacco di cantanti che sto dimenticando, oltre al fatto che ci sono un sacco di altre voci che apprezzo ma che col Rock non c'entrano molto e che quindi non citeró. Ma veniamo a quelle che sono le mie voci femminili preferite in assoluto. 


Beth Hart
Il timbro e i vibrati di questa cantante statunitense mi fanno impazzire. La stessa cosa non posso dire, purtroppo, di tutto il suo materiale (compresa la sua collaborazione con Bonamassa, che apprezzo solo nelle intenzioni ma non nella pratica).
Manco a dirlo, mi piace soprattutto il suo primissimo periodo che é quello prettamente più rock e quello un po piú sbarazzino, ma mi piacciono diverse canzoni nella discografia di Beth, qui e li.

Vi lascio questa splendida As good as it gets, registrata recentemente in quel di Londra. Ascoltate che vibrato particolarissimo che ha Beth, forse la sua caratteristica migliore. Curiositá: ha duettato anche con un certo Slash nella bella Mother Maria, andatevela a cercare.



Skin
Da associarsi strettamente agli Skunk anansie perché da solista non mi è mai piaciuta neanche un po'. Skin è una pantera Rock n' roll che ho apprezzato sin dal primissimo ascolto. Tra l'altro ho avuto modo di vedere gli "skunk" dal vivo due volte (la prima volta una ventina di anni fa, con la band quasi agli esordi) ed entrambe le volte sono piaciuti un sacco, soprattutto grazie a questo animale da palcoscenico.

Una cosa che mi fa impazzire di Skin, infatti, è proprio la sua attitudine rock senza compromessi. Spesso preferisce sacrificare una performance perfetta dal punto di vista canoro in favore dello spettacolo: non si fará pregare di saltare, incitare le folle e persino fare dell'incredibile stage diving. Lunga vita a lei. Vi lascio con quella che secondo me é probabilmente la sua performance migliore in studio.



Lzzy Hale
La vidi poco più che ragazzina dal vivo quando non avevo idea di chi fosse (si esibiva con la sua band Halestorm, ovviamente) e non riuscivo a staccarle gli occhi e soprattutto le orecchie da dosso. Praticamente un Sebastian Bach degli Skid row (per me un mito assoluto) in versione femminile. Appena tornato a casa mi sono precipitato per ascoltarla da disco ed è stata una cocente delusione, non per colpa sua ma della produzione che caratterizza i dischi della sua band.

Vi lascio con questa Love bites presa da un video amatoriale. Ascoltate con attenzione tutta la performance, in particolar modo la parte a circa metá canzone... Ogni commento é superfluo. Non per niente Lzzy ha collaborato con 1000 artisti (uno meglio dell'altro) negli ultimi anni.

27/11/18

Recensione: Accept - Symphonic Terror - Live At Wacken 2017


Grandissimo rispetto per gli instancabili Accept, che ultimamente non si fanno aspettare piú di tanto per nuove pubblicazioni. Questa volta non è un nuovo album da studio, bensì un live con tanto di orchestra, registrato al Wacken dello scorso anno.

Questo Symphonic Terror mi è piaciuto moltissimo, ma se seguite il blog saprete di certo che ho un debole per i live con tanto di orchestra al seguito. In realtà non so se l'orchestra è appropriata al 100 percento per un gruppo e per un materiale come quello gli Accept, ma va benissimo cosí.

Come potete vedere dall'ampia tracklist a fondo pagina, il concerto è diviso in tre parti: la prima dove ci sono solamente gli Accept e con canzoni prese prevalentemente dalla loro ultima produzione, la seconda parte che vede protagonista l'orchestra e il chitarrista Wolf Hoffmann che ricama tessiture metal con l'orchestra alle sue spalle per un repertorio esclusivamente di musica classica. Tranquilli, guardando i titoli sono rimasto confuso pure io, ma sono sicuro conoscerete la maggior parte delle tracce, sono motivi famosissimi. L'ultima parte, invece, è il connubio fra l'orchestra e la band, con stavolta spazio a pezzi più classici degli Accept fra i quali non possono mancare brani come Balls to the walls e Fast as a shark.

Questo live album mi è piaciuto molto per prestazione, registrazione e soprattutto scaletta.
Gli Accept non hanno timore di usare gran parte del loro ultimo materiale (tante le canzoni dal bellissimo Blind rage e dall'ultimo The rise of chaos) e hanno scelto di non andare avanti per sempre con i loro pezzi più vecchi, come fanno molte band della loro generazione. Riguardo la prestazione, abbastanza scontato dire che la band suona molto bene nonostante il territorio leggermente diverso e ancora una volta maiuscola é la prestazione del cantante Mike Tornillo.

Se dovessi scegliere una sola parte del concerto, direi che mi ha impressionato moltissimo la seconda parte, con la band che si fonde perfettamente con l'orchestra. Ascoltare per credere nel player a fondo pagina.

Onore agli Accept e live album consigliatissimo.

Tracklist:

Part 1: Accept
01. Die By The Sword
02. Restless And Wild
03. Koolaid
04. Pandemic
05. Final Journey

Part 2: Headbangers Symphony
06. Night On Bald Mountain
07. Scherzo
08. Romeo And Juliet
09. Pathétique
10. Double Cello Concerto In G Minor
11. Symphony No. 40 In G Minor

Part 3: Accept With Orchestra
12. Princess Of The Dawn
13. Stalingrad
14. Dark Side Of My Heart
15. Breaker
16. Shadow Soldiers
17. Dying Breed
18. Fast As A Shark
19. Metal Heart
20. Teutonic Terror
21. Balls To The Wall

 

23/11/18

L'angolo brutale: Immortal

A cura di Simone Riccobono

Gli "Immortal", chi non ha mai sentito nominare almeno una volta il nome di questa band fondamentale per il black metal, formatasi nel 1990.

Impossibile non notare il carisma, il modo di apparire, ma soprattutto la simpatia e la goffaggine del cantante chitarrista, nome d'arte "Abbath", recentemente cascato a terra come una pera cotta mentre correva per raggiungere il palco, con la chitarra in mano e invogliato dal pubblico, con tanto di applausi da parte dei suoi fan. Vi invito a vedere i suoi momenti più divertenti, davvero comici. Possiamo anche affermare che ė uno di quei pochi artisti in campo estremo a non mostrarsi duro o spaccone, infatti gli Immortal sono un gruppo con tematiche assolutamente sobrie: i testi parlano di mitologia, sagre, e storia delle terre Norvegesi.

Tornando alla musica oggi voglio parlarvi di uno dei migliori album che "Abbath" e company abbiano partorito, ovvero: "Sons Of Northern Darkness" uscito nel 2002, primo album sotto contratto con la famosa etichetta "Nuclear Blast"  ed eletto come uno dei migliori album della band Scandinava.. Per alcuni un lavoro assolutamente fondamentale per il black metal.

Io mi sento di mettermi dalla parte di chi lo elogia, dopo essere stato travolto dalla potenza glaciale di "One By One". Da quel momento, poche sono le possibilità che il disco sia una ciofeca: ritmi freddi, ossessivi e pesanti, cambi di tempo, stacchi di batteria molto evidenti di doppia cassa, veramente impossibile stare fermi.

Al minuto tre e mezzo entra in scena quel riff Thrash Metal/Black... Vi invito a non scapocciare, ma attenzione alla vostra clavicola, andateci piano... Per non parlare della schiena, perché la forza di questo brano la fa da padrona, cercate di controllarvi.

Buon ascolto.

22/11/18

Primo ascolto: Queensryche - Man the Machine

Foto di anteprima incredibile per questa nuova canzone dei Queensryche, Man the machine, che anticipa l'album che uscirá niente meno che a marzo 2019 (niente fretta, eh...)

Primo ascolto piú interlocutorio del solito in quanto pensavo di fare il mio solito monologo su quanto sia sbagliato scopiazzare qualcun altro, invece mi sono ritrovato un po' spiazzato (da qui probabilmente la mia espressione allucinante)

Vabbé, beccatevi il primo ascolto di questa Man the machine.

   

20/11/18

Recensione: Smashing Pumpkins - Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. (2018)


Ritorno sulle scene per i riuniti Smashing Pumpkins (ad eccezione della bassista D'arcy, fra mille polemiche) che ritornano sul mercato con questo disco dal titolo lunghissimo. Siete pronti? Si chiama Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. Come avete letto (forse) é il volume uno, il secondo volume potrebbe vedere la luce nel 2019.

Ok, ma come suona questo ritorno di Billy Corgan e soci?

Innanzitutto il disco ha un minutaggio che mi piace (di poco superiore ai 30 minuti) e solamente 8 brani, come si faceva un tempo. Poi, secondo me, suona molto coerente in quanto ha molti elementi della vecchia anima degli Smashing, ma in diversi brani notiamo che i nostri non hanno più 30 anni.

Prendiamo l'opener Knights of Malta, per esempio, dove si nota che la band é a proprio agio con delle sonorità più rilassate e mature. Stesso dicasi per With Sympathy o Alienation. E' una cosa che mi é sempre piaciuta, perché vuol dire che la band prova ad essere coerente con se stessa non provando a tutti i costi a ripetere la vecchia formula che li ha resi famosi.

Ma, come dicevo, c'è anche qualche reminiscenza del passato ed ecco due belle tracce distorte come Solara (vi lascio il video a fondo pagina) e Marchin' on, a mio parere le canzoni migliori del disco dove, tra le altre cose, Jimmy Chamberlin fa un lavoro eccezionale alla batteria. Billy Corgan é grosso modo sempre lo stesso, il suo timbro inconfondibile non é cambiato di una virgola e la sua voce suona come quella dei tempi d'oro.

Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. (ho fatto copia/incolla, ovviamente) é sicuramente di gradevole ascolto, molto scorrevole e con atmosfere molto diverse al suo interno. Di contro, qualche traccia non é proprio irresistibile e il disco molto probabilmente non passerá alla storia. Per quanto mi riguarda lo sto ascoltando con piacere nonostante tutto, in quest'ultimo periodo. Dategli una chance e fatevi la vostra idea.

Voto 63/100

Top tracks: Solara, Marchin' on

Tracklist:
01. Knights Of Malta
02. Silvery Sometimes (Ghosts)
03. Travels
04. Solara
05. Alienation
06. Marchin' On
07. With Sympathy
08. Seek and You Shall Destroy

19/11/18

Recensione: Blaze Bayley - December Wind (2018)


Un po' inaspettato questo December wind di Blaze Bayley, personaggio che credo stia simpatico un po' a tutto l'universo metal per tante ragioni. Prima di tutto Blaze é uno che si é sempre dimostrato  persona vera, coerente e uno che é sempre andato avanti per la sua strada, nonostante alcune vicende personali e professionali che avrebbero abbattuto chiunque: prima la cacciata dalla heavy metal piú popolare del pianeta (nonostante un discreto primo periodo) e poi la tremenda scomparsa della moglie/manager.

Dopo la sua ultima gradevolissima trilogia (che trovate recensita su queste pagine), Blaze ci propone un disco acustico realizzato insieme al chitarrista Thomas Zwijsen. I due ci propongono dei nuovi pezzi realizzati con chitarra e voce e la rielabolazione di 2AM presa da The X factor degli Iron Maiden. 

December wind é un disco da ascoltare a cuor leggero, con un'ineccepibile chitarra classica suonata da Thomas. Il  disco intero, peró, a mio parere avrebbe necessitato di qualche ulteriore strumento qui e li (a parte qualche violino presente), soprattutto perché le canzoni non sembrano avere uno spirito acustico ma sembrano piuttosto delle canzoni full band arrangiate con un solo strumento, o perlomeno, questa é la sensazione che mi hanno dato. Il disco contiene anche diverse bonus tracks provenienti dall'EP Russian Holiday registrato qualche anno fa, tra le quali spicca la famosissima Sign of the cross dei Maiden (vedere la tracklist a fondo pagina per tutti i dettagli).

La prestazione di Blaze é ottima, nonostante il volume della sua voce sia in diversi frangenti troppo alto, ma oramai ci sono abituato, dato che é cosí in praticamente ogni disco. Ah, quasi dimenticavo, anche la copertina é un po' cosí, anche qui, come quasi tutte quelle di Blaze.

Non so se consigliarvi questo disco: December wind merita sicuramente un ascolto, ma francamente non so se ci ritornerete.

Voto 60/100

Top tracks: Eye of the storm, December Wind, We Fell From the Sky

Tracklist:
1. Eye Of The Storm
2. Love Will Conquer All
3. 2AM
4. Miracle On The Hudson
5. December Wind
6. We Fell From The Sky
7. The Crimson Tide
8. The Love Of Your Life
9. Stealing Time (Bonus Track)
10. Russian Holiday (Bonus Track)
11. Soundtrack Of My Life (Bonus Track)
12. One More Step (Bonus Track)
13. Sign Of The Cross (Bonus Track)

16/11/18

Recensione: Chris Cornell (2018)


Accipicchia se é una bella raccolta/antologia, questa! 
Intitolata solamente "Chris Cornell", é una perfetta retrospettiva su quanto fatto in carriera da quella che é stata una delle piú belle voci rock/grunge della nostra generazione. 
Il tutto in ordine cronologico, come piace a me: nel primo disco troviamo infatti le prime produzioni dei Soundgarden (un po' acerbe, a mio parere) e da lí successivamente quanto fatto in carriera da Chris.

Si continua col famoso progetto Temple of the dog e con le splendide Say hello 2 heaven e soprattutto Hunger strike per andare al periodo d'oro dei Soundgarden con pezzi come Outshined, Rusty cage, Spoonman e Black hole sun (forse la canzone piú nota della sua carriera). 
Largo spazio anche alla sua carriera solista (saró impopolare ma forse é il Chris che preferisco, complessivamente. A proposito, dove sta Moonchild???) e al periodo con gli Audioslave, che in realtá non mi ha mai entuasiasmato, a parte Chocise (ovviamente presente). Purtroppo non manca il controverso periodo Scream, a mio parere la cosa nettamente peggiore mai proposta dal buon Chris, ma é anche giusto che sia presente per completezza di informazioni. 

Il disco copre anche le collaborazioni, ed ecco quindi spuntare Promise (dal cd di Slash) e una (discutibile) Whole lotta love dei Led Zeppelin eseguita con Santana. Poi ancora degli estratti del suo live album acustico per poi ritornare all'ultimo periodo, ovvero King animal dei Soundgarden e di nuovo il periodo solista (incluse le colonne sonore di 12 years slave, 13 years e Vynil) chiuso con il bell'inedito When bad does good (che vi avevo giá proposto qualche tempo fa e che vi ripropongo a fine recensione).

L'ultimo CD é dedicato alle performance live, la maggior parte delle quali non erano mai state ufficialmente pubblicate fino a questo momento. Anche qui troviamo perfomance con le varie band di Chris con tracce registrate in un arco temporale che va dal 1992 al 2016. Stupenda, manco a dirlo, Jesus Christ pose con Chris che canta forse la canzone piú difficile della sua carriera e con un Matt Cameron micidiale alla batteria. Presenti, fra le altre, anche le cover Nothing compares 2 U, One (U2, ma con parole diverse), Redemption song, A day in the life e Thank you. 

Descrivere dettagliatamente l'immenso contenuto di questo box é impresa praticamente impossibile, quindi vi lascio l'infinita tracklist a seguire, cosí potete leggerne tutti i dettagli. Stamattina me lo sono sparato tutto in cuffia (nonostante la durata proibitiva) e, se volete il mio parere, era cosí difficile fare meglio di cosí che ne sto fortemente meditando l'acquisto. 

Consigliatissimo, sia se volete farvi una cultura sulla carriera di Chris Cornell, sia se ne siete fan da sempre.

 


Tracklist:

CD1
1. Hunted Down [Soundgarden]
2. Kingdom of Come [Soundgarden]
3. Flower [Soundgarden]
4. All Your Lies [Soundgarden]
5. Loud Love [Soundgarden]
6. Hands All Over [Soundgarden]
7. Say Hello 2 Heaven [Temple of the Dog]
8. Hunger Strike [Temple of the Dog]
9. Outshined [Soundgarden]
10. Rusty Cage [Soundgarden]
11. Seasons
12. Hey Baby (Land Of The New Rising Sun) [M.A.C.C.]
13. Black Hole Sun [Soundgarden]
14. Spoonman [Soundgarden]
15. Dusty [Soundgarden]
16. Burden In My Hand [Soundgarden]

CD2
1. Sunshower
2. Sweet Euphoria
3. Can’t Change Me
4. Like A Stone [Audioslave] 
5. Cochise [Audioslave] 
6. Be Yourself [Audioslave] 
7. Doesn’t Remind Me [Audioslave] 
8. Revelations [Audioslave] 
9. Shape Of Things To Come [Audioslave] 
10. You Know My Name
11. Billie Jean
12. Long Gone (Rock Version)
13. Scream
14. Part Of Me (Steve Aoki Remix)
15. Ave Maria (with Eleven)

CD3
1. Promise [Slash featuring Chris Cornell] 
2. Whole Lotta Love [Santana featuring Chris Cornell] 
3. Call Me A Dog (Live Acoustic)
4. Imagine (Live Acoustic)
5. I Am The Highway (Live Acoustic)
6. The Keeper
7. Been Away Too Long [Soundgarden] 
8. Live To Rise [Soundgarden] 
9. Lies [Gabin with Chris Cornell & Ace] 
10. Misery Chain [with Joy Williams] 
11. Storm [Soundgarden] 
12. Nearly Forgot My Broken Heart
13. Only These Words
14. Our Time In The Universe
15. ’Til The Sun Comes Back Around
16. Stay With Me Baby
17. The Promise
18. When Bad Goes Good (Previously unreleased)

CD 4
1. Into The Void (Sealth) (Live at the Paramount) [Soundgarden] 
2. Mind Riot (Live at the Paramount) [Soundgarden] 
3. Nothing To Say (Live in Seattle) [Soundgarden] 
4. Jesus Christ Pose (Live in Oakland) [Soundgarden] 
5. Show Me How To Live (Live in Cuba) [Audioslave] (Previously unreleased)
6. Wide Awake (Live in Sweden) (Previously unreleased)
7. All Night Thing (Live in Sweden) (Previously unreleased)
8. Nothing Compares 2 U (Live at Sirius XM) (Previously unreleased)
9. One (Live at Beacon Theatre) (Previously unreleased)
10. Reach Down (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
11. Stargazer (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
12. Wild World (Live at Pantages Theatre) [Yusuf/Cat Stevens with Chris Cornell] (Previously unreleased)
13. A Day In The Life (Live at the Royal Albert Hall) (Previously unreleased)
14. Redemption Song (Live at Beacon Theatre) [with Toni Cornell] (Previously unreleased)
15. Thank You (Live in Sweden)

15/11/18

Top 10: Queen

E rieccoci qui con un'altra top 10, stavolta dedicata ai Queen.

Ultimamente, causa l'uscita di Bohemian Rhapsody (il film) ne ho parlato parecchio, forse pure troppo. A proposito, se non avete visto le recensioni, potete rimediare: trovate sia quella del film che della colonna sonora (cliccate sul rispettivo testo colorato, chiamato volgarmente link, per accedervi)

Vabbé, beccatevi quelle che grosso modo sono le mie 10 canzoni preferite della mitica band inglese.
Come al solito, non dimenticate di farmi sapere quali sono le vostre e perdonate, se potete, la mia solita espressione discutibile nell'anteprima del video.

13/11/18

La Scheda: Twenty Four Hours

Di Paolo Lippe - Paolippe, GFDL,

-Genere: 

Rock psichedelico/progressivo/art rock (Trait d'union fra anni '60, '70 & '80 = un Mix di Pop + Psychedelia + Progressive Rock & Post-Punk)

-Line Up attuale:
Antonio Paparelli = chitarre acustiche & elettriche
Paolo Lippe = voce solista, tastiere
Marco Lippe = batteria, cori
Paolo Sorcinelli = basso
Elena Lippe = voce solista & cori

-Album/EP all’attivo:
1991: "THE SMELL OF THE RAINY AIR" (LP tiratura limitata a 500 copie) - Twenty Four Hours Music.
1994: "INTOLERANCE" (CD) - Mellow Records.
1999: "OVAL DREAMS" (CD) - Musea.
2004: "THE SLEEPSELLER" (CD) - TFH Music/Musea.
2016: "LEFT TO LIVE" (CD) - Musea.
2018: "CLOSE LAMB WHITE WALLS" (CD Double) - Musea / Velut Luna.

Ristampe
1999: "THE SMELL OF THE RAINY AIR" (CD, ristampa + 4 bonus tracks) - Mellow Records.
2009: "OVAL DREAMS" (CD, ristampa) - MALS (Russia).
2012: "OVAL DREAMS" (LP, Edizione Audiophile, remix e remaster analogici su nastro) - Velut Luna.
2012: "OVAL DREAMS" (CD Edizione Audiophile, remix e remaster analogici) - 2012, Velut Luna / Audiophile Sound.
2018: "THE SLEEPSELLER" (CD ristampa remix digitale remaster analogico + 1 brano riarrangiato + 2 bonus tracks) - 2018, Velut Luna / Audiophile Sound.

-Influenze: 
King Crimson, Pink Floyd, Genesis, Tuxedomoon, Simple Minds, Cure, Gong, Joy Division, Stranglers, John Coltrane, XTC, Debussy, Ravel e Satie.

-Di cosa parlano i testi:
Marco: di vita vissuta, di esperienze surreali, espresse in modo allegorico, oppure onirico.

Paolo: I nostri testi sono generalmente riflessioni e intuizioni sulle questioni importanti, essenziali della vita. Talora sono autobiografici, anzi lo sono sempre, anche se non è facile accorgersene. Questo fatto può farli apparire un po' artefatti. Ma lasciamo a Elena, la songwriter, i dettagli....

Elena: i temi che affronto nei testi che scrivo in generale trattano tematiche profonde, interrogativi esistenziali e spesso scomodi. Tuttavia, amo portare sempre un messaggio positivo: credo che si possa trasformare le esperienze dolorose in qualcosa di importante per la propria vita, per aiutarci a sentire l’esperienza umana degli altri più vicina a noi... la consapevolezza della propria mortalità è una grande insegnante ("She's Our Sister") in questo senso: dà una giusta misura e prospettiva a tutto. E può insegnarci ad amare, qui e ora, a farci capire che “tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è l’Amore”, inteso in senso Universale ("All The World Needs is Love"). Il brano "Urban Sinkhole" invece, tratta della orrenda tendenza, sempre più diffusa, a dividere il mondo tra eletti e miserabili; viviamo in una società sempre più iniqua, e spesso nei testi che scrivo offro un invito a ribellarsi a questo stato delle cose. Ho sentito un grande piacere a scrivere per i TFH, non ho fatto alcuna fatica, anche perché mi hanno lasciato mano libera. "The tale of The Holy Frog" tratta in un modo apparentemente più ironico il tema della responsabilità, personale e sociale, vista come una “rana”, poco “estetica”, forse, ma in fondo necessaria.

-Esibizione live che ricorderete per molto tempo: 
Paolo: Pink Floyd, Tuxedomoon, Simple Minds, Talk Talk

Marco: Tuxedomoon (Teatro Petruzzelli - Bari 1983), Sound (Country Club - Bari 1984), Suicidal Tendencies (Stadio delle Alpi - Torino 1993), Steven Wilson Qualsiasi Live, Gong (Hackney Empire - London 2000), Stan Getz (Teatro Petruzzelli - Bari 1980)

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio
Suonammo a Latiano (BR) nell'estate del 1989 e il nostro bassista di allora (Nico Colucci), si sbronzò a causa dell'ottima qualità del vino Primitivo, offertoci dal caro amico che ci aveva invitato a suonare. Ad ogni fine brano, col basso completamente scordato (nonostante i reiterati e vani tentativi di accordare lo strumento), ci supplicava di suonare "The Bastards", l'ultimo brano in scaletta, e di tornare a casa...

-I vostri dischi preferiti in assoluto: 
Paolo: Nursery Cryme, Who's Next, Modern Life is Rubbish, New Gold Dream

Marco: In the Court of the Crimson King (King Crimson), Close to the Edge (Yes), A Love Supreme (John Coltrane), Kind of Blue (Miles Davis), Mingus, Mingus, Mingus, Mingus (Charlie Mingus)
Give Us a Wink (Sweet), From the Lion's Mouth (Sound), Seduction (Danse Society), The Song Remains the Same (Led Zeppelin, Who's Next (Who), Piano Concerto in G Major - "adagio assai" (Ravel)...

-Citatemi un album che pensate essere gli unici al mondo ad apprezzare: 
Paolo: Sulk degli Associates

Marco: Pindrop dei Passage

-Un musicista che vorreste incontrare per farci quattro chiacchiere: 
Paolo: Syd Barrett,

Marco: Steven Wilson

-Cosa chiedereste nel backstage se foste la band più importante del pianeta: 
Paolo: Ostriche rigorosamente italiane + Champagne Laurent Perrier Rose

Marco: groupies innamorate di noi, un letto matrimoniale enorme, dell'ottimo cibo e vino rosso & champagne..

L'angolo brutale: Nuclear assault

A cura di Simone Riccobono

Ecco un grandissimo esempio di come Thrash Metal e Punk possano andare alla grande insieme. Non stiamo parlando di cover, qui stiamo parlando di una band che propone questo miscuglio, una band con le palle fumanti: i "Nuclear Assault" (e già dal nome si intuisce cosa trattano nei loro testi), band non molto conosciuta in ambito metal ma che ha fatto sicuramente cose grandiose!

Vi do una rinfrescata: il progetto vero e proprio nasce dalla mente del bassista Dan Lilker, un musicista che inizió la sua carriera militando nella famosa band Anthrax ancora agli esordi. Allontanato ben presto dalla band, proprio all'uscita del loro primo album del 1984, per il semplice motivo che non sapeva suonare al livello degli altri. Ben presto questo smacco gli fece venire una rabbia da formare, sempre nel 1984, a New York, il progetto "Nuclear Assault". 

Prese in formazione John Connelly alla voce e chitarra, Anthony Bramante alla seconda chitarra e Glenn Evans alla batteria. Siamo nel 1989 e la band fa uscire il loro terzo lavoro che probabilmente ė l'album più conosciuto e apprezzato della loro discografia, quel "Handle With Care" che é un intruglio di Thrash Metal sparato a mille con una forte dose di Punk Metal, e suonato con velocità, tecnica e rabbia. Canzoni veloci e di breve durata con un chiaro messaggio di protesta, con in basso di Dan  talmente oscuro e pesante che sembra veramente una mitraglietta e che sta sopra a ogni strumento. Provare per credere e... chissà se Scott Ian e soci negli Anthrax si stanno mangiando le mani. 

I testi sono scagliati contro una società sbagliata, in questo caso con la canzone Critical Mass (Massa Critica) se la prendono con il genere umano che fa solamente disastri: provoca inquinamenti, boschi distrutti, piogge acide e quant'altro. A noi che della biosfera non ce ne frega una cippa, buttiamo razze nello scarico perché sono inferiori, compresi gli animali, fino a quando non avremo più nulla da distruggere e distruggeremo noi stessi. Abbiamo creato l'inferno in terra! 

Il tutto espresso benissimo dalla voce hardcore di John Connelly. Leggete anche il testo per capire il tutto. 

Voglio lasciare un messaggio: impariamo a non sottovalutare le persone, perché proprio gli altri possono essere capaci di far più di noi... Quanti musicisti e persone comuni sono messe da parte, tantissime.. bisogna lasciargli sempre uno spazio, perché tutti noi possiamo sbagliare alla grande.

12/11/18

Recensione: Pearl jam - Riot act (2002)

Oggi Riot act dei Pearl jam compie 16 anni e volevo parlarne un po' perché per me é un album molto importante. Lo é in quanto era il periodo in cui stavo conoscendo la band (in maniera quasi maniacale, dovrei aggiungere) e conseguentemente aspettavo questo disco con molta impazienza.

Riot act, settimo album in studio della band, é un disco con diverse sfumature politiche in quanto composto in un momento storico molto particolare per gli Stati Uniti, che stanno rimettendo insieme i cocci dopo l'11 settembre (spero non abbia bisogno di spiegarvi cosa é successo in quella data).

Il tono del disco si percepisce fin dal titolo con quel "Riot act" (atto di rivolta) che fa il verso a quello che é il famoso atto patriottico "Patrioct act" firmato contro il terrorismo da Bush.
Ad aggiungersi a questo senso di rabbia e disagio c'é anche la tragedia di Roskilde dove un paio d'anni prima, 9 fan della band sono morti durante il festival, avvenimento che ha turbato e non poco Vedder e compagni: ritroveremo il verso "Lost nine friends we'll never know, two years ago today" in Love boat captain

Ma veniamo alla musica: abbandonati gli esperimenti "binaurali" del precedente disco, i Pearl Jam ritornano a sonoritá piú canoniche e a tratti quasi "Rock classico" di matrice americana e per qualche verso accostabili a quelle del Boss Bruce Springsteen, grande amico ed ispiratore di Eddie.



Dividerei semplicisticamente le canzoni di questo disco in tre categorie: canzoni straordinarie, canzoni cosí cosí ed esperimenti (brutti).
Fanno parte della prima categoria pezzi che sono tutt'ora fra i miei preferiti della band come la punkettona Save you, Love boat captain, I am mine (vedi videoclip in alto) e la poeticissima Thumbing my way (All the rusted signs we ignore throughout our lives, choosing the shiny ones instead... Quanto é bella questa frase.).

Fanno parte della seconda pezzi non eccezionali con Cropduster, Bu$hleaguer, Ghost o Get right, mentre, per quanto mi riguarda, fanno parte della terza You are (scritta dal batterista Matt Cameron) e Help help, pezzi che non vorrei mai sentire dai Pearl jam.
Discrete invece All or None, l'esperimento con le sole e tante voci di Vedder, Arc, la blueseggiante ½ Full e Green disease (in qualche occasione dal vivo "dedicata" ai non troppo amati Creed).

Riot act é un disco al quale sono molto affezionato e con pezzi straordinari ma anche con diversi passaggi a vuoto. Un disco di altissimo livello per metá della sua durata. Ah, packaging stupendo, manco a dirlo, come quasi tutti quelli dei Pearl Jam.

Voto 69/100
Top tracks: Save you, Love boat captain, I am mine.
Skip tracks: You are, help help


Tracklist:
1. Can’t Keep
2. Save You
3. Love Boat Captain
4. Cropduster
5. Ghost
6. I Am Mine
7. Thumbing My Way
8. You Are
9. Get Right
10. Green Disease
11. Help Help
12. Bu$hleaguer
13. ½ Full
14. Arc
15. All or None

Primo ascolto: Joe Perry - Quake

Un primo ascolto che mi ha lasciato estremamente confuso: ma é davvero Gary Cherone (Ex Etreme e Van Halen) che canta? Ancora non riesco a farmene una ragione.

In ogni caso... Beccatevi questo nuovo singolo di Joe Perry, Quake, al quale facciamo un grosso in bocca al lupo dato che un paio di giorni fa é stato ricoverato in ospedale dopo un'esibizione con Billie Joel al Madison Square garden.

Non si sa molto su quanto accaduto ma ovviamente speriamo di vederlo sul palco al piú presto, magari con Gary Cherone a cantare questa Quake, cosí mi convinco che é lui.

11/11/18

Chiedilo a Given to rock - Novembre 2018 (LIVE)

Ok, ho provato a cambiare metodo per l'appuntamente live mensile ma l'audio é effettivamente terribile, scusate. Inoltre vi consiglio di guardare il video da Youtube cosí potrete guardare tutte le domande e interazioni, senza le quali sembro un pazzo che parla da solo. 

Fra i vari ascolti e citazioni, figurano (in ordine assolutamente casuale) Dream theater, Greta van fleet Architect, Sixx A.M, Sanctuary, Megadeth, The bates, Candlemass ed altri mille gruppi che mi avete consigliato ma che adesso non mi vengono in mente.

Scusate ancora per la qualitá audio (e per lo sfondo spoglio e bianco), proveró a fare meglio il mese prossimo.

Ci vediamo il mese prossimo!

10/11/18

Recensione: Muse - Simulation theory (2018)

Stavolta parto con uno spoiler gigante e dico che questo Simulation theory é l'album piú brutto della carriera dei Muse, cosí se siete fan accaniti della band, potete incazzarvi ancora prima di premere play o potete addirittura non premerlo, se vi sta molto a cuore l'argomento e siete molto suscettibili.

Nel video cerco di motivare, come al solito in maniera molto rapida, il mio commento negativo su questo disco. Se volete dire qualcosa al riguardo, come al solito siete i benvenuti e ci possiamo anche confrontare, partendo ovviamente dal presupposto che la musica (in quanto arte) e i gusti sono sempre soggettivi.

Vi lascio anche la tracklist a fondo pagina.


Tracklist:
01.Algorithm
02.The Dark Side
03.Pressure
04.Propaganda
05.Break It To Me
06.Something Human
07.Thought Contagion
08.Get Up And Fight
09.Blockades
10.Dig Down
11.The Void

09/11/18

Luxury Eviction


La polistrumentista, illustratrice e scrittrice Blair B. si allontana dalla sua regola auto-prescritta fatta di complicazioni, eccessiva saturazione e cacofonia per pubblicare una collezione nuda di intuizioni musicali.

Influenzata da nomi del calibro di Pink Floyd, Shirley Manson, Tori Amos, Imogen Heap, Portishead, Nine Inch Nails, e Garbage e meglio conosciuta per la sua potente voce nel gruppo rock alternativo Absinthe Junk, Luxury Eviction porta l'ascoltatore totalmente su altri lidi con il suo approccio minimalista con spesso una sola voce ed una strumentazione limitata.

Registrato con apparecchiature audio leggendarie di Abbey Road e della Capitol Records, è stato effettuato un editing minimo per conferire a ciascuna canzone una singola qualità di esecuzione.

Il risultato è un esame crudo e vulnerabile della condizione umana.


WEBSITE AND SOCIAL MEDIA:
http://luxuryeviction.com/
http://www.facebook.com/luxuryeviction
https://www.instagram.com/dablairb/
https://luxuryeviction.bandcamp.com


08/11/18

Primo ascolto: John Garcia - Chicken delight

Oggi un primo ascolto leggermente fuori dai miei gusti: un tuffo nello stoner rock con l'ex componente dei Kyuss, John Garcia (accompagnato dai "the band of gold", scusate ma mi é sfuggito il nome, nel video) per questa nuova Chicken delight.

 

07/11/18

Le canzoni che adoro: Skid row - Slave to the grind

La solita "qualche parola" (come sempre, in tempo reale) su una canzone il cui riff mi ronza in testa da piú di 25 anni, Slave to the grind dei mitici Skid row con un Sebastian Bach al suo massimo e la band che gira a mille.

Chi di voi é ossessionato da questa canzone come me?

05/11/18

La scheda: Alessandro Orlando Graziano

Genere:
Pop d'autore

-Line Up attuale
Alessandro Orlando Graziano

-Album/EP all’attivo
5 incluso Voyages Extraordinaires
1 come produttore artistico (Carla Boni / Aeroplani ed Angeli
Varie co produzioni e partecipazioni
Vari brano scritto per altri artisti



-Influenze
Roxy Music / Léo Ferré / Eurythmics / Giuni Russo / Giorgio Moroder / Nico

-Di cosa parlano i testi
Alcuni di quel che c’è fuori da me ed altri di quel che c’è dentro, un libro, un pensiero fugace, un’esperienza vissuta. Probabilmente il tema ricorrente è il viaggio della vita, da amare in ogni sua sfumatura.

-Esibizione live che ricorderai per molto tempo
Una mia partecipazione nel Teatro Valle durante la sua occupazione. Fu un’esperienza molto emozionante, un clima festoso in un luogo pieno di storia.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio
Chi lavora con me sa che le esperienze sono sempre imprevedibili in studio. Se scelgo musicisti bravi poi li lascio assolutamente liberi di giocare e proporre, spesso poi scelgo delle cose che avevano fatto per scherzo.

-I tuoi dischi preferiti in assoluto
Joni Mitchell: Ladies of The Canyon
Ivan Cattaneo (col quale ho duettato nel mio ultimo album): Il cuore è nudo e i pesci cantano
Milva: Svegliando l’amante che dorme
Angelo Branduardi: Alla Fiera dell’Est
Beatles: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

-Citami un album che pensi essere l'unico al mondo ad apprezzare
Yma Sumak: Miracles

-Un musicista che vorresti incontrare per farci quattro chiacchiere
Giovanni Sollima

-Cosa chiederesti nel backstage se fossi l'artista più importante del pianeta
Una Coca-Cola Zero.

02/11/18

Recensione: Metallica: ...And justice for all (Remastered, deluxe edition)

Come avevo fatto per Master of Puppets (clicca per vedere la recensione), provo a fare la stessa cosa anche per il suo successore ...And Justice for all, ovvero parlare del contenuto dell'edizione super deluxe (ancora una volta senza possederla, che genio che sono...).


Volevo anche lasciarvi l'enorme tracklist a fine pagina, ma il copia-incolla mostruoso mi ha scoraggiato, quindi beccatevi solamente un sorridente Kirk Hammett che fa l'unboxing del megacofanetto. Guardate come e' contento.